Foggia Calcio, Pelusi avverte: “Se non ci iscriviamo in Lega Pro mi dimetto”

Occorrono due milioni di euro per iscrizione e organico. In conferenza stampa Davide Pelusi chiede uno sforzo ad almeno una quarantina di aziende locali e propone l'abbonamento vip

La conferenza stampa di oggi

Se non riusciamo a conseguire l’iscrizione in lega Pro, mi dimetto”. Parole di fuoco quelle proferite dal presidente del Foggia Pelusi, che rappresentano al meglio lo stato d’animo dell’intera proprietà. Una promessa, che mal cela l’amaro sapore di una minaccia, per chi è tornato dal nord per salvare il calcio della sua città, e che deve per l’ennesima volta fare i conti con la pressoché totale mancanza di risposte agli accorati appelli rivolti da mesi verso l’imprenditoria locale.

Richieste di supporto, di aiuto per il bene del Foggia e dei foggiani, che cozzano con l’indifferenza di chi resta sordo ad ogni sollecitazione. Pelusi, con gli altri membri della proprietà, e il dg Masi, anche oggi, nella conferenza stampa tenutasi nella sala A. Fesce dello Zaccheria, ha manifestato l’immenso amore verso i colori rossoneri, ma tradisce una certa insofferenza, oltre all’impossibilità di fare più di quanto (ed è tanto) sia stato fatto finora.

RIPESCAGGIO SI O NO – Nella giornata in cui è stato presentato il nuovo responsabile marketing, Nico Palatella, oltre ad nuovo rapporto di collaborazione con il Consorzio Start Capitanata di Roberto Parisi, tiene banco la questione ripescaggio, possibile sì, purché vi sia il conforto di fondi sufficienti a garantire non solo gli 836mila euro necessari all’iscrizione, ma anche ad allestire una squadra sufficientemente competitiva.

Sario Masi snocciola numeri, rivelando che servono almeno 2 milioni di euro per garantire iscrizione e per il mercato. “Ma noi questa cifra, da soli non possiamo garantirla”, confessa. Attualmente ci sono soldi solo costruire l’organico da serie D. Sarebbe grottesco conquistare il ripescaggio e rischiare di retrocedere dopo un anno in serie D”, osserva.

Parole schiette, che rigurgitano sdegno e amarezza: “Ci siamo attivati sollecitando gli imprenditori locali, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Se uno pensa che il Foggia Calcio Srl sia solo patrimonio dei soci, si sbaglia di grosso. Potremmo anche farci da parte, se domani arrivasse un imprenditore disposto ad investire sul Foggia”, ha concluso.

Gli fa eco Ciro Amodeo, che evidenzia preoccupanti congruenze con l’indifferente silenzio con il quale il lo scorso anno, il Foggia concluse amaramente la sua esperienza nel calcio professionistico, rimarcando nuovamente l’enorme impegno profuso dall’attuale dirigenza per (ri)costruire il calcio nel capoluogo dauno.

ULTIMO TENTATIVOL’ultimo appello, prima di issare bandiera bianca. Voglia di continuare e rassegnazione albergano nella testa di Pelusi. Il presidente crede ancora nell’ipotesi ripescaggio, ma la risalita nel calcio professionistico non può prescindere da un intervento delle forze imprenditoriali locali.

A questo proposito, è stato presentato un nuovo pacchetto rivolto proprio agli imprenditori: ogni azienda potrà versare una cifra minima di 10mila euro destinati al fondo fideiussorio. La cifra verrà versata su un conto corrente, ma si tratta di fondi che potranno essere riscattati ad ottobre. Alle stesse aziende si chiederà poi il versamento di altri 5mila euro (previsto per gennaio 2014), che consentirà loro di ottenere una certa visibilità attraverso pubblicità e altre forme di sponsorizzazione. “Conto di ottenere il sostegno di almeno 40 aziende locali - afferma Pelusi – e di riuscire a raccogliere almeno 400mila euro. Non riesco a pensare che non ci sia nessun imprenditore foggiano interessato al Foggia”.

PACCHETTO FEDELTA’Simile, e ancor più vantaggiosa, l’offerta proposta ai tifosi, che potranno versare una cifra di 1000 euro su un altro conto corrente (gli istituti bancari di riferimento verranno rivelati lunedì, ndr), ottenendo un abbonamento Vip. Qualora la squadra non dovesse ottenere il ripescaggio, il tifoso ritornerà in possesso della cifra investita, ma potrà usufruire ugualmente dell’abbonamento, come premio alla fedeltà verso i colori rossoneri.

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Ultimi tentativi per saggiare l’interesse e l’amore dei foggiani per il Foggia, l’ultima occasione per non essere da meno degli imprenditori sanseveresi e manfredoniani, come ha chiosato Masi, “capaci di fare sistema per il bene della propria città e della propria squadra”. Il messaggio è stato lanciato. Sta ora alle istituzioni e tessuto imprenditoriale raccoglierlo e dare una risposta repentina e concreta.   

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