Foggia-Melfi, le pagelle: Cavallaro e Gerbo in netta ripresa, male D'Allocco

Il numero dieci rossonero è il più vivace in attacco, ma gli manca la fortuna al tiro. Bene anche i centrali difensivi. Giornataccia per il jolly foggiano. In crescita Gerbo

Termina a reti bianche la sfida tra Foggia e Melfi, valida per la terza giornata di Lega Pro unica girone C. Un risultato che ricalca alla perfezione l’equilibrio che per lunghi tratti del match si è evidenziata. Meglio il Foggia della ripresa, anche se è mancata una certa brillantezza negli ultimi 15 metri. Nonostante un finale chiuso con in costante proiezione offensiva e con quattro giocatori offensivi (esordio per Sarno, ndr), i rossoneri non sono riusciti a far breccia nella retroguardia lucana. Un pareggio che lascia un po’ di amaro in bocca ma che rende giustizia alla prova delle due squadre.

Le Pagelle

FOGGIA (4-3-3) Narciso 6,5; Bencivenga 6 (36’st Grea s.v.) Loiacono 6,5 Gigliotti 6,5 Agostinone 6; Agnelli 6 Sicurella 6 (25’st Sarno 6) Gerbo 6,5; D’Allocco 5 (9’st Bollino 5,5) Iemmello 6 Cavallaro 6,5. A disposizione: Tarolli, Curcio, Potenza, Leonetti. All. Brescia – De Zerbi 6

Narciso 6,5 – Un solo grande intervento, nella ripresa, quando toglie dall’incrocio una girata volante di Berardino. Non sbaglia nulla, e sulle uscite l’area è di suo dominio

Bencivenga 6 – Sufficienza stiracchiata se non altro perché in difesa tiene. Ma la spinta sulle fasce che il gioco di De Zerbi e Brescia richiede, si vede poco, il più delle volte sul versante opposto. Con D’Allocco l’intesa stenta a costruirsi, e di sortite offensive manco a parlarne

Loiacono 6,5 – Pronti via e viene subito ammonito per un fallo di mano. Con grande lucidità e freddezza fa sì che il cartellino non diventi una scomoda zavorra. Gioca pulito, e con la tranquillità dei veterani. Se la cava egregiamente nella ripresa, quando aumentano le ripartenze del Melfi e con essa i pericoli

Gigliotti 6,5 – Sicuro e preciso anche lui. Se solo fosse meno teatrale dopo i contrasti, ed evitasse di stramazzare al suolo tre o quattro volte a partita, sarebbe perfetto

Agostinone 6 – Gara priva di sbavature, ma pecca di coraggio quando deve spingere, rifugiandosi spesso nel passaggio all’indietro

Agnelli 6,5 – Primo tempo senza gli inserimenti che lo hanno visto protagonista nelle prime due gare di campionato. Più in evidenza nella ripresa, quando le squadre si allungano, e aumentano gli spazi per lanciarsi palla al piede

Sicurella 6 – Meglio quando è deputato ai compiti di copertura. Quando deve impostare aumentano i problemi. Più sciabolatore che fiorettista

Gerbo 6,5 – Vivace, cattivo e intraprendente. Un altro Gerbo rispetto a quello timido e compassato delle prime due giornate. Va ad un soffio dal gol con un gran destro dal limite. Bene anche nella ripresa come frangiflutti davanti alla difesa, dopo l’ingresso di Sarno e il passaggio al 4-2-3-1

D’Allocco 5 – Sbaglia praticamente tutto, dagli inserimenti ai semplici stop. Una giornataccia

Iemmello 6 – Si batte con il suo proverbiale spirito guerriero, ma di palloni giocabili se ne vedono pochi. Ha due occasioni nella ripresa, sulla prima è bravo il difensore ad impedirgli una comoda deviazione sotto porta; sulla seconda non riesce a calciare con la giusta potenza per impensierire il portiere avversario

Cavallaro 6,5 – Il primo pallone forse lo tocca dopo un quarto d’ora. Come un diesel viene fuori alla distanza, e alla prima conclusione sfiora il gol con un gran destro. Nel primo tempo è quello che calcia di più, ma manca la precisione. Resta il più attivo anche nella ripresa, gli manca solo l’atto finale, ovvero il gol

Bollino 5,5 – Tanta corsa e voglia di fare, ma manca di precisione e lucidità. Sprazzi di intesa con Sarno, ma ci si deve lavorare

Sarno 6 – Non è in condizione, e si vede. La maglia fuori dal calzoncini cela forse anche qualche chilo di troppo. Dettagli che diventano quasi insignificanti quando ha il pallone sui piedi. Due giocate significative, una porta all’ammonizione di Dermaku, l’altra manda in porta Iemmello

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Brescia – De Zerbi 6 – Quello visto a Cosenza resta per ora il miglior Foggia della stagione. La squadra ha faticato molto contro un Melfi davvero ben organizzato. L’assenza di Quinto pesa nell’economia del gioco rossonero, anche se Sicurella non ha demeritato. Chiudono coraggiosamente con il 4-2-3-1, buon segnale, che attesta la voglia di vincere sempre senza accontentarsi 

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