Intervista a Giuseppe Vaccariello: “Sindaco fa autogol, non siamo un bluff”

Il direttore tecnico di Foggia Football Club: "Non siamo simpatici al sindaco". A Macchiarola: "Non riusciamo a capire quali siano i suoi obiettivi, quale sia il suo progetto, chi ci sia dietro di lui"

Giuseppe Vaccariello

Giuseppe Vaccariello non molla la presa, nonostante il primo “no” del sindaco al progetto “Foggia Football Club”.

Il direttore tecnico e fondatore della società costituita nel 1987, continua a credere nella serie D, nel Foggia dei tifosi e della città. In riferimento alle voci rimbalzate in rete circa una polemica a distanza con Mongelli e Macchiarola, Vaccariello non ha peli sulla lingua e si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Non siamo simpatici al sindaco” oppure “Il Coni non è un ente che può costituire società sportive, ma un ente di servizio che non ha alcun potere nella costituzione delle società sportive” riferito a “Foggia in Rete”, l’azionariato popolare lanciato da Giuseppe Macchiarola.

Colui che mastica calcio da 30 anni e che afferma di aver lanciato giocatori come Pazienza e Brienza, si dice ottimista e annuncia che entro la giornata di venerdì sarà tracciato un primo bilancio di questi giorni, in cui il suo pool, costituito da 12-13 persone, lavorerà sodo e si impegnerà per raccogliere una cifra importante, utile a garantire l’iscrizione e la formulazione di un valido e ambizioso progetto tecnico: “Se riusciamo a mantenere il Foggia in serie D, faremo cose straordinarie”.

I dubbi di Vaccariello non hanno nulla a che vedere con le sue intenzioni e capacità che lo stesso sente di avere per poter raggiungere questo obiettivo e salvare il Foggia dal pericolo Eccellenza. I conti non tornano. “Non capisco come mai al Comune non sia risultata la presentazione della nostra proposta avvenuta alle 19 del giorno prima della scadenza” oppure – riferito al presidente provinciale del Coni – “Non riusciamo a capire quali siano i suoi obiettivi, quale sia il suo progetto, chi ci sia dietro di lui”.

 

 

Chi è Giuseppe Vaccariello e cos’è Foggia Football Club?

Faccio l’allenatore da quando ho 23 anni, il più giovane abilitato a Coverciano. Mastico calcio da 30 anni e nel 1987 ho fondato questa società.  Ho lavorato per il Foggia dal 1991 al 2002, anche quando c’era Zeman, avviando le carriere di calciatori di altissimo livello come Pazienza, Potenza, Colucci, Brienza, Bianco, Agnelli, Mattioli e tanti altri. Abbiamo svolto un bel lavoro.

Quando nasce e perché l’idea di costituire una squadra per la Serie D?

Questa società è nata con il vox populi di rappresentare un giorno il calcio a Foggia. Dato che abbiamo visto che negli ultimi due giorni nessuno aveva avanzato alcuna proposta per rappresentare la squadra in serie D, con i miei commercialisti abbiamo pensato di assumerci questa responsabilità. Stiamo facendo un gran lavoro.

Chi la sta aiutando in questo percorso?

Intorno a me e con me ci sono giornalisti, avvocati, professionisti. Un pool di 12-13 persone. C’è anche Troisi del Corriere dello Sport.

La risposta del sindaco circa la mancanza di requisiti è stata una doccia fredda rispetto all’entusiasmo che si sta creando intorno a voi. Stando alle parole del sindaco c’è questo gap economico-finanziario da colmare e un business plan poco convincente

Lei deve partire dal concetto che per la serie D ci vogliono 1 milione di euro. Noi non possiamo oggi dire al sindaco e alla città quello che abbiamo raccolto. Fin quando non riusciamo a raggiungere il 50% del budget, non abbiamo fatto nulla. Sarebbe sciocco da parte nostra iscrivere la squadra al campionato e buttare 340mila euro. Bisognerà avere la certezza di raggiungere un altro 50% entro settembre-ottobre. Siamo uomini di calcio e sappiamo quali sono i costi della categoria.

Siete sulla buona strada oppure il percorso è in salita?

Né uno e né l’altro. Diciamo che se continuiamo così ce la possiamo fare.

Rispetto alla richiesta del Comune di cedere a titolo gratuito la società e il logo, Lei cosa pensa?

Noi non lo faremo mai. La paura del sindaco è quella che un domani il titolo venga portato fuori da Foggia, ma noi stiamo a Foggia. Quale sarebbe l’interesse nostro di portarlo fuori se il titolo sta a Foggia già da 25 anni.

Quindi voi vi opporrete a questa clausola?

Certo, ache se penso che i problemi non siano sorti per una questione economica. A Foggia nessuno, dalla Platinum ad Esposito, ha presentato un piano finanziario, credo.

Forse il sindaco ha voluto preservare qualcosa?

Diciamo che non siamo simpatici al sindaco

A tal proposito, c’è stata oppure no questa polemica a distanza con Macchiarola?

Nessuna polemica da parte nostra. Da Macchiarola non abbiamo ricevuto alcun invito a collaborare. Non riusciamo a capire quali siano i suoi obiettivi, quale sia il suo progetto, chi ci sia dietro di lui. Sinceramente noi ci siamo esposti e poi tutti sanno chi è il Foggia Football Club, cosa abbiamo fatto in questi 25 anni. Di Macchiarola sappiamo poco.

Macchiarola è presidente provinciale del Coni, riveste un ruolo importante e di primo piano

Io so soltanto che il Coni non è un ente che può costituire società sportive, ma che è un ente di servizio e non ha alcun potere nella costituzione delle società sportive. E’ un’anomalia insomma.

Quando Lei sostiene che al sindaco non siete simpatici, pensa che Mongelli voglia costituire la società con il Coni?

No, non lo so. Io so che con il sindaco sono sorte delle polemiche perché lui aveva promesso di fare delle opere sui campi di calcio. Opere che non solo non ha mai fatto, ma ha addirittura peggiorato la situazione. Quindi io con lui ho avuto delle discussioni relative alle strutture calcistiche, ma non di carattere politico.

La vostra richiesta al Comune quando è giunta?

A tal proposito non capisco come mai al Comune non sia risultata la presentazione della nostra proposta che è avvenuta alle 19 del giorno prima. Questa cosa ci ha fatto dubitare un po’.

Il sindaco non vi ha patrocinato l’attività pubblicitaria e raccolta fondi. Voi vi siete mossi ugualmente?

Certo, abbiamo fatto locandine, avviato la raccolta porta a porta. Il commercialista ha ricevuto questa mattina quasi quaranta adesioni da 1000 euro ciascuna.

Cosa vi differenzia da “Foggia in Rete”? La passione?

No, non ci muoviamo soltanto con la passione, ma con la competenza e la professionalità. Sappiamo anche che i soldi non arrivano stando seduti davanti a un computer, come fa Macchiarola. I soldi arrivano girando per gli studi, per i clienti, per i negozi. Se uno vuole, creda pure a Babbo Natale. Se uno crede che basti una conferenza stampa per ricevere i contributi, vuol dire che vive in un altro mondo, dei sogni. Noi pensiamo che dobbiamo chiamare le persone, interpellarle, coinvolgerle. Dal contributo di 10 euro a quello di 20mila euro. Questa è la nostra filosofia.

Serie D o Eccellenza per voi è uguale?

Solo per la D

Se vi si presentasse l’occasione di iscrivere la squadra in Eccellenza?

No, perché l’Eccellenza o il fallimento sono la stessa cosa. Andare in Eccellenza vuol dire che il calcio a Foggia è finito.

Tanto vale a quel punto ricominciare dalla Promozione?

Tanto vale spendere 100mila euro per la prima categoria

Sarà Serie D con Vaccariello oppure Eccellenza con Macchiarola?

No, dai. Senta, per carità, noi siamo avanti anni luce. Noi siamo gente che fa calcio, dalla mattina fino alla sera, dall’altra parte ci sono i burocrati dello sport. Quelli che stanno da trent’anni davanti una scrivania e non hanno mai prodotto nulla. Se mi permette, io ho costruito un campo di calcio da zero. Senza chiacchiere, politici e finanziamenti. Ma con il lavoro di tante persone.

Di questa esperienza qual è la cosa che più L’ha colpita?

Il fatto che ci abbiano chiamato tifosi dall’Olanda, dal Belgio, dall’Inghilterra. Calciatori dal Nord Italia che vogliono venire a giocare qui. Soddisfazioni che ci spingono a fare di più. Poi ci possiamo riuscire o meno, però ci stiamo provando con le nostre forze.

I tempi?

Entro venerdì dobbiamo darci e dare una risposta. Entro venerdì dovremmo aver raccolto un po’ di soldini.

Poi vi toccherà incontrare il sindaco, giusto?

Sì, una volta raccolti i soldi. Guardi è inutile polemizzare con Mongelli, ma non capisco perché non ha fatto un comunicato stampa quando ha incontrato la Platinum o Esposito, personaggi molto ambigui. Il sindaco avrebbe dovuto considerarmi di più, soltanto per la mia figura. Mi conoscono ovunque quantomeno come persona seria. Se parla di me con Pavone, Zeman o personaggi di questo spessore le diranno chi è Vaccariello. Il sindaco scrivendo che siamo un bluff si è fatto un grosso autogol.

Non lo ha scritto, forse lo ha lasciato intendere?

Sì, ma una società che ha un codice fiscale, una partita Iva, un conto corrente in banca, riconoscimenti da Figc e Coni, dire che siamo un bluff equivale a un grande autogol.

Vuole fare un appello ai tifosi rossoneri?

Ai tifosi rossoneri dico che tutti insieme dobbiamo fare il Foggia e se ci riusciamo sarà la prima volta che una squadra verrà fatta da una città. E noi vogliamo che Foggia sia e rimanga in città. Se riusciamo a mantenere il Foggia in serie D, faremo cose straordinarie. E’ una cosa pesante, difficile, perché deve sapere che nel Dilettantismo pochi investirebbero il proprio capitale.

Lo si è detto con Stranieri ed Esposito, ma chi investirebbe senza un ritorno economico e degli interessi?

Noi vogliamo fare calcio a Foggia. Questa è la cosa che ci spinge a credere nel nostro progetto. Con noi ci sono persone serie e che hanno fatto calcio ad altissimi livelli. Il grosso problema è muovere i grandi capitali. Oggi con le manovre del governo Monti muovere i grandi capitali non è cosa semplice. Dobbiamo muoverli un po’ alla volta. Muovere piccole cifre è possibile, grandi non è facile

 

 

 

 

 

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