Show di Angelo, il Foggia mette la sesta: battuto anche il Taranto

Dopo un primo tempo di sofferenza, i rossoneri si sbloccano con il gol del brasiliano a inizio ripresa. Di Letizia, in pieno recupero, il gol che chiude il match. Sesto successo consecutivo per la truppa di Stroppa

I giocatori festeggiano dopo il gol di Letizia (ph. R. D'Agostino)

 La perfetta risposta alle grandi vittorie di Lecce e Matera. Il Foggia supera anche l’ostacolo Taranto, in un derby dai contenuti tecnici non trascendentali, ma nel quale i rossoneri sono riusciti a vincere, pur con qualche affanno. Perché l’ostruzionismo di un Taranto poco propositivo e votato alla sola fase difensiva, ha per oltre un tempo avuto la meglio di fronte a un Foggia un po’ imballato, più nella testa che nelle gambe. Alla fine l’ha risolta il solito Angelo, protagonista dell’ennesima grande prestazione. Grande come quella di Gerbo, cuore, testa, gambe e idee. Sesto successo consecutivo, e primato difeso alla grande. Il miglior modo per presentarsi al XXI Settembre di Matera, dove domenica la squadra di Stroppa affronterà il primo scontro diretto della stagione.

PRIMO TEMPO – Sarebbe stata una gara complicata, e si sapeva. Papagni, da vecchia volpe, piazza un 3-5-2 tanto semplice come lettura, così come complesso da arginare. Le marcature preventive sui portatori di fosforo in maglia rossonera, le distanze pressoché azzerate tra i reparti, non agevolano il palleggio del Foggia. Che, va detto, non sembra nella sua migliore serata. A parte le solite discese di Angelo, e le pregevoli iniziative di un ispiratissimo Gerbo, lanciato al posto di Riverola, è un Foggia quanto meno rivedibile. Perché né Sarno né Chiricò riescono ad andare oltre le giocate gigioneggianti e poco pratiche. Lo stesso Vacca pare predicare nel deserto. Il risultato è una prova scialba, con poche occasioni significative. L’unica realmente clamorosa capita al 43’, quando Pambianchi toglie dal piede di Mazzeo una palla destinata a finire in fondo al sacco. Degno di nota, purtroppo, il malanno occorso al povero Altobello, costretto a lasciare il campo addirittura in ambulanza.

SECONDO TEMPOFortuna che, come era accaduto a Francavilla, il Foggia trovi il gol quasi subito. Lo segna Angelo, il migliore in campo insieme a Gerbo, con un tiro-cross (più cross nelle intenzioni) che beffa Maurantonio. Poco importa, perché il Foggia sblocca la gara e si sblocca. Gli spazi gioco forza si aprono, ed è tutto più facile. Il Taranto, d’altronde, dimostra di non avere altre strategie a parte quella ostruzionistica esibita nella prima frazione. Il Foggia va sul velluto, anche se, a voler essere pignoli, è troppo leggero negli ultimi 15 metri, quando servirebbe più cattiveria, per chiudere definitivamente il risultato. Ecco perché Stroppa decide di levare un inconcludente Chiricò per appesantire l’attacco con Padovan, allargando Mazzeo sulla sinistra. Papagni getta nella mischia anche Viola, che non avrà modo di farsi rimpiangere. Il Taranto è solo fase difensiva. Il gol alla fine il Foggia lo segna in pieno recupero, ed è un gol che viene dalla panchina, realizzato dalla premiata ditta Riverola-Letizia. Finisce 2-0: il Foggia sfata il tabu Taranto vincendo il derby dopo otto anni. E la classifica è sempre più bella.

STROPPA A FINE GARA: "PRESTAZIONE ECCELLENTE"

FOGGIA (4-3-3) Guarna; Angelo, Loiacono, Empereur, Rubin; Agnelli, Vacca, Gerbo (28’st Riverola); Sarno (38’st Letizia), Mazzeo, Chiricò (20’st Padovan). A disposizione: Sanchez, Quinto, Sainz Maza, Martinelli, Sicurella, Dinielli, Coletti, Sansone, Tucci. All. Stroppa

TARANTO (3-5-2) Maurantonio; Altobello (23’pt Balzano), Stendardo (22’st Nigro), Pambianchi; De Giorgi, Bobb (18’st Viola), Lo Sicco, Cedric, Garcia; Bollino, Magnaghi. A disposizione: Pizzaleo, Paolucci, Potenza, Sampietro, Balistreri, De Salve, Langellotti, De Toni. All. Papagni

Arbitro: Prontera di Bologna

Marcatori: 7’st Angelo (F), 48’st Letizia (F)

Ammoniti: Loiacono (F), Altobello (T)

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