Prosegue la polemica a distanza tra Zeman e la società rossonera

Il boemo smentisce di aver pensato di tornare. Pronta la risposta di Pavone e Altamura:"Eravamo convinti che saresti rimasto". Intanto per la panchina si fanno tanti nomi, ma il favorito sembra Novelli

In attesa che in settimana vengano sciolte le ultime riserve su colui che siederà sulla panchina del Foggia, non si arresta il ping pong mediatico intensificatosi negli ultimi giorni tra Zdenek Zeman e i dirigenti rossoneri. Dopo la conferenza di stampa di sabato mattina e le esternazioni tutt'altro che amichevoli dell'avvocato Ciarambino, non si è fatta attendere la replica del boemo sul suo sito web. Il tecnico si dice dispiaciuto per gli equivoci venutisi a creare negli ultimi giorni, sentendosi obbligato a dire la sua per rispetto alla società e al pubblico rossonero.

PROGRAMMI SOCIETARI -  Zeman non vuole essere ricordato come un traditore, né si sentirebbe tale nell'evenienza in cui dovesse sedersi sulla panchina di una nuova squadra, ma anzi lancia una piccola stoccata alla società evidenziando la presenza di disaccordi in tema di programmazione : "sono un allenatore e mi piacerebbe poter lavorare dove si rispettano gli impegni presi e io li ho rispettati". Nel lungo comunicato il tecnico ripercorre l'avventura appena conclusasi in terra di Capitanata, cominciata lo scorso anno quando decise di rimettersi in gioco in terza serie, nella città che lo lanciò nel grande calcio.
Sul progetto triennale della società, non smentisce la dirigenza ma non nasconde quelle che erano le sue reali aspettative: "Il mio obiettivo personale era quello di regalare la promozione in B alla città di Foggia. Fino a tre giornate dalla fine del campionato sembrava che si potesse agganciare la zona playoff, ma un po' di errori di gioventù e tante irregolarità arbitrali o di altra natura hanno portato ad un risultato diverso. Nessuno mi aveva richiesto la Serie B, così come nessuno mi ha rimproverato di non aver raggiunto i playoff. Ma proprio questo è il punto: io, nella città di Foggia, con l'amore e la passione che avverto in ogni istante attorno a me, non riesco a sopportare l'idea di dover gareggiare senza la necessità o l'ambizione di vincere". E qui il boemo si distacca dalla società ritenendo impossibile programmare la risalita continuando a puntare solo sui prestiti dei giovani calciatori dei grandi club:"nemmeno nelle prossime stagioni la mia sola presenza sarebbe bastata a raggiungere il primo posto. Continuare a valorizzare calciatori di altri club non contribuisce alla crescita della società". 

NESSUN RIPENSAMENTO - la parte conclusiva del suo comunicato Zeman la dedica alle tante dichiarazioni seguite alla sua conferenza stampa di addio del 23 maggio scorso, negando categoricamente di aver meditato di tornare sui propri passi: "dal 21 maggio, due giorni prima della mia ultima conferenza stampa a Foggia, ho comunicato la mia decisione di non continuare il mio rapporto ed in tutti gli incontri a seguire (avvenuti dietro insistenza societaria, mai per mia volontà ed ai quali non mi sono negato solo per pretesa amicizia) ho ribadito la stessa intenzione senza mai dire mezza parola che potesse essere fraintesa come un possibile ripensamento, per cui sono rimasto esterrefatto dalle reazioni e dalle accuse di chi conosceva benissimo la mia decisione e le mie motivazioni"

LA RISPOSTA - Al comunicato dell'ormai ex allenatore del Foggia, è prontamente giunta la risposta della società nelle parole di due amici storici del boemo, Peppino Pavone e Franco Altamura. Si legge nella lettera aperta pubblicata nel sito ufficiale della società tanta amarezza da parte dei due che non nascondono il disappunto per le parole del boemo: "Sei sempre stato a conoscenza dei programmi della società: insieme abbiamo concordato che avremmo fatto una squadra seguendo in tutto e per tutto le tue richieste, dal ritiro all´acquisizione dei calciatori con varie formule di partecipazione (diritti di riscatto, comproprietà…), come abbiamo sempre fatto in passato. Insieme abbiamo pensato di poter vincere in maniera pulita e contro tutti. Tutto questo è sempre stato il pensiero comune di tutti noi del Foggia e ti è stato ribadito in tutti gli ultimi incontri. Ti abbiamo voluto bene e ti abbiamo dato affetto ed eravamo convinti che avresti ricambiato questi sentimenti rimanendo con noi. Così purtroppo non è stato .".

Chiara a tutti la rottura di un'amicizia prima che un rapporto lavorativo, la domanda soprattutto tra i tifosi nasce spontanea: chi ha ragione? Chi sta dicendo la verità? Due quesiti ai quali molti vorrebbero poter dare una risposta certa per avere chiarezza anche nel futuro a partire dai prossimi giorni, quando, stando alla dichiarazione di Pavone, verrà annunciato il nome del nuovo allenatore rossonero. Sul nome del successore di Zeman ci sono ancora dubbi, di natura tecnico-tattica in primis. In seno alla dirigenza si cerca di capire se proseguire il progetto tecnico del boemo propendendo per un allenatore dalle idee tattiche affini a quest'ultimo, o se magari sia meglio dirigere le proprie attenzioni verso un allenatore in grado di garantire un gioco meno spettacolare ma più pratico. Novelli (dato ancora per favorito numero uno) e Cangelosi sarebbero i papabili qualora si volesse seguire la linea tratteggiata dal tecnico boemo, Ugolotti se si sceglierà di cambiare. Occhio poi agli outsider come Paolo Stringara, Vincenzo Chiarenza o Leo Acori.

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