Padova-Foggia 1-1: le pagelle dei rossoneri

Agnelli, errore decisivo, ma non è solo colpa sua. Busellato tiene in piedi il centrocampo e avvia l'azione del vantaggio. Chiaretti croce e delizia. Kragl in difficoltà.

Cristian Agnelli (ph. R. D'Agostino)

Ci perdonino la crudezza, ma ci vuol coraggio a parlare di “partita giocata bene”. Se giocare bene vuol dire consegnarsi per tutto il secondo tempo all’ultima in classifica (peraltro fiaccata da assenze pesanti) allora bisogna rivedere certi concetti. Il Foggia di Padova ha giocato bene solo i primi minuti di gara, prestandosi poi alla “gara maschia” preconizzata dal tecnico Padalino nella conferenza stampa della vigilia, e riuscendo (come a Pescara) a trovare il jolly a un istante dall’intervallo.

Per la seconda settimana consecutiva si è ritrovata a gestire un vantaggio notevole, non tanto sotto il profilo del punteggio, quanto da punto di vista mentale. Ma lo ha gestito nel peggiore dei modi. Come? Provando a gestire. No, non è un gioco di parole, è la verità dei fatti. 

Il Foggia si è consegnato al Padova, ha provato a chiudersi a riccio, aspettando – se mai si fosse presentata – l’occasione per colpire di rimessa. Obiettivo difficile da perseguire con una difesa composta da 4 centrali, e un centrocampo che, con le uscite di Greco e Deli, è rimasto anche senza regista e incursore. Sette giocatori dietro la linea della palla, e il solo Chiaretti e Mazzeo/Iemmello ad attendere l’agognato momento propizio. Che, per la verità, c’è pure stato, ma ha trovato un attento Minelli e un Chiaretti non altrettanto freddo.

Ma questo è un problema quasi secondario al pari dell’errore di Agnelli. Crocifiggere il capitano per un errore grave sarebbe ingiusto. Non tanto per il ruolo che ricopre e per la storia che lo accompagna, ma perché nel girone di ritorno il Foggia ha segnato 4 gol in 6 partite. E il bottino dimagrisce ulteriormente se si estendesse l’analisi all’intero percorso sotto la guida di Padalino. C’è una squadra che segna pochissimo, perché produce pochissimo, al netto del momento non eccelso attraversato dai suoi elementi offensivi. C’è una squadra che segna poco e che pensa di poter gestire i vantaggi minimi, come se fosse un top team, come se la condizione di classifica glielo consentisse.

E invece non è così. E tra Pescara e Padova sono volati via quattro punti. E chissà che cosa sarebbe successo se Vitale non si fosse fatto ipnotizzare dal dischetto da Noppert. Serve un cambio di marcia, ma serio. E una squadra che abbini alla ritrovata solidità difensiva, una maggiore verve offensiva. Perché provare a risalire la classifica a colpi di 1-0 sarebbe folle anche solo come pensiero. Specie contro avversari come il Benevento, che sabato prossimo giungerà allo Zaccheria.

Le pagelle

PADOVA (3-4-2-1) Minelli 7; Andelkovic 6 Cherubin 6,5 Trevisan 6; Morganella 5,5 (17’st Baraye 6) Calvano 5,5 Pulzetti 6 Longhi 6; Clemenza 5 (1’st Capello 7) Marcandella 5 (31’st Zambataro 6); Bonazzoli 5,5. A disposizione: Favaro, Gavagnin, Ceccaroni,  Broh, Moro, Cappelletti, Belingheri. All. Bisoli 6

FOGGIA (4-3-3) Leali 6,5; Loiacono 6 Billong 6,5 Martinelli 6 Ingrosso 5,5; Busellato 7 Greco 5,5 (20’st Agnelli 5) Deli 5,5 (17’st Gerbo 6); Chiaretti 6 Mazzeo 6 (34’st Iemmello s.v.) Kragl 5. A disposizione: Sarri, Noppert, Zambelli, Ngawa, Cicerelli, Galano, Marcucci, Boldor, Matarese. All. Padalino 5,5

Arbitro: Piscopo di Imperia 6

Leali 6,5 – Miracoleggia su Bonazzoli confermando un dato inequivocabile: la porta del Foggia è assai più solida. E infatti il gol il Foggia se lo autoproduce. Agnelli non sente la sua chiamata, e la frittata è pronta per essere gustata.

Loiacono 6 – Suo il primo pericolo della gara, al quale Minelli dice no. Il lavoro è il solito, di sciabola più che di fioretto. Ma sarebbe più utile con un esterno offensivo davanti. Invece Chiaretti va per le vie centrali e servirebbe un terzino propositivo.

Billong 6,5 – In avanti il Padova è davvero poca cosa. Con un gigante come il franco-camerunese le cose si fanno ancora più complicate.

Martinelli 6,5 – Un paio di sortite palla al piede coefficiente di pericolosità elevate. Gli va bene, ma che rischio. Salvifico a inizio ripresa quando anticipa sotto porta Bonazzoli.

Ingrosso 5,5 – Un disimpegno inguardabile, che per poco non manda in vantaggio il Padova. Più casuale la deviazione che origina un quasi gol dei biancoscudati poco prima del gol di Capello. Insomma, non proprio fortunato. Da terzino sinistro si adatta con coraggio e abnegazione, anche se fatica a smascherare il disagio.

Busellato 7 – Unico a giocare una gara di livello. Più forte anche della stanchezza. Rumina campo, azzanna i tacchetti degli avversari, ed è anche prezioso nell’azionare le transizioni. Il gol di Chiaretti parte da una palla recuperata indovinate da chi?

Greco 5,5 – Il problema al ginocchio non è così grave da impedirgli di giocare, ma, forse, lo condiziona un po’. La velocità è ancora più ritoccata verso il basso, e questo ne inficia anche la qualità dei fraseggi. Esce quando il Padova è ormai diventato padrone della mediana (20’st Agnelli 5 – Fino all’errore, gravissimo, sul gol, fa il suo: randella e spezza le pseudotrame padovane. Peccato).

Deli 5,5 – Protagonista nel segmento iniziale, quando il Foggia trova gli spazi per ripartire. Ma basta che la gara si normalizzi un po’ per farlo allontanare dai radar (17’st Gerbo 6 – Avrebbe l’occasione per far ripartire la squadra un paio di volte, ma gli manca l’assistenza giusta. D’altronde è difficile con una squadra rannicchiata dietro la linea del centrocampo).

Chiaretti 6 – Secondo gol stagionale, ancora in Veneto. L’aria di quella che è stata casa sua lo ispira oltremodo. Anche se la prestazione ha gli stessi connotati delle tante gare fumose in maglia rossonera. Prima del gol, una goffa simulazione e un tiretto innocuo. Ma è l’occasione mancata nel finale a pesare nell’economia del match, trasformando il suo pomeriggio da glorioso a poco più che normale.

Mazzeo 6 – Scarsamente incisivo sotto porta, ma per colpe più di natura tecnico-tattica che personale. Perché gli tocca (di nuovo) fare la punta solitaria, con la scarsa assistenza dei compagni. Tuttavia, è presente nelle azioni più rilevanti della squadra. Delizioso il lob che ispira Chiaretti (34’st Iemmello s.v.).

Kragl 5 Stavolta ha poche scuse. L’assenza di Ranieri gli dà modo di presidiare la fascia come vuole, di partire anche un po’ più dietro per avere maggior campo. Eppure, zero affondi, zero strappi, zero conclusioni pericolose. Si fa vedere solo sui piazzati, contributo magro per chi un tempo era l’uomo in più della squadra, se non addirittura vera e propria ancora di salvezza.

All. Padalino 5,5 – Non ci siamo. La squadra produce poco. Va bene il riferimento al carattere come valore primario richiesto ai giocatori, ma pensare ogni volta di speculare e/o gestire i risultati lasciando campo e iniziativa agli avversari, non è affatto produttivo. Se col Padova te la giochi nel finale con quattro centrali difensivi e tre mediani, quali scelte si faranno quando affronterà squadre come Benevento o Brescia?

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