Intervista a Giuseppe Macchiarola, ma Vaccariello si ritira dalla trattativa

Intervista a Giuseppe Macchiarola, presidente del Coni e del progetto "Foggia in Rete". C'è un imprenditore barese pronto per l'Eccellenza. Domani un altro incontro. "Azionariato popolare occasione irripetibile"

Giuseppe Macchiarola

Nemmeno il tempo di concludere l’intervista al dott. Giuseppe Macchiarola, da otto anni presidente provinciale del Coni e oggi del progetto di azionariato popolare “Foggia in Rete”, che dalle pagine di Facebook, il direttore tecnico Giuseppe Vaccariello ha annunciato il suo ritiro ufficiale dalla trattativa per rilevare o costituire la nuova società rossonera.

Noi non possiamo unirci con chi ha idee e culture diverse, non possiamo fare la serie D spendendo milioni di euro per cercare di vincerla, non possiamo inserire Ultras nel consiglio direttivo, non possiamo subire insulti e minacce in continuazione. Siamo gente che vuole solo fare il calcio...PERBENE... e qui non si può fare. Lasciamo ad altri il compito di costruire il calcio, dopo la nostra richiesta c'è stato un grande fermento di partecipazione....e siamo contenti. Salutiamo con affetto il sindaco Mongelli, con il quale abbiamo avuto screzi nel passato e gli auguriamo di cuore di riuscire in questa ardua impresa. Abbiamo raccolto soldi ed adesione per oltre 200 mila euro, da piccoli artigiani e piccole imprese, cittadini e tifosi, club e enti vari.”

Strano leggerlo dopo aver ascoltato le parole distensive di Macchiarola. Soprattutto perché dopo avergli riferito di una presunta richiesta dell’avv. Chiappinelli a trattare con Foggia in Rete, si è mostrato contento e fiducioso, sostenendo peraltro di aver chiesto questa mattina al vicepresidente di avviare i contatti con l’avvocato.

A conferma di ciò, il dott. Macchiarola si era espresso così: “Innanzitutto speriamo si risolva questo dualismo che si è venuto a creare con Vaccariello e che entrambi i progetti siano orientati in un’unica direzione. Se non si risolve questo problema ci sarà parecchia confusione, come già c’è. Speriamo si possa risolvere questa situazione cercando unire le forze e gli sforzi profusi in questi giorni”.

Meno pessimista del solito, il presidente del Coni comincia davvero a credere nella serie D. Ma sottolinea come l’Eccellenza non debba essere snobbata e valutata come un insuccesso. L’importante – sottolinea – è che attraverso l’azionariato popolare, i tifosi e la città entrino a far parte della futura società. Come organo di controllo e di supporto.

C’è un imprenditore barese disposto a finanziare il campionato di Eccellenza e anche quello di Serie D (in questo caso farebbe parte di una cordata di imprenditori). C’è un altro imprenditore, sempre barese, che domani parlerà con Macchiarola dell’opportunità di disputare il campionato di Serie D.

C’è entusiamo misto a tanta preoccupazione. Macchiarola e Foggia in Rete vogliono scongiurare l’arrivo dell’avventuriero di turno e convincere tifosi e città che l’azionariato popolare sia un’occasione irripetibile per Foggia.

 

Chi è il dott. Giuseppe Macchiarola?

Dal punto di vista professionale sono un medico sportivo, dipendente Asl e responsabile medicina del Coni. Da un punto di vista sportivo ho ricoperto diversi incarichi e attualmente ricopro quello di presidente provinciale del Coni, oltre alla carica di presidente dell’Associazione “Foggia in rete”.

Cos’è, come e quando nasce “Foggia in Rete”

L’associazione è nata a febbraio quando l’ex patron dell’U.S. Foggia dichiarò di non voler mollare. In linea con le iniziative di azionariato popolare, in auge in tutta Europa, abbiamo cercato di inculcare l'idea ai cittadini attraverso una prima e difficile fase in cui bisognava spiegare cosa fosse. In questi giorni, visto che i tempi sono stretti, abbiamo cominciato la raccolta fondi per offrire un budget ai prossimi proprietari della squadra e far entrare nel direttivo della società rappresentanze della tifoseria organizzata e non.

Come procede questo impegno e soprattutto quali sono le Sue sensazioni?

“Innanzitutto speriamo si risolva questo dualismo che si è venuto a creare con Vaccariello e che entrambi i progetti siano orientati in un’unica direzione. Se non si risolve questo problema ci sarà parecchia confusione, come già c’è. Speriamo si possa risolvere questa situazione e si riescano ad unire le forze e gli sforzi profusi in questi giorni”.

Dopodichè, chi ha intenzione di entrare nella nostra società dovrà effettuare un versamento di 100 euro che dovrebbe permetterci di raccogliere una somma di circa 70-80 mila euro da portare in dote alla futura società, per avere potere decisionale. Sperando che i prossimi proprietari siano d'accordo.

Quindi?

Quindi per questo contemporaneamente siamo alla ricerca di soci e imprenditori che accettino questo processo di trasparenza orientato ai tifosi e alla trasparenza delle operazioni. Troppe volte a Foggia si sono presentati faccendieri, avventurieri, millantatori. L’azionariato funzionerebbe in un certo senso come organo di controllo.

Quindi ribadisce che non è Vostra intenzione costituire una società?

Assolutamente no, lo abbiamo sempre detto.

Non c’è nessun coinvolgimento del Coni?

Ecco, ribadisco anche che il coinvolgimento del Coni è solo indiretto, nel senso che è stata scelta come sede di un’unità di crisi che rappresenta simbolicamente lo sport. Il Coni offre solo la propria disponibilità ma non può assolutamente entrare nella gestione di una futura società, niente di niente.

Abbiamo appena letto una notizia su internet in cui si scrive che l’avvocato Chiappinelli si dice disposto ad incontrarvi e a trattare con voi.

Un mese fa con Vaccariello, che è un tecnico mi pare, abbiamo avuto dei contatti perché sapevamo che si stava muovendo e l’idea nostra sarebbe stata quella di affiancarlo come azionariato popolare e non gestione della società. Ci è stato risposto verbalmente, senza alcuna comunicazione formale, che a lui non interessava questa ipotesi perché non credeva nell’azionariato popolare. E’ stato anche invitato a partecipare ad una riunione ma ha declinato l’invito.

Non ci credeva e poi rilancia l’azionariato popolare? Sono comunque contento di questa notizia. Devo anche dire che non più tardi di questa mattina ho dato mandato al vicepresidente di contattarlo. E’ arrivato prima lui e vorrà dire che stasera ci incontreremo.

Noto da parte Sua un clima distensivo rispetto alle parole pronunciate da Vaccariello nei Suoi confronti. Ad esempio che ci “vogliono competenza e professionalità e che non si muovono i soldi stando seduti dietro a una scrivania come farebbe Lei”.

Ho seguito le nazionali di pugilato in giro per il mondo per vent’anni. Ho partecipato a quattro edizioni dei “Giochi del Mediterraneo” in qualità di delegato. Voglio dire, sono uno che va in bicicletta tutti i giorni. L’ultima cosa che faccio è stare dietro a una scrivania. Vaccariello mi conosce bene perché porta i suoi ragazzi a fare le visite mediche da me da trent’anni, quindi mi conosce molto ma molto bene.

Probabilmente sarebbe giusto che vi uniste ed evitaste che i tifosi si dividano di fronte a questi due progetti

Io dico che stasera se tutto va bene risolveremo questo problema. La base sono i tifosi, spero che il progetto Vaccariello si unisca al nostro. Stasera probabilmente definiremo questa situazione. Preciseremo che non abbiamo alcun interesse a gestire la società, ma quello di far entrare più tifosi possibili nella gestione attraverso il nostro organismo di controllo ma anche di supporto. Per esempio noi chiederemo che i fondi raccolti siano impegnati nel settore giovanile. Non è possibile e non è dignitoso che i ragazzi paghino per giocare.

Nelle sue parole di alcuni giorni fa è emerso che Lei crede molto nell’Eccellenza e poco nella serie D, sbaglio?

Di natura sono pessimista. Ci prepariamo a questo, se poi arriva di meglio, bene. Penso che sarebbe uno smacco non riuscire quantomeno a fare l’Eccellenza. Dobbiamo stare con i piedi per terra perché altrimenti commettiamo lo stesso errore commesso quando tutti pensavamo che sarebbe stato impossibile fallire e trovare 1,5 milioni di euro.

Vaccariello però sostiene che l’Eccellenza equivale a un fallimento

Forse un fallimento per la città, che però c’è già stato. L’Eccellenza è l’ultimo scalino, ma al fondo ci siamo vicini non solo nel calcio ma anche in altri sport. Bisogna pensare di salvare il salvabile. Io spero si raggiunga la Serie D.

C’è qualche imprenditore disposto a costituire la società?

C’è un imprenditore, purtroppo di fuori, disposto sin da subito a mettere i soldi per fare l’Eccellenza ed è della provincia di Bari. Ha già gestito altre squadre di calcio di serie D e seconda divisione.

Alcuni tifosi sembrano non gradire uno di Bari, altri si meravigliano di come addirittura un barese debba salvare il Foggia

E’ la dimostrazione della situazione socio-economica che viviamo a Foggia. Non mi meraviglio più di niente. Sono nel mondo dello sport da 30, presidente provinciale del Coni da 8, ne ho visti di tutti i colori. Anche il Foggia in prima e seconda divisione è stato in mano a “stranieri” quindi voglio dire, non meravigliamoci più di tanto.

Questo imprenditore sarebbe disposto a fare solo l’Eccellenza?

Diciamo che questo imprenditore entrerebbe anche in una cordata di imprenditori per la D

Ci sono altri imprenditori?

Premetto che la figura del Coni ci ha dato un certo tasso di affidabilità, quindi posso dirle che abbiamo avviato dei contatti con altri imprenditori che presto incontreremo. Domani abbiamo un altro incontro con un imprenditore, anch’esso barese, che vorrebbe rilevare la società per fare la serie D. Abbiamo altri due, tre contatti che naturalmente gireremo al sindaco qualora ci accorgeremmo della loro affidabilità. Abbiamo la presunzione di poter fare una valutazione preliminare. Se si sono rivolti a noi è perché probabilmente vogliono un marchio di qualità. Ma ad ognuno proporremo l’azionariato popolare. Chi passa attraverso noi deve accettare questo principio.

Sarebbe una rivoluzione per lo sport foggiano?

Si, certamente. Le dico che la tifoseria non organizzata è già pronta. Meno quella organizzata con la quale però abbiamo avuto dei contatti e sembra che si stiano ricredendo. Significherebbe avere almeno 1000 persone, cioè 100mila euro. Un pacchetto di quote importanti.

Con la garanzia del sindaco, il mix Macchiarola, Vaccariello e imprenditori sarebbe la soluzione migliore secondo Lei per garantire un futuro al Foggia?

Sì, con il sindaco abbiamo parlato 20 giorni fa e ci ha dato l’ok a portare avanti l’azionariato popolare. Stasera parleremo con Chiappinelli, sperando di metterci d’accordo per evitare il disorientamento dei tifosi.

Alle 18 del 25 luglio le Sue sensazioni quali sono?

Sono positive anche perché penso ci sono diverse situazioni in itinere, quindi secondo me qualcuno prenderà il Foggia. Temo però nell’avventuriero dell’ultim’ora poco trasparente e che tenga fuori la tifoseria e la città.

Gradirei che il Foggia diventi come il Manfredonia di qualche anno fa: con un pool di imprenditori, un amministratore unico, la persona che ci tenga alla città. Anni che ho vissuto perché ero medico sociale della società e si respirava un’aria buona.

Vuole lanciare un appello ai tifosi e ai nostri lettori?

Fermo restando che se l’operazione dell’azionariato popolare non riuscirà restituiremo interamente le quote, indipendentemente da chi farà parte della società, sperando però in un nucleo forte e responsabile, ribadisco che questo è il momento giusto che i tifosi entrino a far parte della società. E’ una occasione irripetibile, ripeto irripetibile.

Massimiliano Nardella - Foggia Today

 

 

 

 

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