Allo Zaccheria tra Foggia e Taranto vince la noia

Allo Zaccheria il derby pugliese termina a reti bianche. I rossoneri colpiscono due legni, gli ionici protestano per un rigore negato a Sy

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Con un pari a reti bianche nel derby contro il Taranto, il Foggia di Zeman dà l'arrivederci ai suoi tifosi nella penultima giornata di campionato. Un pareggio che non è stato però avaro di occasioni, nonostante le scarse motivazioni da ambo le parti e il gran caldo.
 

FORMAZIONI - Nel Foggia Zeman rispolvera Ivanov in porta e Caccetta in difesa a destra in luogo del capitano Candrina; a centrocampo, complice l'assenza di Salamon, Burrai si sposta nel ruolo di playmaker con l'inserimento sulla destra di Kone mentre in attacco confermato il terzetto composto da Farias, Sau e Insigne. Nel Taranto Dionigi schiera un compatto 3-4-3 puntando sulle sgroppate di Antonazzo a destra e Garufo sulla sinistra, mentre Rantier e Sy sostengono la punta Girardi.
 

LA PARTITA - Complice la classifica, che ormai ha ben poco da dire, le due squadre entrano in campo con l'atteggiamento tipico di una partita di fine campionato; la gara non decolla e i ritmi sono blandi e a poco serve l'occasione di Sy al primo minuto su cui Ivanov esce in anticipo, per movimentare la partita. I foggiani fanno la partita, ma sbagliano troppo in fase di palleggio non sfruttando la buona vena di Farias.

Per la svolta bisogna aspettare il 26' quando Insigne parte da sinistra, converge verso il centro ed effettua un tiro a giro che la traversa respinge. La partita si vivacizza, il Foggia crea numerosi pericoli soprattutto a destra dove Farias è ben supportato dagli inserimenti di Kone. La squadra di Dionigi invece, si affida solo alle ripartenze e al 33' deve rinunciare a Coly che viene rilevato da Colombini. Proprio da una ripartenza, il Taranto sfiora il gol al 37' quando Rantier, ben imbeccato da Sy, si presenta davanti ad Ivanov che si fa trovare pronto respingendo con il piede la conclusione del numero dieci transalpino. Il Foggia, dal canto suo, va vicino al gol in due occasioni, prima con Laribi al 39' con un destro a giro terminato sul fondo, poi con Farias che viene anticipato in uscita dall'ex Bremec dopo un pregevole passaggio filtrante di Laribi.

Al 44' proteste da parte del Taranto per un contatto dubbio in area tra Romagnoli e Sy, il difensore forse tocca la gamba dell'attaccante che però si lascia andare. L'arbitro lascia proseguire. La prima frazione si chiude con l'occasione più ghiotta dell'incontro quando Insigne da sinistra crossa sul secondo palo, Farias colpisce al volo il pallone che si stampa sul palo, poi Sau ribatte debolmente e Bremec riesce a salvare sulla linea.

Nella ripresa Dionigi costretto a rilevare l'infortunato Cutrupi con Sabatino e passa al 4-4-2 arretrando Garufo sulla linea dei difensori e spostando Sy sulla fascia sinistra a centrocampo. Il cambio di modulo giova ai rossoblu che soffrono di meno un Foggia che, complice il calo fisico di Sau e Farias, lentamente si spegne. Pochi i sussulti se si eccettuano due conclusioni scialbe dalla distanza di Insigne; a poco serve l'inserimento di Agodirin e Varga al posto degli esausti Sau e Farias. Al 43' Ivanov si fa ancora trovare pronto su una conclusione di Rantier, mentre un minuto dopo Insigne si libera alla grande convergendo verso il centro ma ciabatta di destro mandando il pallone sul fondo. La gara si avvicina lentamente verso un pareggio tutto sommato giusto.

Il Taranto perde l'opportunità di restare agganciato alla Juve Stabia al quarto posto, il Foggia saluta il proprio pubblico, che anche oggi non ha negato il proprio sostegno, e raccoglie il primo punto dopo tre sconfitte consecutive. Resta però il dato statistico che vede i rossoneri all'asciutto in casa per la seconda partita di fila, forse il piccolo sintomo di un calo psicofisico che si è palesato nell'ultimo mese e mezzo.
 

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