Leali salva il Foggia, ma sbaglia nel finale: rossoneri K.o. a Cremona. Salvezza lontanissima, non restano che i playout

Una papera dell'estremo difensore condanna la squadra di Grassadonia, protagonista di una prova piuttosto scadente. Altra chance sprecata. Con il Crotone a sei lunghezze, i rossoneri possono solo sperare nello spareggio

Spetterà agli esperti di statistiche e regolamenti, decidere chi ha deciso il match. Arini autore del tiro, o Leali autore di una papera clamorosa quanto inaspettata. Cambia poco per la classifica e per il destino di un Foggia che a Cremona ha mandato in campo una delle sue peggiori versioni. E che capitola al 90' con un errore dell'unico giocatore che fino a quel momento aveva meritato un'ampia sufficienza. Leali che in almeno tre occasioni aveva mantenuto immacolata la porta rossonera contro una Cremonese vogliosa e intraprendende sì, anche se non troppo. Sufficiente, però, per portare a casa i tre punti.

La sfida a chi concede più regali agli avversari prosegue. Ed è grazie a questa reciproca generosità se il Foggia resta ancora in corsa per un posto nei playout. Pensare a qualcos'altro, dopo una gara del genere e con il Crotone a +6, sarebbe decisamente inopportuno.

PRIMO TEMPO - Un solo cambio, forzato, quello di Martinelli per Billong. Per il resto si gioca con gli stessi dell’assurdo lunedì di Pasquetta. Ci si attenderebbe anche una conferma nelle intenzioni e nell’atteggiamento, almeno del primo tempo della sfida con il Livorno. E invece no. Si gioca a ritmi non proprio da finale di Champions, ma più da scampagnata di metà maggio. Eppure le motivazioni non mancherebbero. Più per gli ospiti, che con una vittoria scavalcherebbero il Livorno, raggiungerebbero il Venezia e resterebbero attaccati alle speranze di salvezza diretta. Per la formazione di Rastelli, avvicinarsi ulteriormente alla zona playoff sarebbe un piacevole surplus in una stagione che l’ha vista anche sbandare pericolosamente.

In campo, insomma, ci sono i motivi non le motivazioni. Ed è un peccato. Se poi all’assenza di garra ci si aggiunge anche quella delle idee, allora è davvero difficile dare una svolta al pomeriggio. Il Foggia fa blando possesso, affidandosi a qualche sporadica incursione degli esterni, peraltro davvero poco ispirati. In avanti regna il nulla assoluto, tra un Mazzeo piuttosto immalinconito e un Matarese volenteroso ma poco pratico. A conti fatti l’unica situazione degna di un appunto sul taccuino, è la punizione che Mazzeo “scippa” a Kragl, spedendola a lato. Dall’altra parte Rastelli si affida alla pazienza più che alla prudenza. Perché con un avversario così poco intraprendente e pericoloso, l’arrembaggio non è un’opzione contemplata, almeno non all’inizio. Il tecnico, peraltro, deve anche fronteggiare in avvio la rinuncia a Croce, sostituito da Soddimo. Le chiavi della mediana passano nelle mani di Castrovilli, ma l’occasionissima che Piccolo non concretizza, arriva grazie a una topica di Martinelli. Leali c’è. Poco dopo arriva il fischio dell’arbitro.

SECONDO TEMPO – I sospetti del primo tempo diventano presto certezze. Il Foggia non si produrrà in un’imitazione degli scozzesi di William Wallace in Braveheart, quasi lo zero a zero servisse davvero a qualcosa. E infatti la Cremonese decide di alzare il baricentro e palesare le intenzioni. L’ultima mezz’ora è un monologo grigiorosso. Rastelli lancia l’ex oggetto dei desideri rossonero Carretta per Piccolo. Mentre Leali si oppone prima alla coraggiosa volée di Caracciolo e poi a un tracciante di Castrovilli. Grassadonia attende il 75’ per il primo cambio, mandando in campo Iemmello per Mazzeo. Le scelte finali dei due tecnici (Strizzolo per Claiton e Boldor per Loiacono), spiegano plasticamente le intenzioni dei due tecnici. Il “braccino” di Grassadonia viene punito dalla topica di Leali, nell’ennesima palla vagante in area. L’innesto di Chiaretti ha solo il sapore di un tardivo pentimento. Vince la Cremonese, il volto affranto di Leali fotografa la giornata e la stagione del Foggia.   

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