Foggia Calcio, Landella è ottimista: "C'è fermento". Società di serie A? "Sarebbe bello"

Il sindaco precisa che ufficialmente nessuna compagine ha protocollato la domanda ("Le carte le scopriranno alla fine") e continua a sperare in un coinvolgimento di società di serie A: "Per ora non c'è stato nulla di concreto, ma le possibilità ci sono"

Mancano poco meno di sei giorni al termine dell'avviso pubblico per la raccolta delle manifestazioni di interesse. Nomi e rumors si affastellano senza oggettivi riscontri. Intanto il sindaco Landella prosegue i colloqui, "ma la riservatezza mi impone di non fare nomi o di rilasciare commenti su compagini e persone". 

A FoggiaToday il primo cittadino precisa che nessun candidato ha presentato ufficialmente la domanda: "Credo che la strategia di tutti sia quella di mantenere le carte coperte fino alla fine". I nomi sono tanti, alcuni vestiti di attendibilità, altri un po' meno. Resta viva la pista che porta ai proprietari di società di serie A. Il pensiero va a finire sempre in Emilia Romagna, a Sassuolo per la precisione, ma non solo: "Sarebbe bello - prosegue Landella -, il mio per ora è un auspicio perché di concreto non c'è stato nulla, ma la possibilità c'è". 

Il sindaco parla anche della possibilità di riassunzione dei dipendenti della vecchia società. Una decisione che spetterà, naturalmente, alla nuova società: "Ma penso che coloro i quali si interesseranno al Foggia, abbiano tutto l'interesse di coinvolgere persone che hanno lavorato bene e che conoscono l'ambiente. Io mi affiderei a un organigramma già collaudato, per quanto cambino i costi". 

A sei giorni dalla scadenza il sindaco resta ottimista: "C'è movimento. L'importante è che ci sia una programmazione, che si guardi al calcio con positività. Perché c'è gente che con il calcio ha dimostrato di poter ottenere un ritorno economico attraverso la programmazione e una gestione oculata, penso a quanto accade a Pescara o Bergamo". 

Ciò, invece, non è accaduto a Foggia: "È quello che si verifica quando si fa prevalere un eccessivo spirito di appartenenza e si ragiona da tifosi. Se agisci con troppo cuore e poca testa nel calcio, rischi di farti male". 

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