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Assenze ed errori, il Foggia cade a Castellammare: al 'Menti' festeggia l'ex Padalino

Finisce 3-0 per le 'vespe' in una gara senza storia: apre Borrelli al quarto d'ora, nella ripresa la doppietta di Marotta. Rossoneri rimaneggiati e con poche motivazioni, pagano la pesante assenza di Fumagalli, sostituito da Di Stasio, protagonista in negativo della serata

Vince la Juve Stabia, come era abbastanza prevedibile, non per chissà quali doti di preveggenza, ma per delle evidenze innegabili. Al 'Menti' di Castellammare di Stabia c'erano motivazioni diverse in ballo, con le 'vespe' in lotta per il quinto posto e con la prospettiva addirittura di superare il Bari quarto (sconfitto 3-0 a Torre del Greco). Per non parlare dei valori visti in campo. Tante le assenze in casa Foggia, che già di base accusa un gap tecnico innegabile nei confronti della formazione di Padalino. 

Se poi tra gli assenti c'è anche Fumagalli, sostituito da un più che incerto Di Stasio, la forbice tecnica tra le due squadre si dilata ulteriormente. Basta dare una semplice occhiata alle due reti firmate da Marotta, al 10' e al 20' della ripresa, con la quale ha messo il punto esclamativo sul match, e ai goffi tentativi di intervento da parte giovane estremo difensore. 

Marchionni ha provato a giocarsela con un 3-5-2 quasi sperimentale, con Di Jenno braccetto difensivo, le novità Turi e Iurato a destra e in mezzo, e Balde in avanti con Curcio. L'attaccante scuola Samp ha fatto vedere le (poche) cose migliori della partita, mandando in porta prima D'Andrea, poi Curcio, nelle due uniche occasioni rilevanti che la formazione rossonera è riuscita a costruire nel primo tempo, dopo il vantaggio realizzato da Borrelli al 15'. Troppo poco per recriminare, anche perché i padroni di casa possono mettere a referto anche due legni colpiti da Marotta (clamoroso il primo a porta sguarnita). 

Per i rossonero non resta che l'ultima gara con il Catania. Gara difficile, ma da vincere per tenere dietro Palermo e Teramo e conservare il settimo posto. 

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