Foggia-Perugia 1-0: le pagelle dei rossoneri

Greco trascinatore, bene la difesa, Gerbo e Busellato corsa, garra e qualità. Deli sotto tono, Iemmello in crescita

L’urlo di Greco, il boato dello Zaccheria. Che può ancora sperare. Sì, perché fino a dieci giorni fa il rischio che quella col Perugia potesse essere una gara (quasi) inutile, era piuttosto tangibile. Il Foggia è ancora vivo, malgrado (per dirla alla Grassadonia) i De Profundis post pareggio col Livorno e sconfitta di Cremona, che pure li avevano legittimati. Il doppio turno interno è stato sfruttato al meglio dalla squadra di Grassadonia che adesso si trova in una condizione migliore: sia chiaro, per la salvezza i giochi sono ancora aperti, sul futuro dei rossoneri troneggia ancora un grosso punto interrogativo. Ma sabato a Verona la squadra sa di essere artefice del proprio destino, senza dover dipendere totalmente dalle disgrazie altrui. Che comunque (il riferimento è a Livorno e Salernitana) non sarebbero sgraditi. C’è, però, la consapevolezza che una vittoria per lo meno scongiurerebbe la retrocessione diretta. Ed è già qualcosa.

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Quel che non dovrà mancare al Bentegodi è lo spirito visto nelle ultime gare, l’imprescindibile fame che ha consentito alla squadra di difendere strenuamente il vantaggio ottenuto dal rigore di Greco. La voglia di portare a casa una vittoria, il sogno di una salvezza ancora possibile. Per una piazza che c’è stata, c’è e ci sarà, malgrado tutto. Lo hanno confermato il mister Grassadonia e lo stesso Leandro Greco. Il regista che a gennaio ha deciso di nuovo di scegliere Foggia, per l’ambiente che sa esaltare come pochi i giocatori carismatici. Quel carisma senza il quale non si riuscirebbe a scagliare in porta un pallone pesante quintali: “Dentro quel pallone c’era tutta la città”, ha dichiarato il regista rossonero nel post partita. C’è da credergli. Ed è per questa città che si andrà al Bentegodi alla ricerca di un’impresa: i tifosi si stanno preparando per l’ennesima invasione. Sperando che il sogno possa proseguire. Nulla è impossibile. Basta crederci. Ancora.

Le pagelle

FOGGIA (3-5-2) Leali 6,5; Martinelli 6,5 Billong 6,5 Ranieri 6,5; Gerbo 7 Busellato 7 (33’st Agnelli 6) Greco 7 Deli 5,5 (22’st Galano 5,5) Zambelli 6 (37’pt Loiacono 6,5); Mazzeo 6 Iemmello 6,5. A disposizione: Noppert, Agnelli, Tonucci, Arena, Ngawa, Cicerelli, Galano, Chiaretti, Boldor, Matarese, Di Masi. All. Grassadonia 6,5

PERUGIA (4-3-1-2) Gabriel 6,5; Rosi 6 Gyomber 6 El Yamiq 6 (27’st Sgarbi 5) Mazzocchi 4,5 (1’st Falasco 5,5); Kouan 5,5 Carraro 5,5 Dragomir 6 (20’st Michael 5,5); Verre 6,5; Sadiq 5,5 Vido 5. A disposizione: Bizzarri, Perilli, Felicioli, Ranocchia, Cremonesi, Moscati, Falzerano, Han. All. Nesta 5,5

Leali 6,5 – La parata più difficile la compie su Carraro. Dopo la doppietta di Gori non era il caso di veder gioire un altro ex rossonero. Da ex perugino, invece, può festeggiare lui.

Martinelli 6,5 – In avvio, subito un paio di leggerezze. Riesce a restare sul pezzo, tentando di arginare, con tutti i metodi, Vido. Nell’ultimo segmento le palle alte sono tutte le sue.

Billong 6,5 – Sadiq gli scappa una volta, fortuna che poi si incarti da solo. Unica sbavatura di una partita perfetta, lanci a parte.

Ranieri 6,5 – Prima braccetto, poi vice Kragl. Manda in fumo il contachilometri per quanto corre. Anche quando i crampi cominciano a tormentarlo.

Gerbo 7 – Manca il sinistro di Kragl, ed ecco che ci prova col suo. Per poco Iemmello non segna un gol fotocopia a quello rifilato allo Spezia. Poi, la solita dose di corsa e percussioni sulla fascia. È un motorino col serbatoio di un camion, non si spiegherebbero così tanti chilometri percorsi. E non perde la lucidità delle scelte: indovinate un po’ che consegna a Mazzeo la palla nell’azione del rigore.

Busellato 7 – Con un Deli a mezzo servizio – a voler essere magnanimi – è lui a tentare di supportare le due punte. Alza il pressing, ringhia sui portatori di palla avversari con furore e costanza. Chiedere a Mazzocchi per conferma. Avrebbe anche due palle per sbloccarla, clamorosa la seconda, ma viene tradito da uno stop non irreprensibile. Piccolo neo che non macchia una prestazione di livello (33’st Agnelli 6 – Un po’ come per Loiacono: non è il tempo delle gentilezze, e fa sentire gli artigli a chiunque gli capiti a tiro. Il metro british dell’arbitro ne agevola il compito).

Greco 7 – Nel post gara dirà di non essere soddisfatto della prestazione. Vero che soffre i movimenti di Verre, altrettanto vero la gara di qualità, sostanza e intelligenza tattica. E poi c’è il rigore, difficilissimo di sti tempi allo Zaccheria. Ma lui ha le spalle larghe per prendersi certe responsabilità.

Deli 5,5 – Condizione non al top e si vede. Tarda a entrare in partita e la squadra ne risente; l’assenza di Kragl fa sì che lui sia il giocatore tecnicamente e tatticamente più adatto a supportare le due punte. Mancano gli strappi, e anche la precisione nell’ultimo passaggio (22’st Galano 5,5 – Si piazza sulla destra, in attesa della palla giusta. Più che correre, rincorre gli avversari. Alla fine la palla giusta se la ritroverebbe pure, il suo lob mancino non merita di essere ricordato).  

Zambelli 6 – Adattato a sinistra, in parte si vede. L’impegno e la diligenza non mancano, così come un paio di fughe niente male. Fino al contrasto dove il ginocchio chiede il conto. Si spera, non troppo salato (37’pt Loiacono 6,5 – Senza fronzoli, come le contingenze richiedono. Sparacchia via ogni pallone orbiti nella sua zona, dai più tiepidi a quelli arroventati).

Mazzeo 6 – Il voto sta tutto nel rigore procuratosi. Movimento giusto, copertura della palla, e Sgarbi lo affossa. Prima, non il miglior Mazzeo. Anzi. Poco movimento e ancor meno giocate di livello, a parte una sventagliata da regista consumato. Ma serve di più. Ammesso che ne abbia.

Iemmello 6,5 – Rispetto a Mazzeo ci mette tanta corsa. Per una volta mette da parte l’indolenza che spesso lo contraddistingue. L’atteggiamento è quello giusto, tanto da far passare in secondo piano un lavoro offensivo non sempre di alto livello. Tuttavia, la sensazione è che adesso l’attacco non possa prescindere da lui.

All. Grassadonia 6,5 – La squadra è ancora viva e ci crede. Stavolta le scelte in corsa destano meno perplessità. Si gioca le tre punte per vincerla, poi la squadra difende bene il risultato senza concedere nulla. Ora testa a Verona. L’impresa è ancora possibile.

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