I detenuti 'definitivi' condannano la compagine di Mongelli alla sconfitta

Obiettivo dell'incontro: porre attenzione sul sovraffollamento delle carceri e promuovere buone pratiche di integrazione, reinserimento e promozione sociale

Fair play e strette di mano. Poi il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ha premiato i vincitori dell’insolito incontro di calcio che si è svolto questo pomeriggio nella casa circondariale di Foggia. Sul campetto di via delle Casermette, infatti, una rappresentanza di consiglieri e funzionari comunali ha incontrato – palla da gioco al piede – la squadra dei detenuti dell’istituto, dando vita ad uno degli appuntamenti del progetto “Sportiva…mente, insieme per l’integrazione”, co-progettato dalla 4° commissione consiliare, dall’assessorato alla Formazione e Pubblica Istruzione, dalla casa circondariale e dal CTP “Giannone” del capoluogo dauno.

Sugli spalti un centinaio di detenuti a sostegno della loro rappresentativa in campo, designata al termine di un vero e proprio quadrangolare nel quale si sono fronteggiate, in incontri ad esclusione diretta, le squadre di ogni reparto dell’istituto (‘Alta Sicurezza’, ‘Giudicabili’, ‘Penale’ e ‘Definitivi’). A prevalere su tutte le altre è stata la compagine dei ‘Definitivi’ (età media dei giocatori in campo 25-28 anni, con pene definitive superiori ai 5 anni).

Con la casacca rossa, la squadra ospite si è imposta anche sulla squadra capeggiata dal primo cittadino, aggiudicandosi l’incontro per 7 a 4. In campo, per i primi dieci minuti di gioco, il sindaco ha vestito i panni del portiere subendo le prime due reti degli avversari. A poco sono serviti gli “sforzi” di Leonardo Iaccarrino e Franco Landella. Per la squadra di Palazzo di Città in campo c’erano anche Laccetti, Leone, D'Agnone e Terenzio.

Al di là del risultato – dato meramente cronachistico - l’iniziativa, come ha ricordato l’assessore Maria Aida Episcopo, vuole rappresentare “un tassello di un percorso di sensibilizzazione, promosso e sostenuto dal Comune di Foggia, che orienti sempre più la società civile verso positive pratiche di integrazione, reinserimento e promozione sociale”, ma anche porre l’attenzione sul problema del sovraffollamento delle carceri, fenomeno sentito e patito anche nella struttura foggiana, al Villaggio Artigiani.

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