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Il lungo calvario di Marco Pantani: errori e ingiustizie subite da un campione che vinceva solo perché era il più forte

Al 'Foggia Festival Sport Story' ospite l'avvocato e amico del 'Pirata', che ha presentato il libro 'Chi ha ucciso Marco Pantani'

 

Ospite della terza giornata del ‘Foggia festival Sport Story’, Roberto Manzo, avvocato e amico di Marco Pantani, che ha presentato il suo libro dedicato alla storia giudiziaria del ‘pirata’. Un excursus sul calvario vissuto dal ciclista romagnolo, cominciato in quel maledetto 5 giugno del 1999, quando fu fermato a Madonna di Campiglio in seguito a un controllo che evidenziò un tasso di ematocrito superiore alla norma, a poche ore da una delle ultime e decisive tappe di un Giro d’Italia che stava letteralmente dominando.

Nel suo libro Manzo ripercorre tutte le contraddizioni, gli errori, le incongruenze evidenziatesi in quel controllo e in tutti i procedimenti giudiziari che travolsero Pantani, facendolo precipitare nel tunnel dell’autodistruzione da cui non riuscì più ad affrancarsi, fino alla tragica morte avvenuta il 14 febbraio del 2004 nella stanza di un hotel di Rimini.

Quello di Manzo è un tributo a un amico, un fuoriclasse assoluto, capace di riportare il ciclismo a dei livelli di popolarità che non si vedevano dalla celeberrima rivalità Coppi-Bartali. E’ la riabilitazione di un uomo troppo spesso accompagnato dalla cattiveria di un’opinione pubblica che per anni gli ha voltato le spalle. Di un campione le cui vittorie furono reali, figlie di un talento smisurato, frutto della fatica, come poi avrebbero certificato le assoluzioni da tutti i procedimenti giudiziari che lo coinvolsero. Pantani vinceva perché danzava sui pedali aggredendo le montagne come nessun altro per “abbreviare l’agonia”. Pantani vinceva perché era semplicemente il più forte.

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