menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Fabio Mazzeo (ph. Roberto D'Agostino)

Fabio Mazzeo (ph. Roberto D'Agostino)

Mazzeo crea, Guarna custodisce: le pagelle di Messina-Foggia

L'attaccante sale a quota tre reti e regala tre punti preziosissimi alla sua squadra. Fondamentale anche le parate dell'estremo difensore che salva il risultato nel finale

Il 14 marzo scorso a Messina si scriveva una delle pagine più amare della stagione rossonera. Il 3-2 subito allo scadere segnò la fine dei sogni di gloria del Foggia, che vide allontanarsi definitivamente il Benevento. Poi, per fortuna, la squadra di De Zerbi si riprese. Sei mesi dopo, è tutta un’altra storia: il Foggia vince a Messina, pur soffrendo anche più di quanto non avesse fatto quattro giorni prima a Francavilla, e conquista il primato in solitaria. Vince il Foggia, che tira fuori dal cilindro la concretezza e il cinismo, armi necessarie quando le gambe non girano a mille, quando il tuo avversario ne ha di più.

Doppio Mazzeo: il Foggia espugna Messina ed è primo in solitaria

Perché è quasi impossibile vincerle tutte, men che meno schiacciare l’avversario di turno nella propria metà campo. La bravura di una squadra sta proprio nel sapersi gestire, nel saper sfruttare le occasioni costruite e poi soffrire fino alla fine. Il Foggia ha dimostrato di possedere queste capacità, altrimenti non sarebbero arrivati 6 punti in queste due trasferte. Per gli esteti più intransigenti, questo Foggia forse non è incantevole (difficile esserlo quando la condizione non è al top), ma vince e fa punti. E questo è l’unico aspetto che conta.  

Le pagelle

FOGGIA (4-3-3) Guarna 8; Angelo 7 Coletti 6 Empereur 6,5 Rubin 6,5; Agnelli 6,5 Vacca 6 (31’st Gerbo 6) Riverola 5,5; Sarno 6 Mazzeo 7,5 (34’st Letizia s.v.) Chiricò 5,5 (19’st Padovan 6). A disposizione: Sanchez, Loiacono, Quinto, Sainz Maza, Martinelli, Sicurella, Dinielli. All. Stroppa 7

Guarna 8 – Pronti via, allunga la manona sul destro di Mancini. Chiude il match stoppando Maccarrone. In mezzo, la sicurezza nelle uscite. Determinante.

Angelo 7 – Fugge sulla destra e serve a Mazzeo un pallone con su scritto “segna”. Tambureggiante, come sempre, fino alla fine.

Coletti 6 – Qualche sbavatura di troppo, nel contenere Milinkovic che si muove molto, e in campo aperto è più veloce. Si arrangia come può, sbanda ma non affonda.

Empereur 6,5 – Con Pozzebon volano sportellate e anche qualche colpo proibito. Il duello finisce più o meno in parità.

Rubin 6,5 – Anche per lui, i momenti di affanno aumentano. Ma si arrangia con il mestiere, e cresce alla distanza. Cerca anche il jolly dalla distanza, la mira è difettosa.

Agnelli 6,5 – La qualità scarseggia, anche perché il terreno non agevola. Però corre e tappa falle in ogni dove, anche quando le energie scarseggiano palesemente.

Vacca 6 – Meno brillante del solito, infatti chiederà il cambio. Mancini in prima battuta lo soffoca, lasciandogli poco spazio per le verticalizzazioni, tanto da costringerlo quasi sempre al retropassaggio. Va un po’ meglio quando scambia la posizione con Agnelli, allargandosi sul centrodestra (31’st Gerbo 6 – Un quarto d’ora per dar freschezza a un centrocampo in sofferenza. Spende un giallo prezioso, e dà manforte alla fase offensiva).

Riverola 5,5 – Con la Virtus si è riposato, eppure a Messina la sua freschezza si è vista poco. Sarà il campo pesante, che mal si concilia con le sue doti di palleggiatore, sarà l’atteggiamento del Messina che chiude bene ogni varco, lui si muove e molto, ma quaglia poco.

Sarno 6 – Mezzo voto in più per la gemma su punizione stampatasi sul palo. Trascorre il resto del match a cercare la porta con il classico tiro alla Sarno. L’esito però è sempre lo stesso: palla alta.

Mazzeo 7,5 – Due gol per archiviare ogni dubbio sul suo conto. È un attaccante di manovra, ma che sa segnare, anche i gol più facili. Mezzo punto in meno per l’errore in chiusura di primo tempo (34’st Letizia s.v.)

Chiricò 5,5 – Se Sarno è alla ricerca costante del gol spettacolare, lui è perennemente perso tra i suoi dribbling. Si incarta spesso, non incide, Stroppa lo cambia giustamente (19’st Padovan 6 – Entra e un minuto dopo il Foggia segna. Talismano. Prezioso come sempre il suo lavoro di sponda).

Stroppa 7 – La sua squadra non convince del tutto, ma vince. E quando si vince, si ha sempre ragione. Non era facile mantenere la brillantezza fisica giocando tre gare in poco più di una settimana, ecco perché le ultime due vittorie sono pesantissime. Nei prossimi mesi si comprenderà il loro valore.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FoggiaToday è in caricamento