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Olli Kragl (Ph. R. D'Agostino)

Olli Kragl (Ph. R. D'Agostino)

Foggia-Padova 2-1: le pagelle dei rossoneri

Kragl uomo in più, non solo per il gol che rimette in piedi la squadra. Cicerelli determinante con la sua seconda perla stagionale. Bizzarri ancora in difficoltà. Bene Gerbo, Galano e Busellato

L’urlo di Kragl, la gioia di Cicerelli, il boato dello Zaccheria. Le tre cose più belle di un mercoledì sera di inizio autunno che di colpo si è infiammato nelle fasi finali. Il Foggia ruggisce e mostra gli artigli: è una creatura ferita e allo stesso tempo ancora immatura, ma che ha grandi doti. Che vanno solo alimentate e affinate. Ecco perché la vittoria di ieri sera con il Padova conta più dei semplici tre punti, che pure sono pesantissimi in ottica penalizzazione. Finalmente la squadra ha mostrato quel piglio, quel carattere, quella cattiveria che nelle precedenti quattro gare si era palesata solamente a tratti. Ed è da lì che bisogna ripartire, prima ancora che dal bel gioco. Quello giungerà solo con il lavoro e il recupero a tempo pieno di alcune pedine fondamentali (ottimo il rientro di Busellato, e si è rivisto pure Rizzo), ma intanto i tifosi possono sperare per il prosieguo: ieri ha visto che la squadra al risultato ci può arrivare anche con altre armi, quelle imprescindibili nei momenti di difficoltà. E non è mica una cosa banale.

Il film fotografico di Roberto D'Agostino 

Le interviste 

Le pagelle

Foggia (3-4-2-1) Bizzarri 5; Loiacono 6 Camporese 6 Martinelli 6; Gerbo 6,5 Busellato 6,5 (12'st Cicerelli 7) Carraro 6 Kragl 7,5; Galano 6 (44'st Zambelli s.v.) Deli 5,5 (29'st Rizzo 6); Mazzeo 6. A disposizione: Noppert, Ranieri, Agnelli, Tonucci, Cavallini, Chiaretti, Boldor, Ramè, Gori. All. Grassadonia 6,5

PADOVA (3-5-2) Merelli 5,5; Ravanelli 6 Capelli 6 Trevisan 6; Mazzocco, Sarno 5,5 (12'st Broh 5,5) Cappelletti 6 Belingheri 6 (30'st Pulzetti 6) Contessa 6,5 Bonazzoli 5 (22'st Clemenza 5,5) Capello 5,5. A disposizione: Perisan, Serena, Ceccaroni, Minesso, Guidone, Zambataro, Marcandella, Chinellato, Mandorlini. All. Bisoli 6

Arbitro: Di Martino di Teramo 5,5

Bizzarri 5 – Esco o non esco? Intanto il traversone arriva, e quando Mazzocco impatta per lui è troppo tardi. Errore da matita rossa. Sarebbe da matita blu quando incespica sul pallone e lo raccoglie con le mani per evitare il gol, ma cagionando una punizione in area che avrebbe potuto cambiare (in peggio) le sorti del match.

Loiacono 6 – Si piazza lì sul centrodestra a contenere i rari attacchi avversari. Alla fine ci prova a dare il suo contributo in fase offensiva, ma i tiri dalla distanza non appartengono al suo repertorio.

Camporese 6 – Prova a tenere alta la difesa nei momenti di maggiore pressione. E lo fa discretamente. Dietro gli affanni sono ridotti ai minimi termini, data l’inconsistenza offensiva dei veneti.

Martinelli 6 – Si fa scappare l'avversario una sola volta a metà ripresa. Errore che, fortunatamente, non crea danni. Quello sotto porta è più comprensibile (anche se lo specchio era liberissimo) dato che segnare non è il suo mestiere.

Gerbo 6,5 – A fine gara Grassadonia ne esalterà la partita e lo spirito. Giustamente. Perché il ragazzo ci mette corpo e spirito, e una presenza costante sull’out di destra in proiezione offensiva. E da buon jolly, non si scompone quando l’ingresso di Cicerelli ne richiede lo slittamento al vecchio ruolo di mezzala.

Busellato 6,5 – Con Gerbo forma una catena solida, che forse ha solo bisogno di tempo per diventare più pungente. Ma l’ora scarsa di Busellato è di assoluta qualità oltre che alla già preannunciata quantità. Si veda il cioccolatino che manda in porta Kragl, su cui Merelli è fenomenale (12'st Cicerelli 7 – Segna un gol pesantissimo in una gara che, fino a quel punto, lo aveva visto un po’ ai margini, ma solo perché il gioco ormai si appoggiava quasi esclusivamente sulle invenzioni di Kragl. E anche il suo gol, meraviglioso, parte da un cross del tedesco).

Carraro 6 – Solido e cazzuto nei momenti difficili. Non spiccano le sue geometrie, ma resta sul pezzo fino alla fine, senza perdere mai la lucidità.

Kragl 7,5 – Sovrastato da Mazzocco in occasione del gol. Errore al quale prova a porre rimedio. Su punizione, al volo di sinistro, di testa, di destro. Ci ha provato in tutte le maniere a far gol, finché Merelli non gli ha dato una mano. Uomo ovunque che si prende sulle spalle la squadra per farla uscire dalla crisi. Diranno che il Foggia è Kragl dipendente, ma quale squadra non dipende dai suoi giocatori più forti?

Galano 6,5 – Encomiabile quando rincorre ogni portatore di palla che orbiti dalle sue parti, come se fosse il più consumato dei mediani. Gioca più da trequartista che da esterno destro “a piede invertito”, e l’intesa con Deli e Mazzeo è da affinare, ma le premesse sono buone così come, nel complesso, la sua prestazione. Chiusa con gli applausi dello Zaccheria, i primi (si spera) di una lunga serie. (44'st Zambelli s.v.)

Deli 5,5 – Partenza ficcante, con due tre serpentine delle sue. Poi decide che è il caso di riposarsi, e sparisce dal gioco per minuti interminabili. Si ripropone con un destraccio che nelle intenzioni doveva finire all’incrocio, per poi ripiombare nell’oblio (29'st Rizzo 6 - Di incoraggiamento. Finalmente riassapora il campo in un momento, peraltro, piuttosto delicato).

Mazzeo 6 – La sua è una gara intelligente, per come si mette a disposizione della squadra. Si propone spesso nel gioco di sponda con Deli e Galano. E in un paio di circostanze vengono fuori cose molto interessanti. Al tiro lo si vede poco, perché la maggior parte delle palle di Kragl richiederebbero una punta abile nel gioco aereo.

All. Grassadonia 6,5 – La vittoria del gruppo, del cuore e del carattere. Per il bel gioco che piace a lui bisogna aspettare. La squadra sembra affidarsi più alle iniziative dei solisti che a una sinfonia orchestrata. Ma, più di ogni cosa, contava vincere. E le modalità con le quali la squadra ha strappato la vittoria sono quelle giuste, che spesso ti aiutano a svoltare.

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