Iemmello c’è, Sarno no. Di Gerbo ce n’è solo uno (purtroppo). Le pagelle di Messina-Foggia

Il bomber sempre vivo nell'azione con un gol e un assist, Altra prova incolore del fantasista napoletano. In spolvero il centrocampista scuola Inter

Pietro Iemmello (Ph. Roberto D'Agostino)

C’è un dato preoccupante che fotografa il momento rossonero, e forse un po’ tutta la stagione. Su 8 gare in cui gli avversari sono passati in vantaggio, il Foggia non ha mai vinto. Soltanto due pareggi – quelli interni di inizio 2016 con Paganese e Juve Stabia – e ben sei sconfitte. Senza considerare le rimonte subite partendo da un vantaggio iniziale. Dati significativi, che dicono molto sul profilo caratteriale della squadra. Una formazione che evidentemente non dispone del temperamento giusto per poter competere per i primi posti. La gara di Messina lo ha confermato ampiamente. I satanelli hanno reagito solo dopo aver preso lo schiaffo, e nel secondo tempo si sono ripresentanti con il medesimo atteggiamento, pavido, passivo, salvo poi ridestarsi dopo il secondo ceffone. Ventisei gare giocate, 44 punti conquistati. Una media di 1,69 punti (il Benevento viaggia a quasi 1,92). I rossoneri hanno vinto meno della metà delle gare sin qui disputate. Numeri impietosi, come la classifica, che giustamente premia le squadre più continue, e alimenta i sogni di chi, come il Matera di Padalino, è ancora lì a sperare, dopo una rincorsa incredibile. E con una squadra senz’altro più debole e meno costosa di quella foggiana. Per  De Zerbi e i suoi, restano altre otto gare, per conquistare quello che a settembre era l’obiettivo minimo, quasi scontato, e che invece è diventato un salvagente per evitare il naufragio.

FOGGIA (4-3-3) Micale 5; Angelo 6 Loiacono 5 Gigliotti 5,5 Di Chiara 5,5; Agnelli 5 Quinto 6 (10’st Arcidiacono 6,5) Gerbo 6,5; Chiricò 6 (27’st Floriano 5,5) Sarno 4,5 Iemmello 7. A disposizione: De Gennaro, Agostinone, Riverola, Coletti, Sainz Maza, Lauriola. All. De Zerbi 5

Micale 5 – Trasmettere sicurezza è difficile, specie se la tua difesa è più friabile dei frollini “inzupposi” di Banderas. È quello il difetto che gli si imputa di più. Ha colpe effettive solo sul terzo gol, anche se il tiro di Fornito è drogato dalla deviazione di Angelo.

Angelo 6 – Si attarda un po’ a spingere. Ma è tutta la squadra che è in fase Rem. Le migliori palle nascono dal suo piede, come quella che porta al gol di Arcidiacono. Tardiva la chiusura su Fornito.

Loiacono 5 – Alla ricerca della sicumera perduta. Chiude spesso in ritardo, e in generale è tangibile il senso di affanno negli interventi.

Gigliotti 5 – “Prego si accomodi”, e Ionut, avanza, tira e fa gol. Poi fa come il suo compare di reparto; ha il solo vantaggio di poter evadere dai momenti di maggior disagio grazie alle doti tecniche. Ma il suo blackout sta durando da troppo tempo.

Di Chiara 5,5 – Poco coinvolto nella manovra, perché come spesso accade, il gioco pende sempre sul lato destro. Poche discese, peraltro senza grossi frutti. Non ha i piedi di Angelo, purtroppo.

Agnelli 5 – Corre, forse troppo, sicuramente male. È spesso fuori posizione. E poi la fase di filtro, questa sconosciuta. Due cose da salvare: l’assist per Iemmello – ma c’è la decisiva complicità di Martinelli – e il tacco per Sarno nei minuti finali di gara.

Quinto 6 – Un buon rientro, tutto sommato. Non gli si possono chiedere ritmi da Premier League, non ce li ha nel sangue, men che meno nei muscoli. Però ha velocità di pensiero, e in alcuni frangenti lo si nota (bello il lancio che per poco non manda in gol Angelo). A volte la precisione lo abbandona, come la tenuta fisica (10’st Arcidiacono 6,5 – Meglio da punta in appoggio, che da esterno. Largo a sinistra non vince un contrasto, poi sfrutta due sponde di Iemmello, che producono un miracolo di Berardi e il gol del 2-2).

Gerbo 6,5 – Trottolino che corre dappertutto, dovunque si intuisca la presenza di una sfera che rotola. Ha pure il tempo per concedersi aperture da regista puro. Ce ne fossero altri due o tre come lui…

Chiricò 6 – Non incide, ma gli vanno date le attenuanti. Spostato di continuo, come le casalinghe che cambiano la disposizione dei soprammobili senza trovare pace. Tempo e modo per accendersi ce n’è poco. Però con un lancio preciso, aziona il quasi gol di Arcidiacono. Esce, ma non toccava a lui (27’st Floriano 5,5 – Solito fumo. Ma la sua stagione è così, ormai non è più una novità).

Sarno 4,5 – Non è la gara giusta per fare il centrale. Ma nel caso suo neanche il cambio di posizione determina la svolta. Il solito stolido accanimento nel cercare il dribbling. Litiga anche col pallone. Va avanti così da un mese e passa. Tenerlo fuori almeno una volta dall’inizio, o cambiare lui piuttosto che il compagno più in palla, proprio no, eh?

Iemmello 7 – A sinistra che ci faccio? Avrà pensato, specie dopo il gol che arriva non appena ritorna al centro. Grandioso nel gioco di sponda, che gli fruttano un quasi gol, un assist e un quasi assist per Arcidiacono. Lui c’è, gli altri no.

De Zerbi 5 – La squadra si sveglia sempre dopo aver preso il colpo. L’approccio di inizio gara e di inizio ripresa non è giustificabile. Ci sono poi le situazioni tattiche: la squadra è scollata, la solidità difensiva si è dissolta, insieme ai sogni di gloria. Infelici le scelte iniziali e in corsa: Sarno centrale non funziona, e sarebbe stato più appropriato togliere lui piuttosto che Chiricò. Ora c’è da rincorrere persino il quarto posto, con il fiato dei materani sul collo.

    

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