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Foggia calcio, dai politici foggiani un solo grido: "Sia fatto un processo imparziale"

Dopo le dichiarazioni del sindaco Landella, arrivano quelle dei portavoce del Movimento Cinquestelle e dei consiglieri comunali Russo e Cataneo: "Nessuna pena esemplare, il Tribunale applichi i regolamenti e giudichi con serenità e imparzialità"

L’angoscia di una richiesta pesantissima si somma all’attesa snervante della sentenza, seppur di primo grado, da cui dipende il futuro sportivo del Foggia calcio. Attesa che si mischia all’angoscia di chi teme che possa giungere la, da più parti ventilata, pena esemplare, più severa di quella che effettivamente meriterebbe la società rossonera.

Da parte del sindaco Franco Landella è giunto l’auspicio che il processo si svolga in un clima sereno scevro di qualsiasi pressione esterna, di soggetti terzi ai quali l’eventuale retrocessione del Foggia potrebbe far comodo. E d’altronde le modalità con le quali è andata avanti l’udienza presso il Tribunale Federale ha lasciato più di qualche perplessità.

A fare eco alle dichiarazioni del sindaco, quella dei portavoce del Movimento Cinque Stelle Barone, Faro, Giuliano, Lovecchio, Menga, Naturale e Pellegrino, e dei consiglieri comunali Nicola Russo e Pasquale Cataneo.

Tutti in coro non chiedono clemenza o trattamenti di favore, ma solo una pena commisurata agli illeciti eventualmente commessi e accertati: “Ci aspettiamo che al Foggia calcio il Tribunale Federale commini una pena afflittiva calcolata secondo il Codice di Giustizia Sportiva, che tenga conto della pluridecennale giurisprudenza e del buon senso. Rimaniamo, di contro, perplessi nel leggere alcune dichiarazioni del Procuratore Federale che ha auspicato per il Foggia Calcio pene esemplari, atteso che le pene devono sempre essere informate a criteri di equità e di logica, anche quando riguardano società calcistiche non di prima fascia, non seguite da milioni di tifosi. La Giustizia – sia essa ordinaria o sportiva - è forte e credibile quando applica con fermezza esemplare le sue regole, non quando vuole essere “esemplare”.  

Auspichiamo – anzi, ne siamo certi – che il Tribunale Federale e eventualmente la Corte d’Appello Federale e, se occorrerà, il Collegio di Garanzia del Coni, applichino i regolamenti e vogliano giudicare con la massima serenità e imparzialità”, le dichiarazioni dei rappresentanti pentastellati.

Gli fanno eco Russo e Cataneo: “Non si comprendono i motivi dell’assenza ingiustificata del procuratore federale, che nei giorni scorsi aveva incontrato la dirigenza della società e che, si è appreso dalle cronache, aveva dato disponibilità per una definizione patteggiata con 7 punti di penalizzazione, all’udienza di ieri, così come non si comprende altresì l’inspiegabile presenza del presidente dell’Entella e del relativo conflitto d’interesse scaturente in quanto vice presidente della serie B”.

“La politica foggiana, non per foggianesimo ma per evitare che i poteri cd forti riescano ad ottenere ciò che sul campo non gli è riuscito, deve far quadrato con la finalità di  garantire, pur nel pieno rispetto dell’autonomia dell’ambito giudiziario, la sua vigilanza in merito e la necessaria attenzione alla vicenda perché ci sia equilibrio nella valutazione dei fatti accertati, con una distinzione tra le responsabilità di natura personale da quelle della società per evitare una sproporzione della pena sportiva, rispetto alle eventuali responsabilità in altri ambiti a salvaguardia prioritaria degli interessi sportivi della Comunità foggiana, soprattutto, perché ciò non incida, in modo fortemente negativo, nei confronti dei tanti tifosi foggiani residenti e per quelli sparsi in ogni parte della Capitanata e nel resto del Paese”.

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