Furto al ‘Di Gioio’ di Carapelle, Tarantino: “Ora basta: costretti ad andare via”

Un nuovo problema che si aggiunge ai fari dell’illuminazione da tempo fulminati, e ai tanti problemi che impediscono l’autorizzazione a giocare in casa le gare ufficiali

Il luogo del furto

Esattamente tre anni dopo la storica vittoria del campionato di Prima Categoria con il salto in promozione, la società del presidente Mariano Tarantino potrebbe aver salutato definitivamente la cittadina dei Reali Siti.

Spesso il patron della formazione rossoblu aveva rimarcato il senso di abbandono totale nei confronti della squadra, ed in particolare i tanti problemi che affliggono il comunale di Carapelle, problemi che hanno impedito ai rossoblu di disputare in casa, le gare nelle prime tre stagioni in promozione, ma nella giornata di ieri la situazione è peggiorata a seguito di un atto compiuto presso la struttura comunale. Ignoti avrebbero infatti rubato il motorino dell’autoclave, un furto compiuto senza aver lasciato alcuna traccia sulle porte o agli ingressi al campo.

Un nuovo problema che si aggiunge ai fari dell’illuminazione da tempo fulminati, e ai tanti problemi che impediscono l’autorizzazione a giocare in casa le gare ufficiali. “Al termine del campionato di tre anni fa ricordo la promessa dell’allora sindaco Alfonso Palomba, che ci promise che entro Settembre di quell’anno sarebbero stati ultimati i lavori – confessa Tarantino – ma da allora nessun lavoro è stato effettuato, abbiamo giocato tre campionati ad Ordona e nel frattempo si è pensato di costruire un auditorium che resterà una cattedrale nel deserto, quando invece si sarebbe potuto investire su di una struttura che ospitava ben tre squadre di calcio”.

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All’appello di Tarantino si uniscono anche i presidenti della Carapellese e dell’Atletico Carapelle, che con la prima squadra potrebbero salutare Carapelle. Quest’anno infatti l’Atletico ha disputato il campionato di Seconda al Don Uva di Foggia, mentre la prima squadra gioca da tre anni ad Ordona, stesso destino potrebbe toccare alla Carapellese. “In tanti hanno bussato alla nostra porta per chiedere di fare calcio in altre città, ma ho sempre voluto fare calcio nella mia Carapelle – confida infine il presidente Tarantino – ma se la situazione non cambia noi, l’Atletico e la Carapellese saremo costretti a dire addio alla nostra amata città, che non ci permette di fare calcio come avremmo voluto”. 

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