Casolla beffa il Foggia. Non basta Cavallaro, è 1-1 allo Zaccheria

Dopo un primo tempo equilibrato, i rossoneri sbloccano con il suo fantasista, poi sciupano diverse occasioni, prima del pareggio di Casolla

I giocatori festeggiano il gol di Cavallaro

“Grazie lo stesso”, il messaggio che le Curve intonano, a suggello di un rapporto che resta forte, e si consolida nonostante una vittoria annusata, accarezzata, e svanita nei minuti finali. Colpe (tante) del Foggia, incapace di sfruttare le diverse occasioni fioccate dopo il gol (bello) di Cavallaro. Differente l’esito del confronto a distanza tra i due tecnici. Ai punti forse, Vivarini (squalificato e sostituito in panchina da Zambardi) ha la meglio sul collega Padalino.

Le scelte in partenza, e soprattutto in corso d’opera, hanno premiato il tecnico degli ospiti, come certifica il gol, realizzato da Casolla, pescato dalla panchina. Quella stessa panchina, alla quale Padalino ha attinto operando scelte un po’ meno sagge, come quella di rilevare Venitucci, inserendo Zizzari, che spesso si è trovato a doppiare i movimenti di Giglio, e a calpestare le medesime zolle di campo.

EQUILIBRIO – Il 4-4-2 del Teramo, che spesso si converte nel suo figlio 4-2-3-1, con l’arretramento di Gaeta alle spalle di Dimas, castigatore dei rossoneri nella gara di andata, mette in difficoltà i rossoneri proprio con i movimenti dei due attaccanti.

Il saliscendi dei due ha come obiettivo quello di portar via uno dei tre centrali (D’Angelo su tutti), per poi attivare le discese dei due tornanti, che spesso sbucano alle spalle di Filosa e Sciannamè, dal passo meno esplosivo rispetto a Sassano e Di Paolantonio. Veemente anche la partenza del Foggia, già al tiro al 1’ con Venitucci, al termine di un’azione brevettata da un ritrovato Cavallaro.

La vena dell’ex Nocerina, insieme all’inesauribilità di D’Allocco, fanno pendere il gioco del Foggia sul versante sinistro, da dove i rossoneri cercano di costruire le migliori occasioni, si vedano le due conclusioni di Cavallaro al 14’ (tiro sull’esterno della rete) e al 19’ (tiro cross respinto in angolo dal portiere) e l’uno-due Giglio D’Allocco, che il centrocampista archivia con una debole conclusione.

Il Teramo, ci mette un po’ a prendere le misure e a  dimostrare con i fatti la sua posizione in classifica, ma poi rischia di far male sulle ripartenze. Davvero pericolosa quella al 21’ con Dimas che manda in porta Gaeta, il quale fallisce malamente il controllo. Al 39’ è un rinvio immondo di Narciso, ad attivare Sassano, che ancora una volta mette Gaeta nelle condizioni di far male, ma la conclusione dell’attaccante è da dimenticare. Il primo tempo finisce con il più salomonico dei risultati.

SECONDO TEMPO – Sulla falsariga del primo tempo, il Foggia parte forte. D’Allocco al 1’ sollecita i riflessi di Serraiocco, così come Cavallaro al 5’, un minuto prima del gol che sblocca l’incontro. L’azione prolungata, parte dalla destra, da dove un cross lungo giunge a D’Allocco che raccoglie e rimette in mezzo, la sponda di Colombaretti per Cavallaro, è come il miele per gli orsi. Il destro del fantasista è perfetto e devastante come un fendente di Tyson.

FOGGIA VS TERAMO: LE PAGELLE

Serve il secondo gol, perché amministrare per mezz’ora è troppo pericoloso, e non è una dote di cui i rossoneri hanno piena padronanza. Sciannamè al 13’, ci riuscirebbe pure, se Dimas non facesse la cosa migliore della sua partita, salvando sulla linea di porta a portiere battuto.
Zambardi cambia mettendo Petrella per Sassano e Casolla per Dimas. Il secondo cambio sarà alla lunga decisivo.

Padalino risponde richiamando Venitucci e Colombaretti, inserendo Zizzari e Grea. E se il secondo cambio è logico, considerando la non ancora ottimale condizione dell’esterno, qualche perplessità la alimenta il primo. La soluzione del doppio attaccante, non produce gli effetti sperati anzi, porta ad un intasamento degli spazi, che conduce Giglio a ricoprire l’improbabile ruolo di esterno sinistro.

Da non trascurare l’enorme quantità di potenziali occasioni sciupate dai rossoneri, vuoi per un cross sbagliato, vuoi per un movimento in area non coordinato dei due attaccanti, vuoi per l’insistenza di Cavallaro nel cercare a tutti i costi il dribbling multiplo. Il finale si accende con improvvisi capovolgimenti di fronte, fino al gol di Casolla al 38’, abile a raccogliere un pallone proveniente dalla sinistra e a girarlo alle spalle di Narciso.

A poco serve l’ultimo spezzone giocato in superiorità numerica, per l’espulsione di Ferrani. Sulle due punizioni di Agnelli, al 41’ (respinta di Serraiocco) e al 49’ (cross in area e deviazione sul fondo di Grea), si spengono le speranze di inaugurare il 2014 con una vittoria. Poco male. La vetta resta a 5 punti, e la nona posizione lontana. Ma per il futuro, un po’ più di cinismo non guasterebbe.  

Tabellino

FOGGIA (3-4-3) Narciso; Filosa, D’Angelo, Sciannamè; Colombaretti (32’st Grea), Quinto, Agnelli, D’Allocco; Venitucci (28’st Zizzari), Giglio, Cavallaro. A disposizione: Micale, Pambianchi, Sicurella, Curcio, Leonetti. All. Padalino

TERAMO (4-2-3-1) Serraiocco; Ferrani, Caidi, Speranza, Scipioni; Lulli, Arcuri; Sassano, Gaeta, Di Paolantonio; Dimas. A disposizione: Narduzzo, Gregorio, Bernardo, Bucchi. All. Zambardi (Vivarini squalificato)

ARBITRO: Lanza di Nichelino

MARCATORI: 6’st Cavallaro (F), 38’st Casolla (T)

AMMONITI: Quinto (F), Ferrani (T), Dimas (T), Cavallaro (F), Lulli (T)

ESPULSI: 40’st Ferrani (T) per doppia ammonizione

NOTE: Angoli 8-3 per il Foggia. Recupero 0’ pt, 4’ st

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