Tre gol per la fuga: il Lecce affonda, il Foggia festeggia

Straordinaria prestazione dei satanelli che travolgono il Lecce nel derby con i salentini. Mazzeo e Coletti in quattro minuti mettono la gara in discesa per i rossoneri, che a inizio ripresa la chiudono con Deli

I festeggiamenti dopo il novantesimo

Manca ancora molto. E chi crede alla scaramanzia farà bene a non volare troppo con la fantasia. Ma sarebbe altrettanto difficile frenare l’entusiasmo e soprattutto impedire che sui volti si disegni un sorriso di gioia. Il Foggia impone ancora una volta la legge dello ‘Zaccheria’ nella gara più attesa e importante dell’anno. A inchinarsi è il Lecce dei foggiani, che cede di fronte al frastuono dei 17mila dello Zaccheria, e al dominio tecnico e tattico della formazione di Stroppa. Raramente un 3-0 ha raccontato in maniera così perfetta una partita. E mai come oggi, negli ultimi vent’anni, il Foggia ha sentito profumo di serie B.  

L'INFERNO ROSSONERO: IL VIDEO

PRIMO TEMPO – Ci sono in palio tante cose, il primato, la serie B, l’onore, il riscatto. Lo Zaccheria non può esimersi dal presentarsi nella sua veste migliore. Foggia e Lecce si presentano in campo in uno stadio rovente, e non solo per le temperature primaverili. L’altissima posta in palio non concede spazio agli errori né tanto meno alle sorprese. E infatti entrambi i tecnici non regalano troppe sorprese rispetto alle indiscrezioni della vigilia. Scontata la squalifica, Vacca torna a condurre il centrocampo con Vacca e Deli. L’unico ‘titolarissimo’ a non assaggiare il campo è Sarno, ancora acciaccato e ancora sostituito da Chiricò. Padalino recupera Marconi e Mancosu ma li fa accomodare accanto a sé in panchina. Confermati Ferreira e Tsonev ai lati di Fiordilino, così come Pacilli e Doumbia vanno a fare gli scudieri di bomber Caturano.

È una partita tirata, ma accesa e soprattutto non avara di occasioni. Il primo fallo arriva dopo soli 7 secondi, tanto per far capire che non sarà una gara semplice, in primis per l’arbitro Giua, che al 2’ fischia già una punizione dal limite per il Foggia. Coletti ci prova di giustezza, la palla strizza solo l’occhio al palo, ma si accomoda sul fondo. L’ex Matera farà altri due tentativi finiti male, ma avrà modo e tempo per riscattarsi. Il Lecce risponde bene: il 4-3-3 di Padalino è corto e aggressivo, e soprattutto produce cose buone quando i suoi si muovono bene senza palla. L’azione che porta Pacilli al tiro da posizione defilata, arriva proprio su una combinazione veloce. Il Foggia, di default, si prende il governo del possesso palla, senza tuttavia disdegnare le veloci transizioni, quando si riesce a interrompere il fraseggio del Lecce. Poi c’è Deli, in formato Matera, che sale in cattedra con un paio di serpentine delle sue, e delle rifiniture da alta scuola. Suo il filtrante che spiana la strada alla fuga di Mazzeo, per il quale è semplice saltare Perucchini e depositare in gol. Mezz’ora e la gara si sblocca.

E come contro il Matera, non passa molto prima che arrivi il bis, con Coletti, che da oltre 30 metri spacca la porta di Perucchini con un siluro dei suoi e fa esplodere lo Zaccheria. Il Lecce accusa il colpo, ed è anche piuttosto normale. La squadra di Stroppa annusa il sangue della preda ferita, pronta a colpire di rimessa. Ma l’imprecisione di Agazzi e Di Piazza, e l’egoismo di Chiricò graziano i giallorossi scongiurando la goleada già alla fine del primo tempo.

SECONDO TEMPO – Lepore per Pacilli è la mossa della speranza per Padalino. Il neonentrato subito spaventa Guarna con una bordata dalla distanza, che sorvola la traversa. Un fuoco di paglia. La necessità di raddrizzare la partita costringe i leccesi a scoprirsi, lasciando terreno fertile per le transizioni devastanti degli incursori rossoneri. Deli su tutti, che alla prima percussione buona fredda Perucchini. Il Foggia la chiude, pur se con qualche minuto di ritardo, dopo gli sprechi del primo tempo. Per Padalino c’è poco da fare. Il suo Lecce sembra Davide di fronte a Golia, ma con un esito favorevole all’antieroe per eccellenza. Il tecnico giallorosso è anche sfortunato, quando Arrigoni, da poco entrato per Tsonev, si fa male, lasciando i suoi in dieci (Fiordilino aveva lasciato il posto a Marconi). Stroppa può invece gestire le sostituzioni con estrema serenità. Gerbo, Sarno e Agnelli si prendono un pezzo di gioia pur se da comprimari. Ma la festa allo Zaccheria è ugualmente condivisa con la squadra e un’intera città. Per la serie B bisogna ancora soffrire, ma il traguardo è molto più vicino.

FOGGIA (4-3-3) 1 Guarna; 6 Loiacono, 14 Martinelli, 21 Coletti, 23 Rubin; 15 Agazzi, 5 Vacca, 18 Deli (11’st 25 Gerbo); 7 Chiricò (32’st 4 Agnelli), 19 Mazzeo, 9 Di Piazza (26’st 10 Sarno). A disposizione: 12 Tucci, 3 Figliomeni, 11 Sainz Maza, 16 Sicurella, 17 Dinielli, 20 Pompilio, 22 Sanchez, 28 Pertosa, 30 Faber. All. Stroppa

LECCE (4-3-3) 25 Perucchini; 23 Ciancio, 14 Giosa, 5 Cosenza, 3 Agostinone; 8 Ferreira, 21 Fiordilino (24’st 9 Marconi), 13 Tsonev (24’st 6 Arrigoni); 11 Pacilli (1’st 10 Lepore), 18 Caturano, 24 Doumbia. A disposizione: 1 Bleve, 12 Chironi, 2 Vitofrancesco, 4 Mancosu, 16 Drudi, 17 Monaco, 19 Muci, 20 Maimone, 27 Mengoli. All. Padalino

Arbitro: Giua di Olbia

Marcatori: 29’pt Mazzeo (F), 33’pt Coletti (F), 7’st Deli (F)

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Ammoniti: Ciancio (L), Vacca (F), Lepore (L)

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