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Il cammino del Foggia si ferma al 'San Nicola', Bari troppo forte: Marras e D'Ursi (doppietta) piegano i satanelli

Nel secondo turno dei playoff del Girone C i 'galletti' vincono il derby con i 'satanelli' e conquistano il passaggio al primo turno della fase nazionale. Biancorossi avanti al 25' del primo tempo, un quarto d'ora dopo il raddoppio di D'Ursi. Nella ripresa Di Jenno riapre il match all'8', ma tre minuti dopo ancora D'Ursi buca la porta di Fumagalli

Vince il Bari. Vittoria senza appello e ineccepibile. La squadra di Auteri si è dimostrata più brava e più forte, ben messa in campo nel primo tempo, chiuso sul 2-0, e anche brava a gestire una fase di gara potenzialmente delicata, dopo che Di Jenno aveva riaperto il match a inizio ripresa. La rete quasi immediata di D'Ursi ha messo il punto esclamativo su un match nel quale il Bari ha dimostrato una superiorità a tratti schiacciante, che non era mai emersa nei precedenti due confronti tra le due compagini. I galletti hanno trovato anche un complice: il Foggia del 'San Nicola' non è stato che una pallida imitazione di quello apprezzato a Catania. Meriti sì del Bari, molto più aggressivo e attento in difesa, ma la squadra di Marchionni è apparsa poco lucida nella gestione del pallone e oltremodo disattenta in fase difensiva. Tuttavia, per quanto amara, la sconfitta non cancella i grossi meriti della squadra di Marchionni. Il nono posto finale nella regular season e il secondo turno dei playoff del girone restano un risultato più che lusinghiero per una squadra che aveva ben altre ambizioni a inizio stagione. 

PRIMO TEMPO – Poche novità da ambo le parti. Nel Bari confermata la formazione della vigilia per dieci undicesimi, con la sola eccezione di Semenzato in luogo di Andreoni. Più altisonante la scelta di Marchionni di confermare Salvi come braccetto difensivo di destra, riproponendo il giovane Morrone in cabina di regia. Non è una bella partita, ma tra le due squadre si fa preferire quella di Auteri. Squadra corta, difesa aggressiva che non lascia il minimo spazio per le folate di Balde. Il resto lo fa una migliore circolazione della palla dei biancorossi. I galletti prediligono il proprio settore di sinistra per fare gioco e presto si comprende che la scelta è tutto fuorché dissennata. La presenza di Salvi, fuori ruolo e piuttosto a disagio in campo aperto, ingolosisce Rolando come il miele per gli orsi. Non è affatto un caso che la genesi di entrambe le marcature biancorosse sia scritta su quel lato di campo. Quello di Marras, giunge al termine di una pregevole galoppata di Rolando, abile a saltare il tentativo di tackle fuori tempo di Kalombo. Il secondo scopre ancora di più gli imbarazzi difensivi dei rossoneri, perché basta un lancio lungo dal cerchio di centrocampo per pescare a destra Antenucci che fa sponda per l’accorrente D’Ursi. Due gol di ottima fattura, ma nei quali sono evidenti le responsabilità della retroguardia rossonera. Per tacere della fase offensiva. Il Foggia fa una fatica terribile a fare gioco e, stavolta, neppure la presenza di Morrone è garanzia di qualità. La trasmissione della palla è costantemente ostacolata dai banali errori tecnici di molti elementi. Il resto lo fa la apprezzabile attenzione dei tre difensori baresi. A conti fatti, un velleitario destraccio dai 25 metri di Vitale, nella prima metà del tempo, è l’unica proposta offensiva che, con molta generosità, si può annotare sul taccuino.

SECONDO TEMPO – La ripresa dura poco più di dieci minuti. Marchionni cambia, inserendo Galeotafiore e D’Andrea, lasciando negli spogliatoi Garofalo e Morrone. Si resta con il 3-5-2, ma con D’Andrea nel ruolo di mezzala e Salvi restituito alla mediana. L’approccio dei rossoneri è sicuramente più gagliardo di quello dei ‘galletti’, cui il doppio vantaggio abbassa il livello della concentrazione. Se ne accorge Balde, che finalmente vede qualche pallone giocabile in più. E se il primo, recapitatogli da Curcio, termina a chilometri dalla porta, il secondo – servitogli da Kalombo – viene ben gestito perfettamente per l’accorrente Di Jenno che timbra il cartellino e la riapre. È l’8’ e il tempo per sperare nell’impresa c’è, ma ci pensa D’Ursi a ristabilire il divario tra le due formazioni, con un pregevolissimo destro a giro. All’11’ la partita di fatto finisce qui. C’è spazio per i cambi e qualche azione estemporanea. Il Bari gestisce, il Foggia non ha la forza psico-fisica e nemmeno tecnica per riaprirla di nuovo. Fa festa il Bari. La stagione del Foggia finisce qui, ma resta estremamente positiva.

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