Foggia-Pescara, tra rivalità e incroci di storie e uomini: lo 'Zac' si prepara al ritorno di Zeman

Il boemo torna allo Zaccheria da avversario 23 anni dopo, rendendo ancor più speciale una sfida che non è mai stata banale

Presente e passato che si intrecciano chirurgicamente. Una rivalità territoriale e calcistica mai tramontata, neppure durante i tanti anni in cui le due squadre non si sono affrontate. Foggia-Pescara non è una partita qualunque, né mai lo sarà. Checché ne dicano i puristi dei numeri, quelli per cui ogni gara vale solo tre punti. Non sarà così. Non può esserlo a maggior ragione se c’è una corsa salvezza da avviare quanto prima (per il Foggia) e una situazione di classifica non proprio positiva da rovesciare (per gli abruzzesi). E poi c’è il passato recente, a cominciare dal quel 5-1 di quasi cinque mesi fa, che trasformò in incubo un pomeriggio che i rossoneri avevano agognato per quattro lustri.

Infine, il tocco d’artista, quello che differenzia un buon disegno da un capolavoro. L’incrocio Zeman-Stroppa, il ritorno di Sdegno allo Zaccheria, rendono estremamente speciale e piacevole la sfida di sabato pomeriggio. Zeman tornerà nel tempio rossonero da rivale ben 23 anni dopo l’ultima volta, quando alla sua prima stagione sulla panchina della Lazio vinse di misura grazie a una bomba su punizione di Beppe Signori. Risultato, quest’ultimo, che sancì il ritorno in B dei satanelli. Il fato volle che fosse proprio lui a scrivere l’epilogo di una favola che lui stesso aveva cominciato a comporre. Ma il Foggia per Zeman resterà sempre la creatura più amata e controversa, sentimento determinante per il suo clamoroso ritorno nell’estate del 2010. Un sogno, però, che durò la miseria di 12 mesi. Seguirà un addio amaro, che ne incrinò i rapporti con Don Pasquale Casillo, e il passaggio proprio a Pescara, riportato in serie A grazie ai gol di Insigne e Immobile, e alle geometrie di un giovanissimo Verratti. In serie A lo avrebbe sostituito proprio Giovanni Stroppa.

Foggia e Pescara, Stroppa e Zeman, squadre e uomini, storie che di sovente gli dei del calcio si sono divertiti a legare. Sabato, però, saranno i giocatori a decidere i propri destini, e, forse, anche quelli dei rispettivi allenatori, le cui posizioni non sembrano così salde come a inizio stagione. D’altronde i risultati ottenuti fin qui sono stati poco esaltanti: il Foggia con un impronosticabile score negativo tra le mura amiche, che ha inciso non poco sull’attuale classifica; gli abruzzesi che invece hanno dovuto rivedere le ambizioni d’alta classifica chiudendo la prima metà di stagione occupando un anonimo 11esimo posto. Rivalità e storia, passato e futuro, ambizioni e classifica: fra due giorni c’è in palio tanto.

PRECEDENTI – Che Foggia-Pescara non sia mai una gara banale, lo dice la storia. Tanti i protagonisti che in momenti diversi hanno scritto i destini di entrambe le squadre. Otto anni fa l’ultimo precedente allo Zaccheria: vinsero i rossoneri con un gol di Millesi, in una delle stagioni più travagliate della storia recente, conclusasi con lo spareggio playout vinto grazie all’indimenticabile inzuccata del ‘carneade’ Caraccio. Sulla panchina dei biancazzurri c’era un certo Eusebio Di Francesco (altro allievo di Zeman), che condusse la squadra fino alla serie B, grazie alla finale playoff vinta contro il Verona. In quella squadra c’era anche Tommaso Coletti, che qualche anno dopo avrebbe (ri)festeggiato una promozione stavolta con la maglia rossonera.

Nell’ottobre del 1997 si disputò, invece, l’ultimo confronto in Serie B. Vinsero ancora i rossoneri, grazie a una rete di Vukoja (che qualche stagione dopo sarebbe finito a Pescara). Finì 1-2 la sfida di 39 stagioni fa, sempre in Serie B, in quella che resta l’ultima vittoria abruzzese in Capitanata. E fu una giornata amara per i satanelli, che retrocessero in Serie C, mentre gli abruzzesi avrebbero poi vinto lo spareggio promozione. In totale sono 12 i successi rossoneri, 5 i pareggi (l’ultimo nel 1996/97) e 2 le vittorie biancazzurre.

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