Cala il sipario sull’U.S. Foggia, l’arrivederci dei rossoneri alla Lega Pro

La famiglia Casillo respinge le accuse e attribuisce ad altri le responsabilità del tentativo fallito di salvare la squadra. Tifosi inviperiti pronti a scendere in piazza. Il futuro si chiama Dilettanti o Eccellenza

Foggia calcio

Eppure qualcuno ci credeva ancora. Ma un minuto dopo le 13, termine ultimo per la presentazione del ricorso avverso la decisione della COVISOC di non ammissione dell´U.S. Foggia al campionato professionistico di Lega Pro 2012/2013, l’incubo “fallimento” ha preso forma ed è diventato realtà.

Il Foggia scompare dal calcio che conta, quello dei professionisti. La notizia è stata battuta alle 13.14 sul sito ufficiale della società rossonera che si è affidata a un comunicato stampa per spiegare le ragioni del triste epilogo: "Nonostante tutti gli sforzi fatti e le dichiarazioni di disimpegno partite dal febbraio 2012 nessun imprenditore singolo o “cordata” ha dimostrato effettivamente seria intenzione di rilevare il pacchetto  azionario della società per dare continuità al progetto sportivo”.

Un comunicato attraverso il quale la società scarica ad altri le colpe, riservandosi l’opportunità di spiegare meglio i motivi che hanno determinato la non iscrizione dei colori rossoneri in uno dei due gironi della vecchia serie C1.

La squadra non sarebbe stata  ammessa al prossimo campionato proprio per la mancanza della licenza di agibilità per 7500 spettatori” ricordano i Casillo.

Tra i tifosi c’è molto scoramento. Bandiere e sciarpe sono state appese ai balconi e alle finestre di alcune abitazioni. Sui social network ci si confronta e ci si organizza per scendere in piazza. Si raccontano storie e aneddoti del glorioso Foggia, da Pirazzini a Signori, dalla C2 ai play off persi per risalire in serie B. E già si pensa a preservare il titolo da sciacalli e opportunisti dell’ultim’ora.

In questi anni è andato tutto storto. Eppure il ritorno dell’ex patron del grano aveva riportato entusiasmo in una città che alla guida di Capobianco aveva sofferto, ma ugualmente sognato in grande.

L’anno scorso, alla notizia dell’arrivo del tecnico boemo, il pubblico di fede rossonera ha creduto davvero in una nuova era calcistica, la Zemanlandia 2. C’erano tutti i presupposti, almeno a parole.

Dopo un campionato altalenante ma dalle mille emozioni, l’estate scorsa è arrivata la prima battuta d’arresto. L’addio di Zeman per Bonacina.

Qualcuno ha cominciato a storcere il naso, mentre in parecchi hanno preferito schierarsi al fianco dei Casillo e contro l’allenatore di Praga, accusato di tradimento per aver accettato l’idea progettuale in riva all’Adriatico. Accusato proprio da chi in questo momento vorrebbe mandare Pasquale e Gennaro Casillo al patibolo.

Oggi, 16 luglio 2012, è un giorno triste per il calcio dauno. Il Foggia va in letargo e spera almeno nell’iscrizione al campionato di serie D, perché Il pericolo, adesso, si chiama Eccellenza.

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