Beffa padovana: Capello riacciuffa il Foggia allo scadere. All'Euganeo finisce 1-1

L'attaccante sfrutta un difetto di comunicazione tra Leali e Agnelli, trovando il gol del pari all'89', dopo il vantaggio firmato da Chiaretti al 45' del primo tempo. Per i rossoneri un'altra chance sprecata per avvicinarsi alla zona salvezza

Come col Pescara, stavolta in maniera ancora più beffarda. Il Foggia annusa il colpaccio, la sblocca a un passo dall'intervallo, ma poi si fa raggiungere. Stavolta il pari giunge quando i tifosi si stavano già preparando per uscire dallo stadio. Quelli rossoneri (oltre mille, straordinari come sempre) con una vittoria preziosissima, quelli biancoscudati con una disperata delusione. E invece il gol di Capello addolcisce parzialmente il pomeriggio dei veneti, mentre per i satanelli altri due punti si dissolvono come neve al sole. Un pari pesante più di un pugno allo stomaco.

ANCORA CAMBI – Sarà per i problemi preannunciati ieri, o per altre scelte di natura tecnico-tattica, fatto sta che Padalino cambia ancora. E se la scelta di Ingrosso terzino a sinistra per lo squalificato Ranieri, sembra più una scelta obbligata, mancando un sostituto naturale, sorprende la rivoluzione in attacco dove non ci sono Galano e Iemmello, mentre ritrovano la maglia da titolare Mazzeo e Chiaretti. Sarebbe un 4-3-3, in realtà l’interpretazione e gli interpreti lo rendono diverso dal solito. Con una difesa di fatto bloccata, Kragl può partire qualche metro più dietro come piace a lui, mentre dall’altra parte Chiaretti battezza poco la fascia destra, cercando sempre corridoi centrali. A Mazzeo non resta che fare il centroboa, battagliando con i tre centrali, e pagando il gap fisico. Che però si vede in maniera marginale, quando il Foggia riesce a recuperare palla e a ripartire in velocità. Per la verità l’atteggiamento della squadra in avvio è più che incoraggiante: serve un grande Minelli per scongiurare il gol di Loiacono già al 2’, sulla classica punizione da sinistra di Kragl. Il Foggia si fa preferire, pur senza un gioco capace di svilupparsi anche sulle corsie, e beneficia della pochezza tecnica del Padova, quasi a voler giustificare la posizione in classifica. Anche perché Bisoli affida le responsabilità offensive a Bonazzoli, sempre più promessa non mantenuta, con l’assistenza piuttosto blanda di Mercandella e Clemenza. Insomma, una squadra spuntata, peraltro con geometrie tutt’altro che efficaci. Anche l’azione che porta proprio Bonazzoli a un passo dal gol (paratona di Leali) è frutto del caso, ovvero un rilancio di testa sbilenco di Ingrosso. Il Foggia invece quando fraseggia in velocità i pericoli li crea. E il gol arriva su una transizione orchestrata bene. Busellato apre per Mazzeo, che rifinisce per Chiaretti. Il brasiliano trova il secondo gol stagionale, dopo quello in casa del Cittadella. A pochi chilometri dall’Euganeo. Destino.

SECONDO TEMPO – Non può essere di certo il cambio di Capello per Clemenza a determinare il cambio di tema tattico. Il Padova alza il baricentro spinto dalla disperazione, ma soprattutto è il Foggia ad arroccarsi. Scelta chiara: difendersi per poi sperare nella ripartenza giusta. Scelta che può pagare a volte, ma non sempre. Ma soprattutto è una strategia rischiosa per una squadra bisognosa di punti, e raramente capace di gestire un vantaggio minimo. Il tutto si traduce in un assedio costante del Padova, fatto di cross e palle gettate in area, a volte senza grosso costrutto. Bisoli si affida a Baraye e Zambataro per provare a fiaccare la resistenza dei rossoneri per le vie laterali, mentre Padalino con Gerbo e Agnelli (per Deli e Greco) conferisce alla squadra un aspetto ancora più difensivo. Di fatto i rossoneri chiudono con 4 centrali difensivi e tre mediani, più Chiaretti (progressivamente scomparso) e Iemmello (subentrato a Mazzeo) a occuparsi della (inesistente) fase offensiva. Eppure il brasiliano e l’ex Benevento la chance per chiuderla ce l’avrebbero. Il ‘dai e vai’ è perfetto, la freddezza dell’ex Cittadella non è il massimo, ma bravo è anche Minelli a scippargli il pallone con il piede. E’ l’unica occasione per i satanelli registrata nel secondo tempo. Un paio di minuti dopo, arriva il gol di Capello. E’ un regalo della difesa, tanto per rimarcare la pochezza offensiva dei veneti, a far gioire l’attaccante. Agnelli va di testa su un pallone che Leali stava per agguantare, spianando la strada alla volée a porta praticamente vuota, dell’avversario. E altri due punti evaporano.  

Padova-Foggia 1-1

PADOVA (3-4-2-1) Minelli; Andelkovic, Cherubin, Trevisan; Morganella (17’st Baraye), Calvano, Pulzetti, Longhi; Clemenza (1’st Capello), Marcandella (31’st Zambataro); Bonazzoli. A disposizione: Favaro, Gavagnin, Ceccaroni,  Broh, Moro, Cappelletti, Belingheri. All. Bisoli

FOGGIA (4-3-3) Leali; Loiacono, Billong, Martinelli, Ingrosso; Busellato, Greco (20’st Agnelli), Deli (17’st Gerbo); Chiaretti, Mazzeo (34’st Iemmello), Kragl. A disposizione: Sarri, Noppert, Zambelli, Ngawa, Cicerelli, Galano, Marcucci, Boldor, Matarese. All. Padalino

Arbitro: Piscopoo di Imperia

Marcatori: 45’pt Chiaretti (F), 45’st Capello (P)

Ammoniti: Chiaretti (F), Baraye (P), Capello (P)

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