Giovedì, 17 Giugno 2021
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Super Foggia al 'Massimino': doppio Balde e Curcio stendono il Catania

Impresa dei rossoneri che nel primo turno dei playoff espugnano il campo degli etnei e si qualificano alla fase successiva. Protagonista assoluto Balde con una doppietta, intervallata dal raddoppio di Curcio e dal temporaneo 1-2 di Maldonado su punizione

Una prova di cuore, testa, gambe e piedi buoni. C'è tutto nel 3-1 con il quale il Foggia ha battuto il Catania guadagnandosi l'accesso al turno successivo dei playoff. Una vittoria sofferta tanto quanto meritata, perché i satanelli sono stati più bravi a interpretarne le sue diverse fasi, senza quasi mai sbagliare la scelta. Ma soprattuto, senza farsi prendere dall'esaltazione dopo il 2-0 di Curcio e senza farsi travolgere dall'ansia dopo il gol della speranza catanese di Maldonado. Un Foggia perfetto, lucido e meritatamente al turno successivo, per un atto terzo contro il Bari che si preannuncia scoppiettante. 

PRIMO TEMPO – Si potrebbe parlare di primo tempo diviso in due parti. La conclusione logica alla quale si giunge osservando l’andamento del match. Una prima parte assolutamente pro-Catania, una seconda parte nella quale è venuto fuori il Foggia. Il punteggio con cui le due formazioni vanno al riposo è determinato solo dalla maggiore incisività sotto porta degli ospiti. Al Catania manca il guizzo di Balde, ma per almeno 25’ il dominio degli etnei è estremamente evidente. La pressione altissima che la squadra di Baldini esercita a pochi metri da Fumagalli incarta il fraseggio dei satanelli e ne impedisce sistematicamente la costruzione dal basso. Ed è forse proprio nella ricerca di uno sbocco laterale per l’uscita, che si spiega la scelta di Marchionni di impiegare Salvi nel ruolo di braccetto difensivo, spostando Germinio al centro del terzetto completato dal redivivo Del Prete. Tuttavia, la manovra dei rossoneri non trova soluzioni alternative al lancio lungo, spesso senza un reale costrutto. Il Catania sembra andare a una velocità diversa, non a caso Fumagalli è costretto almeno tre volte a intervenire. Epperò, analizzando quel che accadrà nei minuti successivi, tutto può essere collocato all’interno di una precisa strategia orchestrata da Marchionni. La domanda che, infatti, sorge spontanea è solo una: quanto può durare la pressione del Catania a quei ritmi? La risposta inizia ad arrivare a ridosso della mezz’ora, quando il Foggia comincia a faticare meno a far girare la palla, e la retroguardia del Catania scopre improvvisamente le sue debolezze. Silvestri e Giosa faticano a leggere i movimenti di Balde, straordinario al 33’ quando viene incontro al pallone e apre una prateria per Garofalo, perfetto nell’inserimento quanto sciagurato nella conclusione. Ma è il segnale che qualcosa sta cambiando. Un minuto dopo il Foggia va in gol. Balde sbuca alle spalle della difesa si affranca dell’opposizione di Silvestri e purga Martinez. Da quel momento c’è solo il Foggia, che potrebbe anche ottenere il bis, con Curcio che di testa da buona posizione la spedisce fuori.

SECONDO TEMPO – L’incipit analogo a quello della prima frazione è comprensibilissimo, perché alimentato dall’urgenza di rimonta degli etnei. La pressione del Catania è furiosa e piuttosto incisiva, come testimoniano gli straordinari a cui è chiamato Fumagalli. L’estremo difensore è puntuale su Calapai al 4’ ed è ai limiti del miracoloso quando con il piattone si oppone alla conclusione a botta sicura di Reginaldo due minuti dopo, prima di essere graziato dal palo sulla successiva bordata di Maldonado. Al Foggia non resta che chiudersi a riccio cercando le tracce giuste per sorprendere alle spalle l’altissima difesa del Catania. Circostanza che si verifica puntualmente poco dopo il quarto d’ora, quando Salvi lancia in campo aperto Curcio, il quale deve solo dribblare Martinez prima di gonfiare la rete. 2-0 e Catania sotto shock. Baldini, che aveva già inserito Golfo per Reginaldo, ricorre a Manneh e Di Piazza per bissare la doppia rimonta di una settimana fa. Speranza che viene alimentata quando due minuti dopo Maldonado buca un incerto Fumagalli riaprendo il match. Ed è qui che il Foggia compie l’impresa. La squadra non si schiaccia, accetta la pressione del Catania con maturità e senza che l’ansia appesantisca le gambe e ottenebri le idee. Il canovaccio resta lo stesso. La squadra si ricompatta bene e sa gestire i palloni che scottano. Come quello che Curcio addomestica sulla linea laterale a metà campo, prima di trovare il corridoio giusto dove lasciare che Balde scateni la sua progressione. La punta è velocissima e fredda. 3-1 e tutti a casa. Il Catania si sgonfia progressivamente, vedendo spegnere le residue speranze di rimonta quando Fumagalli dice no all’ex Di Piazza. È il trionfo dei ragazzi di Marchionni, che staccano il pass per la fase successiva. E fra tre giorni c’è il derby.

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