Foggia-Venezia 2-2: le pagelle dei rossoneri

Deli scongiura la sconfitta con il primo gol in B della carriera. Il gol salva Beretta. Male ancora la difesa

E’ successo davvero di tutto allo Zaccheria. Una serata surreale, dai contenuti emozionali contrastanti. Dai complimenti sinceri a Inzaghi, agli attestati di stima reciproci tra i supporter delle due formazioni, si è passati ai cori contro i giocatori, fino ai molto meno amichevoli scambi di ‘complimenti’ in tribuna. Foggia-Venezia verrà ricordata sì per una rimonta che ha comunque del clamoroso, ma soprattutto per tutto quello che è successo fuori dal campo. Un po’ come se un contorno sfamasse più della bistecca che dovrebbe ‘accompagnare’. Ma bisogna anche parlare della partita: strana, pazza, a tratti inconcepibile: come i primi 75’ del Foggia, preso ripetutamente a schiaffi (metaforici, è bene precisare) da un Venezia al quale è mancato il cinismo che ha da sempre contraddistinto il proprio tecnico quando purgava le difese avversarie da attaccante di Juve e Milan. E’ mancato il diretto che manda al tappeto l’avversario, senza più la possibilità di rialzarsi. La genesi del rocambolesco pari – per il quale va comunque riconosciuto il merito ai rossoneri di averci creduto fino all’ultimo secondo – è rappresentata proprio dalla tenerezza offensiva dei lagunari. Dispensato dal colpo di grazia, il Foggia è riuscito a restare in piedi, seppur barcollando. Se un pari del genere possa scrivere un nuovo capitolo chiamato ‘svolta’, lo diranno le prossime due gare. Ma non è la prima volta che a un risultato viene data la medesima chiave di lettura. Pertanto, almeno questa volta, non è il caso di sbilanciarsi, né di richiamare episodi del passato, come la gara di Melfi di un anno fa.

Le pagelle

FOGGIA (3-5-2) Tarolli 6; Camporese 5,5 (35’pt Loiacono 6) Coletti 5,5 Martinelli 5; Gerbo 5,5 Agnelli 5,5 Agazzi 5,5 Vacca 5 (20’st Deli 7) Celli 5 (1’st Floriano 5,5); Chiricò 6 Beretta 6. A disposizione: Sarri, Sanchez, Lodesani, Figliomeni, Fedato, Rubin, Calderini, Ramè, Fedele. All. Stroppa 5,5

VENEZIA (3-5-2) Audero 6,5; Andelkovic 6 Bruscagin 6 Cernuto 6; Zampano 6 Falzerano 7 (42’st Soligo s.v.) Bentivoglio 6,5 Pinato 6 (32’st Suciu s.v.) Del Grosso 6,5; Zigoni 7,5 Marsura 5,5 (21’st Moreo 6). A disposizione: Vicario, Gori, Stulac, Fabiano, Geijo, Mlakar, Fabris, Garofalo, Signori. All. Inzaghi 6

Arbitro: Marinelli di Tivoli 6,5

Tarolli 6 – Stavolta non convince per alcune incertezze sulle palle alte, potenzialmente letali. Si riscatta con una parata su Zigoni, che tiene in piedi i suoi fino all’ultimo.

Camporese 5,5 – Si fa male alla mezz’ora e chiede il cambio. Fino a quel punto la sua era stata una gara senza infamia né lode, con piccole punte di mediocrità (35’pt Loiacono 6 – Si piazza sul centrodestra, come non gli capitava da molto tempo. Poi, con il ritorno al 4-3-3, va a fare il terzino sinistro. Nella girandola di ruoli non perde la bussola, malgrado tutto. E ci mette la nuca, sulla sventagliata di Coletti, da cui si origina il gol di Deli).

Coletti 5,5 – Il voto premia il lancio (o “sciabolata disperata” per dirla alla Piccinini) che conduce al gol di Deli. Il fatto che comunque la sufficienza non la conquisti la dice lunga sulla qualità della sua prestazione, a tratti difensivamente oscena.

Martinelli 5 – Sul secondo gol di Zigoni lascia che il figlio d’arte si giri e calci. Per l’ennesima volta cade sui fondamentali, e non va affatto bene.

Gerbo 5,5 – Gara condita da tanti errori, miste a buone intenzioni e qualche serpentina interessante. Non sempre però riesce a fare tutto bene fino alla fine. Se non altro, è tra quelli che spende litri di sudore fino al 90’.

Agnelli 5,5 – La garra non manca mai, la logica dei pensieri e la pulizia delle giocate invece… L’irruenza che profuma di disperazione, lo conduce anche a un’ammonizione tanto ingenua quanto commovente.

Agazzi 5,5 – Anche lui, alterna buone cose, soprattutto in interdizione, a banalissimi errori. Se non altro in quella posizione trasmette un senso di utilità maggiore rispetto a Vacca.  

Vacca 5 – Ok la febbre debilitante, ok gli acciacchi, ma lo standard di mediocrità va avanti da mesi, ormai. La posizione di mezzala dovrebbe aiutarlo, invece finisce solo per isolarsi sulla trequarti, allineandosi alle due punte, senza spunti offensivi né contributi tangibili in fase passiva (20’st Deli 7 – Il cambio che dà la sterzata, se non altro nelle motivazioni. Il ragazzo ha corsa e voglia. E l’innata capacità di inserirsi, che gli vale la prima gioia della carriera in B).  

Celli 5 – Malaccio sin dall’inizio. E sulla sua corsia Falzerano fa un po’ quello che gli pare, anche perché gli manca il sostegno della mezzala. Poco produttivo anche in avanti: uno stiramento lo tira fuori a fine primo tempo, ma la sensazione è che abbia solo anticipato i tempi del cambio (1’st Floriano 5,5 – Stroppa in sala stampa boccerà parzialmente la sua prestazione. Tutti i torti non ce li ha. Perché dovrebbe dialogare con Deli, e invece finisce per emularne i movimenti. Tuttavia tra i tanti esterni a disposizione, resta il solo al quale – condizione atletica permettendo – non si dovrebbe mai rinunciare).

Chiricò 6 – Anche lui alterna cross al bacio a ciabattate da terzinaccio vecchio stampo. Però pennella l’assist che Beretta traduce in gol.

Beretta 6 – Sufficienza ottenuta grazie al gol – sporco quanto fondamentale –, in una serata infarcita di errori.

All. Stroppa 5,5 – Le mani in tasca, la faccia immobile come una sfinge, fotografano alla perfezione il momento. L’impotenza di chi, al di là delle disamine tattiche, fa fatica a capire come svegliare la sua squadra. Il risveglio c’è stato, seppur tardivo. Il punto di domanda resta: è un fuoco di paglia, o i suoi giocatori hanno il carattere per uscir fuori dalla crisi?

  

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