Venerdì, 24 Settembre 2021
Sport

Zero occasioni e tanta noia, Foggia e Teramo non si fanno male. Allo Zac è 0-0

Pari a reti bianche tra rossoneri e abruzzesi nell'anticipo del turno infrasettimanale. Gara brutta e senza molte emozioni

Un piccolo brivido proprio al 94', quando Ilari corregge in porta una sponda di Cappa. Gol 'censurato' dalla bandierina del primo assistente che segnala l'offside. Quel piccolo brivido è forse anche l'unico momento più o meno emozionante di una gara che di emozioni ne ha regalate davvero pochissime. Allo 'Zaccheria' il Foggia non riesce ad andare oltre lo 0-0 con il Teramo di Paci. Ma, dopo quanto accaduto nella gara di andata, è sicuramente un pareggio da accogliere favorevolmente. 

PRIMO TEMPO – Partiamo da un principio: chi si aspettava una partita avvincente ha sbagliato e di grosso le previsioni. Pochi, pochissimi gli spunti meritevoli di attenzione e tanti sbadigli. Di chi sono i demeriti maggiori è difficile dirlo, ma in una ipotetica valutazione pugilistica del match, sarebbe improbabile un verdetto ai punti favorevole del Foggia. Il Teramo arriva allo Zaccheria per fare la sua partita e sicuramente piace di più per idee e principi di gioco. Il 4-3-3 di Paci brilla per organizzazione e movimenti senza palla. Ma il lavoro più apprezzabile l’undici abruzzese lo produce nella fase di non possesso. Il Teramo alza la pressione già con i tre attaccanti, lasciando pochissimo spazio di manovra al centrocampo rossonero. Salvi va subito in affanno, né i due interni Garofalo e D’Andrea trovano gli spazi per manovrare o andare in soccorso alle immalinconite punte. Neppure dalle fasce arrivano buoni riscontri: Di Jenno è poco coinvolto e anche lui più preoccupato nel guardarsi le spalle, mentre Kalombo spicca sempre per gli ormai cronici errori tecnici. Ne deriva un ritorno al ‘cordiano’ lancio lungo per la testa di Dell’Agnello. Ma anche questo speciale piano b non produce grossi risultati, perché quelli del Teramo arrivano quasi sempre prima anche sulle seconde palle. Fortunatamente la manovra del Teramo ha anche dei difetti per niente veniali. Escludendo qualche cross pericoloso, Fumagalli non è chiamato agli straordinari. È anzi il Foggia ad avvicinarsi al gol sugli sviluppi di un piazzato su cui Soprano per poco non buca il suo portiere.

SECONDO TEMPO – La agognata svolta non si verifica. Per certi versi il secondo tempo è anche più brutto del primo. Anche perché i ritmi tendono ad abbassarsi e le idee a scarseggiare ulteriormente. La prima mossa di Marchionni è Vitale, per un Curcio fuori partita. Si torna al 3-5-2 giusto per ridare un po’ più di sostanza alla affannata mediana. Cambierà poco. Paci, invece, che in panchina non dispone di grossissime soluzioni, punta su Ilari per l’acciaccato Mungo, per poi cambiare successivamente anche gli altri due del reparto avanzato. La sensazione è che a lungo andare il pari stia bene a entrambe le formazioni. La stanchezza del doppio impegno ravvicinato si fa sentire. Gli innesti di Morrone e Balde non bastano: il giovane play si fa notare solo per un giallo evitabile, l’attaccante scuola Samp per un pericoloso scontro con il portiere avversario. Piccoli ‘pretesti’ da cronista per non lasciare il taccuino in bianco. Come nell’ultimo atto prima del triplice fischio, quando la deviazione di Ilari illude per qualche attimo gli ospiti. Ci pensa Lencioni di Lucca a stemperare gli entusiasmi: offside. Finisce 0-0, giusto così.   

Foggia-Teramo 

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli; Anelli, Gavazzi, Galeotafiore; Kalombo, Garofalo, Salvi (33’st Morrone), D’Andrea, Di Jenno; Curcio (16’st Vitale), Dell’Agnello (33’st Balde). A disposizione: Jorio, Said, Agostinone, Del Prete, Moreschini, Iurato, Pompa, Cardamone, Turi. All. Marchionni

TERAMO (4-3-3) Lewandowski; Vitturini, Soprano, Piacentini, Tentardini; Costa Ferreira, Arrigoni, Santoro; Bombagi (33’st Cappa), Pinzauti (27’st Gerbi), Mungo (15’st Ilari). A disposizione: D’Egidio, Trasciani, Romanucci, Di Francesco, Ilari, Viero, Lombardi. All. Paci

Arbitro: Di Graci di Como – Assistenti: Lencioni di Lucca – Testi di Livorno

Ammoniti: Mungo (T), Bombagi (T), Galeotafiore (F), Morrone (F)

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