Foggia vs Matera, da Mancini all’ex Padalino: sfida d’alta quota carica di emozioni

Questo pomeriggio allo Zaccheria il Foggia di De Zerbi sfida il Matera di Padalino. Agnelli in panchina, Iemmello dal primo minuto?

Immagine di repertorio di Roberto D'Agostino

Manca poco a Foggia-Matera. Una gara dai tanti significati: per la classifica, con un primato da difendere dai potenziali attacchi delle “Streghe” beneventane – impegnate anch’esse alle 18 al “Vigorito” con il Melfi – e consolidare in virtù dei contemporanei pareggi di Casertana, Lecce e Cosenza, per il ricordo di Franco Mancini che accomuna la sua città di nascita e quella di adozione, e ultimo solo in ordine di tempo, il ritorno in Capitanata da ex di Pasquale Padalino.

Basterebbe riportare indietro le lancette e ritornare a quel Termoli-Foggia di coppa Italia di Serie D dell’agosto 2012, per farsi un’idea del lavoro fatto dal tecnico foggiano. L’idea di lanciarsi in una scommessa avvincente, partendo con una squadra assemblata in fretta e furia, ripartendo dall’allora quinta serie dopo l’amaro epilogo della seconda gestione Casillo; la voglia di rilanciare una piazza nel segno della foggianità, rappresentata dal suo presidente, dall’allenatore, dal diesse e dai giocatori più rappresentativi. Pelusi, Di Bari, Padalino, Agnelli, Quinto e Agostinone. Quattro di loro sono ancora qui a distanza di tre anni e mezzo. Acqua sotto i ponti ne è passata, il Foggia ha riottenuto la vecchia C1 da cui era stata estromessa, ritornando a essere una squadra di un certo spessore, e ricominciando a coltivare il sogno di riassaporare una serie cadetta che in Capitanata manca da quasi diciotto anni.

Basterebbe ricordare quella gara di metà agosto per farsi un’idea del lavoro svolto da Padalino nelle due stagioni alla guida del Foggia. Perché al netto degli immensi meriti che Roberto De Zerbi indubbiamente ha, non si può negare il fatto che le basi del bellissimo palazzo rossonero che si sta costruendo con estrema perizia siano state piantate dal suo predecessore. Meriti che la stessa “Luce” non ha mai nascosto. Perché se il tecnico bresciano è riuscito a trasmettere ai suoi giocatori certe idee di gioco, il lavoro è stato senza dubbio facilitato da chi c’era prima.

E allora Foggia-Matera sarà gioco forza una sfida speciale, carica di significati, pregna di emozioni, quelle che Padalino magari non esternerà, ma che difficilmente potrà non provare. Peccato che la vigilia di un match così importante anche per il Matera – che ha un’altra chance di riavvicinarsi alla zona playoff – sia stato un po’ guastato dalle polemiche sull’orario e sul caro biglietti. Da Matera arriverà una scarna delegazione di supporter rispetto a quelli inizialmente previsti prima che venissero annunciati i 30 euro a biglietto. Sarà uno Zaccheria completamente rossonero, che cercherà di trascinare la squadra di De Zerbi verso una vittoria che in casa manca da dicembre, e che potrebbe determinare una potenziale mini-fuga, Benevento permettendo.

De Giosa, Agostinone e Viola non convocati, gli assenti ai quali si aggiungono gli infortunati dell’ultima ora, ovvero Gerbo e Agnelli. Assenze pesantissime (timide speranze per il capitano che comunque dovrebbe partire dalla panchina), che costringeranno De Zerbi a stravolgere il centrocampo per due terzi. Occasione di rilancio per Coletti, reduce da un periodo di appannamento, e soprattutto per Riverola, vero oggetto misterioso di questa stagione. Fari puntati su Vacca, e magari su quel Pietro Iemmello che potrebbe anche essere rilanciato dall’inizio.

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Gli unici dubbi riguarderanno proprio il reparto avanzato, dove l’unico certo di giocare dall’inizio sembra Sarno. In casa Matera Padalino è orientato a proporre uno schieramento più prudente, un 4-5-1 evoluzione difensiva del 4-3-3 con cui di consueto dispone i suoi. Ma è difficile pensare che i lucani verranno allo Zaccheria solo per parcheggiare il famoso pullman davanti alla porta. Per saperne di più occorre solo attendere. Ancora poche ore e poi la parola passerà al campo.

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