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La curva Sud

La curva Sud

Foggia-Taranto 0-1, un gol di Sciaudone decide il derby pugliese

Nel derby del girone A di Lega Pro, prima divisione, il Taranto coglie i tre punti con il minimo sforzo grazie ad un gol di Sciaudone al 13'. Partita cattiva con tanti ammoniti e poche occasioni da gol. Espulso Venitucci per doppia ammonizione

 

Neanche il derby regala sorrisi ai tifosi rossoneri, il Taranto giunge allo Zaccheria e si prende tre punti importantissimi per la sua corsa verso il primo posto. I rossoneri invece rimediano l'ennesima scoppola in casa e ora la situazione in classifica comincia a farsi preoccupante. Una prova davvero brutta, macchiata anche dal mancato omaggio iniziale a Paolo Lazzotti, una caduta di stile evitabile.  

LA PARTITA - La differenza sostanziale tra le due squadre, che consente anche ai più disinformati di comprendere come mai undici punti separino in classifica gli ospiti dai padroni di casa prima della partita, appare evidente osservando le due formazioni scese in campo. Negli ionici, Dionigi inserisce una formazione dall'ossatura ormai consolidatasi nelle ultime settimane, dove l'unico cambio significativo è dettato dalla squalifica di Prosperi, rimpiazzato da Colombini, mancino anche lui e sostituto naturale nella zona mancina del terzetto difensivo. Per il resto, uomini confermati con il rientro dei titolari Bremec (in porta) e Sosa (in difesa sulla destra). Nel Foggia, la parola continuità è un concetto distante anni luce più o meno quanto lo è per un indiano mangiare carne di manzo. Stringara cambia ancora, lanciando Bianchi in mediana, Defrel in avanti con Tiboni e Venitucci, e invertendo le posizioni di Traore e Lanzoni in difesa. Proprio quest'ultima scelta, sulla carta utile a contrastare le avanzate di Antonazzo, si rivela controproducente. Perché il primo si trova a giocare spesso sul piede meno buono, con conseguenti errori in fase di disimpegno. Il secondo invece diventa involontario protagonista in occasione del gol vittoria di Sciaudone, ciabattando un pallone proveniente dalla sinistra su cross di Rizzo, e servendo un assist al bacio per il numero 8 tarantino che con un preciso piatto, spiazza l'incolpevole Ginestra. Una delle poche emozioni della gara dà il via ad una fase caratterizzata dal gioco duro e da episodi poco spettacolari. Tra i rossoneri Frigerio è la povera vittima designata delle ficcanti sgroppate di Antonazzo, Bianchi si nota solo per il fallo da ammonizione e per un secondo più grave non sanzionato dal clemente Abbattista. In avanti le tre punte sono più immobili delle pale eoliche che dominano le campagne del subappennino dauno. Nella squadra di Dionigi invece, ogni giocatore interpreta il ruolo alla perfezione, anche perché non esistono giocatori fuori ruolo, e in più l'elemento con i piedi più nobili Chiaretti, risponde alle aspettative del suo tecnico a differenza del suo omologo Venitucci. Proprio il dieci rossonero si rende protagonista dell'ennesimo episodio negativo, facendosi espellere per doppia ammonizione in apertura di gara pochi secondi dopo la più grande occasione costruita dai rossoneri per opera di Defrel, non tramutatasi in gol solo per merito di uno strepitoso Bremec. Rimasta in dieci, la squadra di Stringara si affida solo alla forza dei nervi per cercare il gol del pareggio, che non arriva. Sul taccuino dei cronisti si aggiornano solo i cartellini gialli e le sostituzioni, più un fallo di mano di Di Deo sul quale i rossoneri reclamano il calcio di rigore. Troppo poco per poter sperare di raddrizzare la partita. Il Taranto torna a vincere allo Zaccheria venticinque anni dopo l'ultimo trionfo, e consolida la seconda piazza. Per la squadra di Stringara è tempo di farsi un serio esame di coscienza, e forse anche il caso di non parlare più di playoff perché il Benevento quintultimo dista soltanto 1 punto.

LA CHIAVE DEL MATCH - Anche quest'oggi un episodio sfortunato penalizza l'undici rossonero. Sbagliato però sarebbe ancora una volta appellarsi all'ormai inflazionato alibi della sfortuna, per leggere correttamente la gara. Le due squadre di speculare hanno soltanto il modulo di partenza, ma negli interpreti e nei movimenti di gioco sono agli antipodi. Nel Foggia sembra ci si affidi costantemente al culto dell'improvvisazione, mentre il Taranto è espressione esemplare dell'ordine tattico e del cinismo, manifestatosi oggi in una partita nella quale di certo gli ionici non sono sembrati il Real Madrid di Puskas e Di Stefano. Ma le partite si vincono anche così. 

LE PAGELLE DI FOGGIA-TARANTO

I tabellini di Foggia-Taranto 0-1

Foggia (3-4-3) Ginestra; Lanzoni, Gigliotti, Traorè; Molina, Bianchi (1'st Wagner), Meduri, Frigerio (28'st Cruz); Venitucci, Tiboni (1'st Giovio), Defrel. A disposizione: Botticella, Toppan, Cardin, Agodirin. Allenatore Stringara

Taranto (3-4-1-2) Bremec; Sosa, Coly, Colombini; Antonazzo, Sciaudone, Di Deo, Rizzi; Chiaretti (35'st De Gasperi), Guazzo (16'st Giorgino), Rantier (21'st Girardi). A disposizione: Faraon, Cutrupi, Sabatino, Pensalfini. Allenatore Dionigi.

Arbitro: Eugenio Abbattista di Molfetta

Marcatori: 13'pt Sciaudone

Ammoniti: Frigerio (F), Venitucci (F), Bianchi (F), Tiboni (F), Guazzo (T), Rantier (T), Rizzi (T)

Espulsi: Venitucci al 9'st per doppia ammonizione. 

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