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Dopo partita (ph. Roberto D'Agostino)

Dopo partita (ph. Roberto D'Agostino)

Foggia-Monopoli 0-2, le pagelle: Gerbo l’ultimo ad arrendersi. Male l’attacco

Giornataccia per Sarno e Iemmello, decisivi in negativo non solo per gli errori dal dischetto. Male anche il capitano e Coletti

Perdere così, subendo gol nelle uniche due occasioni concesse, sbagliando l’impossibile, compreso due rigori, fa male. Il Foggia cede nel terzo derby stagionale disputato in casa, e lo fa nel modo peggiore. Al termine di una prestazione poco convincente, ma che comunque sarebbe bastata per vincere. A “tradire” sono stati gli errori di Sarno e Iemmello. Specie il “Re”, che oltre al penalty calciato male, ha sciupato altre due occasioni a tu per tu con lo strepitoso Pisseri. Una battuta d’arresto pesante ma che per fortuna non pregiudica la corsa verso la vetta. C’è tempo e modo per recuperare.

Le pagelle

FOGGIA (4-3-3) Narciso 6; Angelo 6 Loiacono 6 Gigliotti 5 Bencivenga 5,5 (8’st Sainz Maza 5,5); Agnelli 4,5 (35’st Riverola s.v.) Coletti 5 Gerbo 6,5; Sarno 4 Iemmello 4 Floriano 5,5 (42’pt Viola 5,5). A disposizione: Micale, De Giosa, Sicurella, D’Allocco, Lodesani, Bollino, Adamo. All. De Zerbi 4,5

Narciso 6 – Un paio di uscite coraggiose, in cui l’iniziale brivido diventa presto applauso di compiacimento. Nulla può sui gol, anche se sulla girata di Croce resta inchiodato tra i pali.

Angelo 6 – La pressione di Pinto lo soffoca, limitandone le incursioni. Dovrebbe e potrebbe proporsi di più, se solo Sarno collaborasse. Nella ripresa spinge e crea in più di un’occasione. Tra i pochi a salvarsi

Loiacono 6 – E’ una notte da incubo per tutti. Lui è tra quelli che sfigura di meno. E’ anche fortunato perché nelle situazioni decisive, in negativo, non è mai protagonista.

Gigliotti 5 – Primo colpevole sul gol di Croce, perché si trova completamente fuori posizione. Nella ripresa scala a sinistra quando De Zerbi prova il 4-2-3-1. Un cross mestamente spentosi in curva fotografa una serata da dimenticare.

Bencivenga 5,5 – L’asse mancino con Floriano è improvvisato, e a tratti si intuisce. Eppure l’inizio è di quelli incoraggianti. Peccato si spenga subito. Sacrificato per contingenze a lui non additabili (8’st Sainz Maza 5,5 – Qualche tentativo di affondo, un paio di finte riuscite. Nulla che faccia strabuzzare gli occhi, nulla che basti a riaccendere la luce nel buio dello Zac).

Agnelli 4,5 – Si procura un rigore nell’unica situazione di gioco letta bene. Perde due tre palle velenosissime, fallisce stop elementari. In generale appare come l’elemento più vulnerabile del centrocampo. Non sembra al top, ed è una sensazione che si palesa da diverse settimane (35’st Riverola s.v.).

Coletti 5 – La pressione di Gambino lo obbliga a soluzioni scolastiche o a ripiegare sui due centrali difensivi. Privo di idee, e per nulla granitico in fase difensiva. Seminato da Croce nell’azione del raddoppio.

Gerbo 6,5 – Nella confusione regnante è l’unico che sembra capire cosa fare. Finché ha gambe e fiato tampona le falle difensive e prova a dar l’abbrivio alla manovra. Ma sembra tanto un oratore in un uditorio di sordomuti.

Sarno 4 – Partenza arrembante con un paio di numeri (tipo lo stop di tacco a seguire) che lasciano pensare che questa sarà una gran serata. Previsioni sbagliate completamente. Fallisce il rigore, e ci può stare. Non ci può stare la ricerca ostinata della giocata per rimediare allo sbaglio precedente. Così si finisce solo per accumulare errori e dar vita alla peggior prestazione in maglia rossonera.

Iemmello 4 – Forse il suo errore è più grave di quello commesso da Sarno. Perché calcia alla stessa maniera (a incrociare) senza la dovuta potenza e la necessaria angolazione. Non contento si mangia altri due rigori in movimento. Sì ok, sul primo tiro è bravo Pisseri. Ma il “Re” che conosciamo, avrebbe spaccato la porta in entrambe le occasioni.

Floriano 5,5 – La condizione ottimale che stenta ad arrivare. Buone intenzioni ed errori banali. Infine l’infortunio, si spera non grave. Periodaccio (42’pt Viola 5,5 – Prima centrale con Iemmello a sinistra, poi seconda punta in appoggio all’ex Pro Vercelli. Un paio di assist di qualità, ma anche lui si mangia un gol clamoroso al centro dell’area).

De Zerbi 4,5 – Dirà di essere orgoglioso della prova dei suoi, ed è una frase che ci sta benissimo. Non può essere contento della prestazione. Tangorra disarma i suoi attaccanti, isterilisce le fonti di gioco e lui non apporta alcun cambiamento. Nella ripresa si gioca la carta Maza, ma le occasioni arrivano più per la forza della disperazione che per azioni pensate con raziocinio. Se contro l’Andria la squadra era riuscita a violare l’ostruzionismo degli avversari, stavolta capitola di fronte al perfetto catenaccio del suo collega. Un modo di giocare sì antico, ma di fronte al quale il Foggia ha dimostrato ancora una volta di sentirsi a disagio.

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