Parma-Foggia, no dell’ONMS ai tifosi foggiani senza tessera: “Questo è razzismo territoriale”

L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive suggerisce il divieto di vendita dei biglietti ai tifosi del Foggia residenti in città, in provincia e in Puglia, sprovvisti di tessera del tifoso. C’è la speranza GOS

La Curva Nord

Venerdì 16 marzo sul circuito Listicket è iniziata la prevendita dei biglietti per Parma-Foggia in programma alle 12.30 di domenica 25 marzo allo stadio ‘Ennio Tardini’. Si legge sul sito della società emiliana che “nel rispetto dei suggerimenti dell’Osservatorio  Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero degli Interni e in attesa di eventuali diverse disposizioni del Gruppo Operativo Sicurezza di Parma, è necessaria la tessera del tifoso del Foggia Calcio ai soli residenti nella regione di provenienza della squadra ospite per acquistare i titoli di ingresso di tutti i settori. Per questa partita non è consentito effettuare il cambio nominativo dell’utilizzatore del singolo biglietto”.

Perché il 14 marzo scorso l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive riunitosi presso la sala Antonio Manganelli del Palazzo Viminale ha ritenuto di escludere dalla possibilità di assistere all’incontro di calcio i foggiani residenti a Foggia e in Provincia e finanche tutti i residenti in Regione Puglia che non hanno la tessera del tifoso? Perché l’organismo collegiale, nell’analisi degli incontri di serie B ha assegnato l’indice di rischio 3 all’incontro del Tardini ritenendolo connotato da profili di rischio?

Eppure con una media di 1300 supporter in trasferta, il Foggia detiene il record della B e si mantiene alle spalle di Bari e Cesena per quanto riguarda le presenze fatte registrare sugli spalti dello Zaccheria. Numeri da capogiro che spesso e volentieri hanno trovato il muro dell’ONMS. Basti pensare che lo stesso provvedimento era stato preso nientepopodimeno che per la “delicatissima” trasferta di Chiavari contro la Virtus Entella, che non è la Salernitana, il Bari o l’Avellino.

Insomma, chi e perché ritiene che un foggiano residente in un’altra regione sia meno pericoloso in tema di pubblica sicurezza rispetto a un conterraneo che invece ha la residenza nel capoluogo dauno, in Capitanata e addirittura in Puglia? Perché questo discrimine? Cosa lo giustifica?

Eppure il comportamento dei supporter rossoneri lontano dallo Zac, soprattutto al Nord, finora è stato impeccabile, anche quando non vi è stato alcun divieto. C’è chi ritiene ad esempio che si tratti di “puro e semplice razzismo territoriale” perché, spiega un tifoso, “la residenza in provincia di Foggia ormai è diventato un marchio da colpire”.

Ancora una volta il sogno per un foggiano senza tessera del tifoso (ma non l’avevano tolta?) di seguire la propria squadra in trasferta si infrange sul muro dell’Osservatorio Nazionale sulla Manifestazioni Sportive. C’è ancora una speranza, il Gruppo Operativo Sicurezza Parma.

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