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Foggia-Juve Stabia 1-1: le pagelle dei rossoneri

Fumagalli ancora una volta decisivo con tre interventi, l'ultimo dei quali decisivo. Dell'Agnello ritrova il gol dopo tre mesi. Male la coppia offensiva titolare

Alla fine dei conti è un punto guadagnato. Il Foggia non ha vinto, ma non è il caso di crucciarsene troppo. Lo dice la storia del match, che ha visto una Juve Stabia molto più in palla e superiore sul piano tecnico e della qualità della manovra. Almeno nei primi 45’. Nella ripresa la squadra di Marchionni ha quanto meno provato ad alzare i ritmi e il baricentro, pur senza riuscire a impensierire Tomei. E ha avuto il merito di continuare a crederci, sia dopo il contestato penalty concesso agli ospiti, sia dopo il superbo gol di Dell’Agnello. Ed è questa la risposta migliore che i rossoneri erano chiamati a offrire. Con una condizione non ottimale, figlia verosimilmente del richiamo di preparazione, aver mantenuto salde le qualità mentali apprezzate negli ultimi mesi, è un punto di (ri)partenza decisamente apprezzabile.

Le pagelle dei rossoneri

FOGGIA (3-5-2) Fumagalli 7,5; Anelli 5,5 Gavazzi 5 Germinio 6; Del Prete s.v. (8’st Di Masi 5,5) Vitale 5 (26’st Balde 6) Salvi 5 (39’st Morrone s.v.) Rocca 6 Di Jenno 5; Curcio 5 (38’st Dell’Agnello 7), D’Andrea 5,5 (39’st Garofalo s.v.). A disposizione: Vitali, Galeotafiore, Dell’Agnello, Raggio Garibaldi, Agostinone, Garofalo, Morrone, Lucarelli, Pompa, Cardamone. All. Marchionni 6

JUVE STABIA (4-3-3) Tomei 6; Garattoni 6 Troest 6,5 Allievi 6 Rizzo 6,5; Mastalli 5,5 (9’st Scaccabarozzi 6), Berardocco 7 Vallocchia 6,5 (39’st Codromaz s.v.); Fantacci 6,5 (32’st Golfo s.v.) Romero 6 Orlando 6,5 (39’st Ripa s.v.). A disposizione: Lazzari, Russo, Guarracino, Ripa, Codromaz, Oliva. All. Padalino 6,5

Arbitro: Colombo di Como 5,5 – Assistenti: Pascali 6 Cavallina 6

Fumagalli 7,5 – Gli altri big rossoneri appaiono giù di corda, lui no, e si prende la scena. Vince 3-0 il suo personale duello con il povero Romero. Istinto felino nei primi due interventi, istinto alla Garella sulla terza conclusione dell’attaccante avversario, che pesa più di tutti perché salva il risultato.

Anelli 5,5 – Fin quando la gara fa prevalere lo scontro fisico, si difende bene. Ma va via via scemando e perdendo i riferimenti. Guarda – e non dovrebbe – Romero che svetta e per poco non raddoppia.

Gavazzi 5 – Senza il piedone di Fumagalli, si starebbe parlando di una sconfitta interna giunta per l'ennesima topica del suo difensore centrale. Una macchia, e che macchia, in una partita già intrisa di difficoltà.

Germinio 6 – Dei tre centrali è quello che dispiace meno. Rispetto al consueto, accompagna meno l’azione, perché deve contenere la superiorità tecnica e numerica che le ‘vespe’ evidenziano sulle corsie.

Del Prete s.v. – Marchionni sceglie lui come vice Kalombo. Un affondo, in ricordo dei bei tempi da terzino, e il muscolo che va k.o., si spera per non troppo tempo (8’st Di Masi 5,5 – Perde il ballottaggio con Del Prete, ma alla fine in campo ci va ugualmente. Fa una fatica immane, preso in mezzo dalle scorribande del duo Rizzo-Orlando, e in fase offensiva appare quasi invisibile ai compagni, che spesso lo ignorano anche quando si affranca dalla marcatura).

Vitale 5 – Classica giornata no. I tre di mezzo della Juve Stabia vanno a una velocità più sostenuta. Lui arranca e ciabatta ogni pallone vagamente giocabile (26’st Balde 6 – Fa quel che può, ovvero difendere i palloni spalle alla porta, cercare qualche spunto per partire in velocità. Poche cose, ma fatte bene).

Salvi 5 – La differenza di qualità della manovra sta tutta nella differenza di qualità della prestazione dei centrocampisti. Mentre dall’altra parte Berardocco crea e distribuisce palloni a volontà, Salvi non va oltre l’ordinario. Il problema è che lo fa anche male. Zero qualità, tanti errori anche banalotti (39’st Morrone s.v.)

Rocca 6 – Per oltre un tempo la sua gara è insufficiente alla pari degli altri. Poi però sale in cattedra con un paio di incursioni delle sue, che qualche disagio agli avversari lo creano. Gli manca solo la lucidità in alcune scelte, tipo quando tenta una improbabile conclusione dal limite, piuttosto che premiare l’inserimento di Di Masi sulla corsia.

Di Jenno 5 – Alla pari di Di Masi, è stretto nella morsa dei due esterni. A volte ne fronteggia addirittura tre, quando Mastalli allarga la propria posizione. E son dolori. Fantacci lo mette sistematicamente in difficoltà.

Curcio 5 – Semplicemente, una serata no. Zero invenzioni, zero giocate sensate. Anche sui piazzati è tutt’altro che preciso (38’st Dell’Agnello 7 – Tre minuti per riscrivere la sceneggiatura del match e, forse, anche della sua esperienza in rossonero. Scomodare Van Basten e il suo gol a Euro ’88, è un po’ ardito. Un bel po’. Però resta altissimo il coefficiente di difficoltà della sua conclusione, che si può candidare già da ora a gol più bello della stagione. Intanto, raddrizza un match storto e consente alla sua squadra di restare al terzo posto).

D’Andrea 5,5 – Rispetto a Curcio si fa apprezzare per il maggiore dinamismo. Il problema è che di palloni giocabili dalle sue parti non se ne vedono, ed è oggettivamente difficile chiedergli più del poco che offre (39’st Garofalo s.v.).

All. Marchionni 6 – La sua squadra ha carattere, lo si vede da come tenta disperatamente addirittura di prendersi i tre punti dopo la gemma di Dell’Agnello. Ma la sua squadra è anche un po’ giù fisicamente. Si spera sia il frutto dell’inattività e del richiamo di preparazione. Azzecca i cambi, che non sono stati tardivi visto che gli era rimasto solo uno slot a disposizione. Epperò, la gara di ieri ha evidenziato la necessità di fare qualche intervento sul mercato.

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