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Biagio Morrone

Biagio Morrone

La qualità dov'è? Dalle fasce all'attacco, il Foggia si incarta anche con la Vibonese. Per uscire dalla crisi serve molto di più

Brutta prestazione del reparto avanzato e dei quinti di centrocampo. Kalombo sbaglia tutto, D'Andrea si muove poco e male. Dell'Agnello chiude con una espulsione evitabile. Si salva solo Morrone

Gli affetti da ottimismo cronico evidenzierebbero l’interruzione della striscia negativa nonché il primo clean sheet dopo diverso tempo. Ma gli spunti positivi terminano qui. Il Foggia non è riuscito a battere la Vibonese, squadra accorta e organizzata, ma di certo non impossibile da superare. E basta e avanza per sostenere che la strada per uscire dal tunnel sia ancora lunga. Allo Zaccheria si è vista una squadra ancora piuttosto spaesata, poco cattiva nella prima frazione, un po’ più intraprendente nella ripresa, ma incapace di capitalizzare al meglio un dominio territoriale a tratti imbarazzante. Ma il calcio è un gioco semplice: premia chi produce, chi tira in porta, chi segna. E il Foggia, per quanto abbia piantato i picchetti e messo tenda nella metà campo avversaria per tutto il secondo tempo, di pericoli veri per la porta di Marson ne ha creati troppo pochi. Né una punizione dai 25 metri stampatasi sul palo può essere assunta come pretesto per recriminare. Alla fine della fiera la valutazione finale resta la stessa: il Foggia non è diverso da quanto fa vedere. È una squadra dai contenuti tecnici non elevati – a voler essere buoni – con alcune individualità in grado di farle alzare il livello. Elementi da cui è difficile prescindere. E infatti non è un caso se il rendimento modesto nei primi 62 giorni di 2021 è coinciso con le assenze e/o prestazioni negative di Rocca e Curcio. Due vittorie – entrambe per 1-0 – cinque sconfitte e quattro pareggi – uno dei quali ottenuto allo scadere –, lo score della squadra di Marchionni dice tutto.

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli 6; Anelli 6 Gavazzi 6 Del Prete 6,5; Kalombo 4,5 (35’st Vitale s.v.) Garofalo 5,5 (1’st Cardamone 5,5) Morrone 6,5 Rocca 5,5 (9’st Salvi 5,5) Agostinone 5,5 (1’st Dell’Agnello 4); Curcio 6 D’Andrea 4,5 (18’st Nivokazi 5,5). A disposizione: Di Stasio, Galeotafiore, Germinio, Di Jenno, Iurato, Pompa, Balde. All. Marchionni 6

VIBONESE (3-5-2) Marson 6; Sciacca 6,5 Bachini 6 Redolfi 6 Ciotti 6 Laaribi 6,5 Tumbarello 5,5 Statella 6 (25’st Ambro 6), Mahrous 6; Berardi 5,5 (9’st Plescia 5,5) Parigi 5 (25’st Cattaneo 5,5). A disposizione: Mengoni, Murati, La Ragione, Falla, Leone, Di Santo, Mancino, Fomov. All. Roselli 6

Arbitro: Turrini di Firenze 6,5. Assistenti: Spagnolo di Reggio Emilia 6 – Maiorino di Nocera Inferiore 6

Fumagalli 6 – Potrebbe quasi passare il tempo a guardare la replica di Sanremo o un film su Netflix. Fortuna che qualche rinvio riesce a concederselo.

Anelli 6 – La Vibonese ha la consistenza offensiva di un grissino sotto la zampa di un elefante. E può trascorrere un pomeriggio di relativa tranquillità.

Gavazzi 6 – Una apprezzabile chiusura nel primo tempo a stanare una situazione potenzialmente scomoda. Poco altro da aggiungere, a parte qualche sventagliata da non far vedere a Coverciano e neanche nelle scuole calcio.

Del Prete 6,5 – Molto più visibile in proiezione offensiva. Anche perché i quinti rossoneri fan fatica a produrre un cross decente. Il suo piede è sicuramente più caldo ed educato. Rivederlo largo, magari in una linea a quattro non sarebbe delittuoso.

Kalombo 4,5 – Spiace doversi quasi accanire, ma tiri che manco un bambino di sei anni alla prima lezione di scuola calcio, cross sghimbesci che muoiono in curva, sono difficili da tollerare. Un’ala che non crossa bene, che tira ancora peggio, e non entra neppure dentro al campo per dettare una verticalizzazione, quali benefici può produrre alla fase offensiva? (35’st Vitale s.v.).

Garofalo 5,5 – L’occasione più ghiotta della prima frazione capita sul suo destro. Calcia anche bene, ma è poco fortunato. Sacrificato all’esigenza di aumentare il peso offensivo della squadra (1’st Cardamone 5,5 – La corsa c’è, le buone intenzioni – per dirla alla Bugo-Morgan – pure, la qualità dei traversoni un po’ meno).

Morrone 6,5 – Contro la Vibonese serve più qualità e finalmente Marchionni gli dà fiducia. Non ce ne voglia il buon Salvi, ma con lui in cabina di regia è tutta un’altra musica. Massimo due tocchi, palla che scorre veloce, si concede anche qualche lancio di prima, che potrebbero aumentare se quelli davanti si muovessero un po’ di più. Chiude stremato dopo aver toccato un centinaio di palloni e sbagliato (forse) un paio di tocchi.

Rocca 5,5 – Va al ritmo di un neon che sta per esaurirsi. Si accende e si spegne, ma i tempi in cui è giù sono oltremodo più lunghi di quelli in cui prova a dare la scossa ai suoi. Recrimina per un rigore (non proprio netto), in uno dei pochi strappi da vero Rocca. Poi un muscolo lo frega (9’st Salvi 5,5 – Soluzioni alternative il centrocampo non le offre, così tocca a lui entrare per Rocca. Il cambio di modulo lo porta a stare più dietro rispetto a Morrone per tamponare eventuali ripartenze. Eppure, non brilla per sicurezza e precisione).

Agostinone 5,5 – Due cross pseudo buoni, da cui si originano altrettante occasioni. Nulla di più in un primo tempo piuttosto timido, anche se meno pauroso di quello con la Ternana (1’st Dell’Agnello 4 – La sua fisicità in avanti si fa sentire troppo poco. Eppure, sarebbe il suo pane. Chiude in bellezza – si fa per dire – con un rosso decisamente stupido).

Curcio 6 – Premio per la ricerca costante del tiro. È l’unico che ci prova, gli va dato atto. Anche se nel complesso la prestazione resta mediocre. Certo, senza il palo carogna staremmo parlando di un gol decisivo. Fatto sta che non timbra il cartellino da oltre due mesi (Paganese-Foggia 1-4).

D’Andrea 4,5 – Si muove poco e male. Tocca palloni con la frequenza di un’olimpiade. Male, molto male (18’st Nivokazi 5,5 – Una buona sponda di testa e stop. Ancora troppo poco per comprenderne le doti).

All. Marchionni 6 – Non si può dire che non ci abbia provato. Intelligente la scelta di rinunciare a Salvi per lanciare Morrone. Altrettanto logico il passaggio al 3-4-1-2 a inizio ripresa. Ma urge qualche cambiamento tattico, perché sarà che le colpe sono da condividere, ma lì davanti c’è poco movimento e ancor meno qualità. Resta, tuttavia, un dubbio: che senso ha lasciare la difesa a tre contro un attacco inconsistente, piazzando Vitale a destra al posto di Kalombo?

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