Salta il Tnas e rispunta Sau, ma sul futuro dell'U.S. Foggia soltanto parole

Il ricorso contro la penalizzazione e per ricevere i 500mila euro si discuterà il 20 settembre. Le parole di Casillo, Stranieri, Mongelli e Garritano. Il Foggia verso il baratro, Lega Pro sempre più un miraggio

Pasquale Casillo

Se Leo Chiosso fosse ancora in vita sorriderebbe nell'osservare la situazione dell'U.S. Foggia e i suoi sviluppi, o forse sarebbe meglio dire i non sviluppi.

PAROLE, PAROLE, PAROLE - Qualcuno dirà perplesso: "Ma chi è Leo Chiosso e cosa c'entrerà mai con il Foggia?". Interrogativo legittimo, non tutti possiamo vantare nel nostro scrigno dei ricordi, le conoscenze musicali di Marino Bartoletti.

Più famoso del nome, però, è un brano scritto da questo paroliere di Chieri, paesino in provincia di Torino, scomparso sei anni fa. Chiosso infatti è l'autore del testo di una delle canzoni più famose in Italia, nonché uno dei successi più grandi di Mina, "Parole, parole".

Tutti ricorderanno la grande interpretazione della "Tigre di Cremona", in coppia, o featuring come direbbero gli inglesi, con Alberto Lupo: un magico mix tra parti cantate e recitate, dove le note altissime toccate dall'ugola della cantante, si incastravano magistralmente alla calda e sensuale voce dell'attore. Una canzone e un duetto che hanno fatto storia.

U.S. FOGGIA - Sì, ma il parallelismo con l'U.S. Foggia? Facile giungerci, perché mai come quest'anno tra dichiarazioni a mezzo stampa, interviste, comunicati, monologhi in sala stampa, interventi al telefono, video su Youtube o dalla webcam del proprio ufficio, si sono spese così tante parole, il più delle volte inutili, evitabili, o comunque meglio spendibili, perché si è giunti al 6 di luglio, a dieci giorni dal termine ultimo per salvarsi anche con i punti di penalizzazione, e non si intravede il benché minimo spiraglio di salvezza. Ed ecco che il brano di Chiosso che Gianni Ferrio musicò, diventa la più appropriata colonna sonora di questa triste estate rossonera.

I protagonisti preferiscono parlare, come se ai tifosi bastassero queste successioni logiche di sillabe per quietare i propri bollenti spiriti. Il tempo della sopportazione è ormai terminato, così come forse sono al lumicino le speranze in un lieto fine.

ABBONAMENTI DISCOUNT - Fallite in serie le operazioni con la Platinum, con la cordata Mongelli si è puntati ora sull'abbonamento in offerta di sottocosto stile negozio di elettronica, paghi due e ne prendi 6. E poco importa se questa squadra potrebbe non avere futuro da qui ai prossimi dieci giorni, figurarsi fra sei anni; contemporaneamente è stato attivato un conto corrente bancario dove effettuare donazioni, una sorta di beneficenza stile Telethon, solo che non si finanzia la ricerca contro malattie di cui non si conosce la cura, ma si cerca di raccattare qualche euro buono per far cassa. Iniziativa sponsorizzata addirittura dall'ex presidente della Provincia Stallone insieme al rettore dell'Università di Foggia Volpe. Servirà? Stiano tranquilli i benefattori, perché le donazioni non sono a fondo perduto, se il Foggia fallisse, il denaro tornerebbe ai legittimi proprietari. Soddisfatti o rimborsati.

LE PAROLE GARRITANO - Da qualche giorno si è aggiunto un nuovo capitolo, quello riguardante l'ipotetico team di professionisti messo in piedi dalla dottoressa Silvia Garritano da Roma, “apparsa” in radio lo scorso lunedì. La Garritano ha subito tenuto a precisare che né lei con il gruppo editoriale presso il quale lavora, né il team di professionisti di cui si fa portavoce, hanno intenzione di rilevare il Foggia.

Si parla solo di supporto attraverso sponsorizzazioni e di aiuti per garantire la salvezza del sodalizio rossonero. Nel frattempo quel che emergono sono le diatribe verbali sul profilo facebook della dottoressa contro chi, forse a ragione, chiede fatti, soldi in parole povere, anche perché di tempo non ce n'è più. La dottoressa romana risponde, dice che è abituata a badare ai fatti mettendo da parte le parole.

Sarà, ma ad oggi, a 4 giorni di distanza dalla sua sortita telefonica, si registrano soltanto due post nella sua bacheca e una simpatica similitudine con i post di Stranieri, entrambi effettuati con il carattere maiuscolo, non il massimo della garbatezza per chi mastica un po' di netiquette. Parole, soltanto parole.

FAMIGLIA CASILLO - E Casillo? Lui intanto continua con i suoi appelli ai foggiani e agli imprenditori, promette di andar via, e spera in un successo della campagna abbonamenti. Ancora soltanto parole.

RICORSI AL TNAS E VICENDA SAU - A proposito di parole, si discute di ricorsi tra tribunali sportivi e civili. Da una parte c'è il TNAS presso il quale il Foggia ha depositato un ricorso contro uno dei punti di penalizzazione subiti lo scorso anno e giunto per il mancato pagamento di una rata Enpals risalente al 2009.

Penalizzazione che ha di fatto bloccato il premio di 500mila euro per la valorizzazione dei giovani, che a tutti gli effetti ora servirebbero come l'acqua per un assetato disperso nel deserto. Invece occorre aspettare, perché la data nella quale il tribunale si pronuncerà, è slittata al 20 settembre.

Sul fronte civile invece c'è ancora il contenzioso riguardante Marco Sau. Il ricorso del Foggia fa riferimento alla firma del giocatore che, sostengono in casa rossonera, sarebbe falsa. Il che renderebbe nullo il trasferimento effettuato lo scorso agosto al Cagliari e farebbe ritornare l'attaccante sardo di proprietà della squadra di Casillo. "Il Cagliari avrebbe dovuto versare alcune somme al Foggia. A fronte delle inadempienze, i club dauno ha riguardato il contratto e si è accorto della firma falsa. La cosa è stata notificata al Cagliari e per ben due volte alla FIGC senza risposta. Invochiamo la nullità ab origine del contatto per la mancata volontà del calciatore. La clausola compromissoria è relativa. L´ordinamento sportivo è diverso da quello ordinario e questa non è una controversia tecnica. Auspichiamo una celere risoluzione del caso, entro tre, quattro giorni", sono state le dichiarazioni del legale del club foggiano".


Il club di Cellino si è affidato all'esperto avvocato Mattia Grassani che contesta l'ammissibilità del ricorso del Foggia, a suo dire inconcepibile in quanto si tratta di contratti, e pertanto sarebbe stato più logico ricorrere ad un tribunale sportivo. Il legale del Cagliari è fiducioso in quanto Sau non ha mai disconosciuto quella firma, e soprattutto il Foggia ha percepito quanto (secondo loro) gli spettasse per l'acquisto del giocatore, ovvero 207mila euro. Su una cosa le controparti sono d'accordo, ovvero sul comune auspicio di concludere il contenzioso nel giro di qualche giorno. Nel frattempo ci si accusa e ci si difende, a parole ovviamente.

Parole, che per il latini volavano, a differenza delle cose scritte. Il detto funziona ancora.

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Se almeno si potesse guadagnare un euro per ogni parola pronunciata, noi saremmo tutti più ricchi, e il Foggia adesso, facendo due conti, potrebbe comprare Leo Messi.

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