Foggia-Benevento 1-1: le pagelle dei rossoneri

Ingrosso macchia una buona prestazione (con tanto di salvataggio sulla linea) con il grave errore che regala il gol a Coda. Kragl ritorna cecchino, a Iemmello manca solo il gol

Olli Kragl (Ph. R. D'Agostino)

“Vi vogliamo così”, è il coro che tutti i calciatori vorrebbero ascoltare alla fine di una partita. Perché è la testimonianza di un lavoro fatto bene e apprezzato da chi è allo stadio per sostenere, tifare e soffrire idealmente con i propri beniamini. “Vi vogliamo così” è la colonna sonora che accompagna un percorso duro, ricolmo di ostacoli, da affrontare con il piglio giusto. Con la mentalità che si è vista ieri, con lo spirito di gruppo che non ha escluso nessuno, neppure i componenti della panchina. Padalino lo ha evidenziato in conferenza stampa: “È questo il nostro campionato”. Un campionato duro, dove nulla sarà scontato, dove non ci sono partite da poter affrontare con leggerezza, qualunque sia la caratura dell’avversario. E quindi ci vorrà un Foggia agonisticamente cattivo ad Ascoli e allo Zaccheria con il Cosenza, così come a Lecce (prossimi tre impegni dei rossoneri). Possibilmente con quel pizzico di cinismo in più che è mancato anche ieri, e che diventa imprescindibile se si vuole che certi episodi diventino marginali e non decisivi. Lo scarso cinismo ha infatti fatto sì che due rigori non concessi abbiano pesato nell’economia del match. Non deve accadere più, fermo restando che delle direzioni di gara meno cervellotiche e più rasserenanti sarebbero gradite.

Le pagelle

FOGGIA (4-3-3) Leali 7; Ngawa 6 Billong 6,5 Ingrosso 5,5 Ranieri 6,5; Gerbo 4,5 Busellato 6,5 Deli 6,5 (41’st Cicerelli s.v.); Chiaretti 5,5 (39’st Greco s.v.), Iemmello 7 Kragl 7 (44’st Mazzeo s.v.). A disposizione: Noppert, Agnelli, Loiacono, Zambelli, Martinelli, Galano, Marcucci, Boldor, Matarese. All. Padalino 6,5

BENEVENTO (3-5-2) Montipò 6,5; Tuia 5,5 Costa 6 Caldirola 6; Maggio 6 Buonaiuto 5,5 (15’st Asencio 6) Crisetig 6,5 Bandinelli 5,5 (15’st Tello 6) Improta 6; Insigne 6,5 Coda 7 (44’st Armenteros s.v.). A disposizione: Gori, Zagari, Letizia, Del Pinto, Viola, Volta, Gyamfi, Ricci, Vokic. All. Bucchi 6

Arbitro: Marinelli di Tivoli 4

Leali 7 – Mostro di sicurezza, in una difesa che da un biennio non ne conosceva più il significato. Sbarra la strada ad Asencio, puntualissimo nell’ordinaria amministrazione. Nulla può sul gol.

Ngawa 6 – Parte terzino per poi ritrovarsi esterno nella linea a cinque. Nei primi minuti va un po’ in affanno come a Palermo. Poi prende le misure (e un giallo). Preziosissima la punizione conquistata, e trasformata in perla da Kragl.

Billong 6,5 – Se il Benevento non va oltre uno sterile possesso, non riuscendo a innescare a dovere le punte, è anche perché il duo difensivo è difficile da scardinare. Non trema contro la sua ex squadra, anzi, lancia pure dei segnali.

Ingrosso 5,5 – Gravissimo l’errore sul gol di Coda, anche più pesante del gol salvato pochi minuti prima. Interventi del genere sono quasi inaccettabili per un difensore centrale.

Ranieri 6,5 – Meno terzino e più “braccetto” sul centrosinistra. E il suo rendimento sale di livello. Su quella zona di campo il Benevento produce molto poco e lui ritrova lo smalto dei mesi scorsi, dopo un periodo di lieve appannamento.

Gerbo 4,5 – Mezzo voto in più per la comprensibile frustrazione dettata dalla cattiva valutazione di Marinelli, a cui si aggiunge il provocatorio rimbrotto di Costa. Ma la reazione è ingiustificata. Per di più in una partita così delicata, per di più giocata indossando la fascia da capitano.

Busellato 6,5 – Ennesimo interprete di un ruolo che quest’anno non ha avuto molta fortuna. Greco non c’è, e tocca a lui dettare i tempi della manovra. Lo fa più con mansioni da interditore che da geometra, e non è detto che sia un male, specie in una partita in cui sono gli altri a gestire il palleggio. Un solo errore (grave) a cui porre rimedio Ingrosso, ma l’importanza del suo contributo è innegabile.

Deli 6,5 – Le sue caratteristiche si sposano alla perfezione con l’interpretazione che la squadra dà alla partita, perché può aprire il gas e lanciarsi in avanti, quando si aprono gli spazi. Sulle sue accelerazioni si poggiano le principali iniziative del Foggia. Stavolta non stacca la spina dopo un’ora e ci mette pure una buona dose di cazzimma (41’st Cicerelli s.v.).

Chiaretti 5,5 – Al netto della scarsa freddezza sotto porta, la sensazione è che Padalino lo preferisca a Galano per una maggiore predisposizione alla corsa e al sacrificio. Nella ripresa, soprattutto, si spende nel duplice ruolo di mezzala e rifinitore. Ma se non trova la giusta concretezza, le sue prestazioni restano sempre alla stregua di un’opera incompiuta (39’st Greco s.v.)

Iemmello 7 – Qualcuno obietterà sul voto. Ma come, un attaccante che non segna prende 7? Sì. Perché Iemmello gioca la migliore partita della stagione, perché l’attaccante ai giorni nostri non può essere valutato solo per i gol. Da solo tiene in piedi il reparto offensivo, sempre vivo nel gioco di sponda nel dare profondità. Si lancia anche in un paio di coast to coast da antologia. Sfiora un gol e meriterebbe un rigore. What else?

Kragl 7 – Tiene in piedi la baracca con un gol da antologia. Il sinistro telecomandato rimette in piedi la squadra, l’urlo che lo accompagna sotto la ‘Nord’ è la perfetta fotografia di un pomeriggio di sofferena, ma anche di una squadra poco disposta alla resa.

All. Padalino 6,5 – Ritorna all’antico, con un 4-3-3 che assume presto le sembianze del 3-5-2. Ottiene le risposte che cercava. Manca l’ultimo scoglio, la vittoria. Che avrebbe meritato ieri come con Verona e Pescara. Ora non resta che ottenerle nelle sfide con le dirette concorrenti.

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