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Ente Parco: nuovo disciplinare che regolamenta l’arrampicata sportiva

Pecorella: "Verranno meglio contemperate le esigenze di tutela dei siti di nidificazione dei rapaci rupicoli con l'attività di arrampicata sportiva"

L’Ente Parco, con delibera commissariale n. 9 del 24 marzo 2011, ha fatto proprio un nuovo disciplinare che regolamenta l’arrampicata sportiva. L’adozione di questo atto è frutto del recepimento di un protocollo d’intesa tra Provincia di Foggia, Centro Studi Naturalistici Onlus, Club Alpino Italiano (CAI) – sottosezione di Foggia, la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI) e la Federazione Speleologica Pugliese (FSP) per promuovere l’esercizio di arrampicata sportiva all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Promontorio del Gargano” tutelando nel contempo i siti di nidificazione dei rapaci rupicoli.

La sottoscrizione del protocollo d'intesa fa seguito alla bonifica di 77 vie di arrampicata sportiva installate sulle pareti rocciose della ZPS “Promontorio del Gargano” che interferivano con i siti di nidificazione di Lanario, Capovaccaio e Gufo reale, specie di rapaci in grave pericolo di estinzione. L'attività, svolta nell'ambito del progetto LIFE Natura “Rapaci del Gargano” promosso dalla Provincia di Foggia e cofinanziato dalla Commissione europea, è stata effettuata nelle seguenti località: Petrulo-Malpasso, Pulsano, S. Restituta, Valle Grande, tutte località situate tra Manfredonia, Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo.

L'accordo propone di consentire l'attività di arrampicata sportiva durante tutto l'anno solo in determinati siti, dove non si segnalano da anni nidificazioni di rapaci rupicoli a causa della presenza antropica ormai consolidata, mentre in tutti gli altri siti si propone di estendere il divieto di arrampicata durante tutto l'anno.

Tra gli ulteriori punti dell'accordo vi è il pieno coinvolgimento delle associazioni nella promozione di una gestione compatibile della pratica di arrampicata sportiva, attraverso l'organizzazione della fruizione dei siti, la realizzazione di azioni di mitigazione sulle aree non interessate dall'attività come ad esempio la realizzazione di nuovi siti di nidificazione, l'eliminazione di barriere, l'attività di sorveglianza e una periodica attività di informazione e formazione ai soci, al fine di diffondere la conoscenza e la cultura della tutela dei rapaci rupicoli.

Ad oggi le aree interessate sono quattro: Porta Capuano (esclusa la gola) nel Comune di Manfredonia, Valle Palombara nel Comune di Rigano Garganico, Località Ripa Rossa ( limitatamente alle pareti situate a valle della SS. 89) nel Comune di Mattinata e le pareti limitrofe all’uscita della galleria di Monte Saraceno sulla SS 89 in direzione di Mattnata.

Tali aree dichiaratamente risultano non idonee all’accoglienza di nidi dei rapaci e quindi fuori pericolo. Le richieste degli arrampicatori dovranno pervenire, entro il 30 settembre di ogni anno, attraverso le associazioni e le federazioni di categoria che faranno da garanti per esperienza e formazione dei soggetti. Le autorizzazioni verranno vagliate dal comitato tecnico del Parco che valuterà l’effettiva rispondenza dei parametri previsti dal protocollo.

Stefano Pecorella: "Su un’area estesa come quella del Parco Nazionale del Gargano (118mila ettari) precludere per principio la fruibilità del territorio mi sembra un discorso fuori da ogni logica. Così come mappato, tutte quelle zone aperte adesso all’arrampicata non sono più oggetto della nidificazione di rapaci e non lo saranno più a causa delle mutazioni ambientali".
 

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