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Angelo De Almeida (ph. Roberto D'Agostino)

Angelo De Almeida (ph. Roberto D'Agostino)

Lecce-Foggia, le pagelle dei rossoneri: male Gigliotti e Riverola, si salva Angelo

Il francese deconcentrato e protagonista in negativo sul primo e terzo gol. Esordio dal 1' da dimenticare anche per Lanzaro. Per il canterano blaugrana, un'altra chance sciupata malamente

Un tonfo difficile da smaltire in poco tempo. Il Foggia esce dal “Via del Mare” di Lecce magari non con le ossa rotte, ma con grossi ematomi sì. Perché la sconfitta di ieri pomeriggio, più che per il risultato in sé, più che per una classifica non più esaltante come lo era due settimane fa, lascia perplessi per il modo in cui si è sviluppata. La squadra è apparsa scarica, molle, poco reattiva e incapace di ricavare qualcosa di produttivo dal suo prolungato possesso palla. Al non esaltante Lecce, ma compatto e concreto al punto giusto, sono bastati tre lampi, e un’impeccabile fase difensiva per portare a casa una vittoria pesante e netta, forse anche più del roboante 4-0 con il quale i rossoneri trionfarono allo Zaccheria un girone fa. Ma non si commetta l’errore di dar voce ai catastrofisti per professione. Perché il Foggia che due settimane fa era primo, ma non aveva ancora vinto il campionato, alla stessa maniera oggi non è fuori dai giochi come qualche pessimista di natura si affretta a preconizzare. Serve solo ritrovare la serenità e la compattezza. A De Zerbi e alla società il compito di recuperare la brillantezza psicofisica per poter gestire al meglio l’ultimo step di questo campionato. D’altronde, il k.o. interno della Casertana dice che nulla è perduto. Solo che, ora, non è più tempo di regali.  

LE PAGELLE

LECCE (4-5-1) Perucchini 6; Alcibiade 6,5 Cosenza 6,5 Abruzzese 6 Legittimo 6; Lepore 7 Papini 6 Salvi 6,5 Surraco 6,5 (9’st Sowe 6,5) Liviero 6 (41’st Vecsei s.v.); Moscardelli 6 (31’st Curiale 7). A disposizione: Bleve, Beduschi, Camisa, Lo Sicco, De Feudis, Carrozza, Caturano. All. Braglia 7,5

FOGGIA (4-3-3) Narciso 6; Angelo 6 Lanzaro 5 Gigliotti 4,5 Loiacono 5; Agnelli 5 Vacca 5,5 (30’st Chiricò s.v.) Riverola 4 (1’st Gerbo 5); Sarno 5,5 Iemmello 6 Arcidiacono 5 (29’st Sainz Maza s.v.). A disposizione: Micale, Bencivenga, Agostinone, Coletti, Quinto, Lodesani, Floriano, De Gennaro. All. De Zerbi 5

Narciso 6 – Due eurogol su cui ha scarsi margini di manovra, a parte (forse) sulla girata di Curiale. Idem sul contropiede di Sowe.

Angelo 6 – Senza Di Chiara, sostituito da un marcatore adattato, diventa lui l’unico pendolino di fascia che può dar manforte alla fase offensiva. Si propone a sprazzi, un po’ meglio nel primo tempo, ma in generale è quello che dispiace meno.

Lanzaro 5 – Si sarebbe augurato un esordio dal 1’ un po’ meno complicato. Il gol in apertura obbliga la squadra a proporsi maggiormente e a esporsi alle ripartenze. In campo aperto per lui che non è un velocista, son dolori. Sul secondo gol si incolla a Curiale ma poi gli lascia lo spazio per la girata al volo.

Gigliotti 4,5 – Livello di deconcentrazione a tratti preoccupante. Sul primo gol lascia a Moscardelli la libertà di fare la sponda di testa. Nel finale sbaglia completamente il tempo dell’anticipo su Curiale, spianando la strada al gol di Sowe. In mezzo, altre sbavature.

Loiacono 5 – Fa quasi specie pensare che le cose migliori le faccia nella metà campo avversaria. Dietro, anche lui va per farfalle. Si veda il primo gol – quando insieme ad Arcidiacono va su Moscardelli, lasciando libero Lepore – e il terzo, quando Sowe brucia in progressione lui e Lanzaro.

Agnelli 5 – Tanti errori in fase di appoggio, palle perse a gogo, e un gol sporcato da un gluteo di Sarno. Ha vissuto gare da ex più soddisfacenti.

Vacca 5,5 – Non rimpolpa il campionario di orrori a centrocampo, ma neanche dà un grosso contributo in termini di qualità. Certo, non deve essere facile predicare nel deserto (30’st Chiricò s.v. – Entra e due minuti dopo Curiale raddoppia. Che iella. Se non altro vivacizza l’attacco e mette lo zampino nell’azione del 3-1).

Riverola 4 – Fatica a spiccare quando la squadra gira bene, figuriamoci se il torpore è diffuso un po’ dappertutto. Anonimo, talmente tanto da sembrare quasi un ologramma. Resta da comprendere perché venga schierato se poi dopo un tempo viene puntualmente richiamato in panchina (1’st Gerbo 5 – Fare peggio di Riverola è oggettivamente difficile. Ma la svolta non c’è neppure con il suo ingresso. Fuori condizione e fuori partita).

Sarno 5,5 – A destra c’è poco spazio per mettere in moto il mancino, così cerca di muoversi a tutto campo, a volte rinculando nella propria trequarti. Fumoso, non solo per colpe sue. Coautore del gol della bandiera, prima con la penetrazione in area, poi con la deviazione di gluteo.

Iemmello 6 – Le cose migliori le fa nel gioco di sponda. Bellissimo il lavoro di rifinitura che nel primo tempo per poco non manda Angelo in porta. Necessiterebbe di qualche pallone giocabile fronte alla porta.

Arcidiacono 5 – Maluccio in avanti, peggio ancora quando deve dare una mano dietro. Segue Loiacono – sbagliando di conseguenza – andando su Moscardelli e lasciando Lepore libero e felice (29’st Sainz Maza s.v. – Un’azione per vie centrali, e costringe i leccesi al fallo. È così fuori forma da non poter reggere più di un quarto d’ora, o il suo ingresso si poteva spendere un po’ prima?)

De Zerbi 5 – La sua squadra rimedia una sconfitta, per bruttezza paragonabile forse solo a quella di Catanzaro dello scorso campionato. Anche allora l’avversario ne fece tre. Una prestazione grigia, in cui alcuni giocatori sono apparsi completamente fuori partita. Ma al di là di tutto, perdere a Lecce ci può stare. Non si può pretendere di vincere sempre in trasferta. È in casa che bisogna invertire la rotta e tamponare l’emorragia di punti.

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