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Un 'golazo' di Dell'Agnello salva il Foggia: con la Juve Stabia di Padalino i rossoneri trovano il pari nel finale

Finisce 1-1 allo 'Zac' la prima sfida del 2021 dei rossoneri. Dopo un primo tempo di sofferenza, i rossoneri vanno sotto grazie a un contestato rigore di Berardocco. Al 41', la gemma del centravanti scuola Inter. Fumagalli provvidenziale con tre interventi

Una squadra che non muore mai. Da qui si riparte, da qui deve ripartire il Foggia, che riesce a mantenere in vita la sua striscia di risultati utili consecutivi, evitando la sconfitta interna contro una Juve Stabia migliore - specie nel primo tempo - per qualità della manovra e produzione offensiva. Due i protagonisti in casa Foggia: Ermanno Fumagalli, autore di tre interventi provvidenziali, specie quello su Romero a tempo scaduto, e Simone Dell'Agnello, il cui gol (e che gol) strozza i sogni di gloria della formazione di Padalino e, forse, dà inizio a una nuova parte di stagione fin qui piuttosto avara di emozioni - a livello personale - oltre che di gol.  

Le pagelle dei rossoneri 

PRIMO TEMPO - 3-5-2 contro 4-3-3, moduli diversi, ma filosofie di gioco simili. Due squadre che cercano di produrre gioco manovrato e di qualità. Ma tra Marchionni e Padalino chi riesce a tradurre sul campo la bontà delle primordiali intenzioni è solo il tecnico foggiano di nascita. E lo si intuisce sin dalle prime battute. Dura meno di otto minuti l’esperimento Del Prete come quinto di centrocampo. Durante il primo e ultimo scatto della sua brevissima partita, l’ex Perugia sente tirare il flessore e lascia il campo a Di Masi. Infortunio che, forse, incupisce ulteriormente un Foggia privo di idee e atleticamente piuttosto sulle gambe. Per la Juve Stabia diventa tutto più facile: magistralmente guidata da Berardocco che detta i tempi di gioco a suo piacimento, la squadra di Padalino si fa preferire per idee, movimenti senza palla e copertura del campo. Il lavoro degli esterni bassi e alti, spesso supportati anche dalle mezzali quando tendono ad aprire il campo, crea una sistematica superiorità numerica sulle corsie. Di Jenno è in perenne difficoltà nel contenere le sovrapposizioni di Garattoni e gli inserimenti di un ispirato Fantacci. Lo stesso accade dall’altra parte con Orlando, Rizzo e Vallocchia. L’unico elemento in casa rossonera che non sembra essersi mai fermato è Fumagalli: lo schiaffo con cui ricaccia indietro la deviazione di Romero su perfetto cross dalla sinistra, vale un gol, tanto quanto il successivo liscio con cui Mastalli grazia i padroni di casa. Tre minuti dopo, al 17’, serve la compiacenza della dea bendata per spostare di venti centimetri oltre il palo, lo splendido sinistro a giro di Fantacci. Non pervenuto il Foggia, che oltre ad apparire in evidente ritardo fisico, è povero di idee, e la povertà di soluzione spesso ha come conseguenza la ricerca spasmodica del lancio lungo. Lo zero a zero con cui va in archivio la prima frazione appare un atto di profonda indulgenza per i padroni di casa.

SECONDO TEMPO – Con una squadra che palleggia meglio di te, se vuoi avere chance devi alzare il ritmo e soprattutto la pressione. Di peggio, rispetto alla prima frazione, il Foggia non può fare. E infatti l’approccio alla partita nella seconda parte di gara è sicuramente più accettabile. Con una maggiore aggressività anche i giocatori più importanti tra i padroni di casa riescono a salire in cattedra, come Rocca. Tuttavia, manca il quid negli ultimi quindici metri. L’undici di Padalino, invece, sembra perdere progressivamente lucidità, eppure riesce ugualmente a sbloccarla. Per la verità, il rigore di Berardocco appare più generoso che netto. Ma intanto gli ospiti vanno avanti. E potrebbero anche raddoppiare, ma Fumagalli sbarra ancora la strada a Romero. Marchionni si gioca poco dopo la carta Balde, per aggiungere fisicità e presenza offensiva dalla trequarti in su, attendendo il minuto 38 per giocarsi il terzo e ultimo slot: dentro Dell’Agnello, Garofalo e Morrone per Curcio, D’Andrea e Salvi. Per una volta dalla panchina arriva l’acuto. Di Dell’Agnello, per la precisione, che da posizione impossibile trova un tracciante che va a morire sotto il sette alla destra di un intontito Tomei. Pareggio quasi insperato, ma che premia la resilienza della squadra di Marchionni, che addirittura prova a vincerla nel finale. Tuttavia, mancano la lucidità e un po’ di qualità nella scelta finale. Una scelta scellerata è quella che in pieno recupero compie Gavazzi, che battezza male un pallone mancando il controllo e mandando in porta Romero, il quale - tanto per cambiare - trova sulla sua strada un insuperabile Fumagalli. Finisce 1-1. I rossoneri falliscono l’occasione di prendersi il terzo posto in solitudine, ma la storia del match non autorizza il ricorso alle lamentele.

Foggia-Juve Stabia 1-1

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli; Anelli, Gavazzi, Germinio; Del Prete (8’st Di Masi), Vitale (26’st Balde), Salvi (39’st Morrone), Rocca, Di Jenno; Curcio (38’st Dell’Agnello), D’Andrea (39’st Garofalo). A disposizione: Vitali, Galeotafiore, Dell’Agnello, Raggio Garibaldi, Agostinone, Garofalo, Morrone, Lucarelli, Pompa, Cardamone. All. Marchionni

JUVE STABIA (4-3-3) Tomei; Garattoni, Troest, Allievi, Rizzo; Mastalli (9’st Scaccabarozzi), Berardocco, Vallocchia (39’st Codromaz); Fantacci (32’st Golfo), Romero, Orlando (39’st Ripa). A disposizione: Lazzari, Russo, Guarracino, Ripa, Codromaz, Oliva. All. Padalino

Arbitro: Colombo di Como – Assistenti: Pascali e Cavallina

Marcatori: 17’st rig. Berardocco (J), 41’st Dell’Agnello (F)

Ammoniti: Vallocchia (J), Garattoni (J), Fumagalli (F), Berardocco (J)

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