Foggia Incedit punta il dito contro la Polisportiva Sammarco e la FIGC

La compagine di Terza Categoria denuncia provocazioni e intimidazioni durante la gara contro il Sammarco e accusa la FIGC

Stadio di San Marco in Lamis

Il Foggia Incedit compagine di Terza Categoria ha inviato una nota stampa in cui "denuncia il comportamento scorretto di giocatori, tifosi e dirigenti della Polisportiva Sammarco" che avrebbero tenuto nel corso della gara di recupero disputata a San Marco in Lamis. La società del capoluogo dauno, multata di 300 euro, punta il dito contro la  FIGC di Foggia chiedendo “di comportarsi in maniera seria, di non pensare solo a nomine e raccogliere firme per elezioni”.

IL COMUNICATO STAMPA DELL'INCEDIT FOGGIA

IL RICORSO E LE ACCUSE | "Tutto ha inizio in un giorno di gennaio quando il ricorso contro la perdita a tavolino dell’incontro Polisportiva Sammarco – Foggia Incedit viene accolto, e quindi si procede alla ripetizione dell’incontro, non disputato perché il Foggia Incedit non ha potuto raggiungere San Marco per cause di forza maggiore. Da quel giorno è stato un susseguirsi di minacce verbali e non, da parte di tifosi, giocatori e tesserati della Polisportiva Sammarco. Minacce verbali pervenute sul sito web della società Foggia Incedit, oltre a quelle fatte pervenire tramite il passaparola.

L’INCONTRO | Finalmente a fine febbraio si gioca di mercoledì pomeriggio: i giovani atleti foggiani si recano in quel di San Marco per affrontare la Polisportiva, come al solito con una squadra imbottita di under, visto che la società punta semplicemente alla crescita dei ragazzi e al fine più nobile dello sport, e con soli due dirigenti, nella fattispecie il mister ed il suo papà.

Appena arrivati, veniamo accolti dai molti tifosi accorsi al campo sportivo da sputi, epiteti di ogni genere, e dalla continua provocazione dei tifosi, dei dirigenti della Polisportiva e dei giocatori avversari, che addirittura ci davano del venduti (Ndr incontro perso con il San Marco).  La partita è stata dura, con l’arbitro che, vista la sua inesperienza e giovane età, non è riuscito a mantenere il corretto svolgimento dello stesso, quando più volte gli “uomini” (in molti over 30), colpivano con gomitate a gioco fermo, pugni, manate e calci, i giovani dell’ Incedit.

Addirittura, l’arbitro, a pochi minuti dalla fine, quando il mister dell’Incedit chiedeva il sanzionamento di alcuni evidenti falli di gioco, riferiva allo stesso: “Mister cerchiamo di finire la partita ed andiamo tutti a casa sani e salvi”, il tutto visto il clima surreale in cui si è svolto l’incontro, al termine del quale il tabellino cita 5 ammonizioni per la Polisportiva e solo 1 per l’Incedit.

IL DOPO GARA | Dato che potrebbe far intuire come siano andate effettivamente le cose. All’uscita sono proseguite le solite intimidazioni a cui la società Foggia Incedit, nell’arco di questi anni, non ha risposto. Non ci è stato persino permesso accedere allo spogliatoio dell’arbitro per prendere i documenti che ci sono stati poi spediti. Una volta giunti a Foggia, il consiglio direttivo ha deciso ancora di stemperare gli animi, pubblicando note distensive sul proprio sito internet vista l’accoglienza sammarchese, solo perché consideriamo il calcio sia altro, sia divertimento e sport, e non una guerra.

IL BOLLETTINO FIGC | Ma arriviamo a ieri, all’uscita del comunicato della FIGC:  “Il Foggia Incedit ha preso 300 € di multa “poiché propri giocatori, a fine gara, danneggiavano le porte del proprio spogliatoio, le porte delle docce, oltre a danneggiare due docce del proprio spogliatoio. A carico della medesima società si fa obbligo di risarcire i danni provocati”.

Oltre il danno la beffa. Ma non finisce qui, il mister viene squalificato “poiché a fine gara assumeva un comportamento scorretto e minaccioso nei confronti degli avversari, inoltre cercava di aggredire un tesserato della polisportiva Sammarco, aggressione non riuscita solo grazie all’intervento dei dirigenti”. Probabilmente l’arbitro ha confuso chi subiva l’aggressione da chi effettivamente aggrediva e cercava lo scontro fisico.

Ed invece i 5 petardi esplosi durante la gara nel campo di gioco perché non vengono sanzionati dalla federazione? Per parlare delle venti persone presenti nel rettangolo di gioco che non erano in distinta e continuavano ad intimidire arbitro e giocatori dell’Incedit, perché queste cose non sono state inserite nel referto? Ma a cosa stiamo giocando ? Come poteva secondo i più, in un clima di aggressione continua un uomo solo cercare il contatto fisico. Sarebbe stato linciato, non credete? E poi, vogliamo parlare di questa fantomatica storia dello spogliatoio? Chi ha rotto cosa? Noi siamo dei signori e siamo educati, non certo bestie.

LO SPORT | Di certo, forse, alla Polisportiva Sammarco non basta vincere, ma vogliono creare volutamente solo altro caos. Il Foggia Incedit è uscito quest’anno da campi “caldi” tipo Vico, vincendo senza essere aggredito, ha pareggiato uno scontro play-off al 94° a Vieste senza ricevere minacce e fare addirittura il terzo tempo, ha giocato a Peschici e a San Nicandro, senza questi incresciosi epiloghi, perché le società menzionate sono serie e rispettose . A questo punto l’unica cosa che ci viene da pensare, è che i poteri politici forti vogliano aiutare in tutti i modi la Polisportiva Sammarco, e far pagare a qualsiasi costo chi con tanti sacrifici cerca solo di fare sport e non di chi cerca di raggiungere i risultati sportivi ingaggiando i migliori giocatori di calcio e boxe sul mercato .

LE ACCUSE ALLA FIGC | Noi a questo gioco non vogliamo più giocare. Chiediamo il rispetto delle regole, e alla Figc di Foggia di comportarsi in maniera seria, di non pensare solo a nomine e raccogliere firme per elezioni, ma di ritornare a svolgere in modo pulito e chiaro il proprio ruolo, e non cacciando dalla sede federale con toni irripetibili e con aggressioni chi sostiene con i propri soldi l’esistenza della stessa. Oppure dobbiamo anche noi andare a fare calcio fuori da questa provincia e regione?

A tutte le società sane facciamo un invito. Uniamoci contro chi con i nostri soldi, i nostri sacrifici, vive sentendosi in diritto di tutto. La Federazione è nostra, di tutte le società che democraticamente dovrebbero eleggere i propri rappresentanti, ed invece si assiste a continue elezioni “bulgare”. In Italia soffia un vento nuovo, forse chissà, si possa partire dalla politica per arrivare nei campi di calcio, per ritornare a vivere momenti di pura passione, e non di puro servilismo ed odio verso chi non vuole altro che il rispetto delle regole.  Se qualcuno pensa di impaurirci con minacce, multe, squalifiche fasulle e quant’altro, ha sbagliato, noi non molleremo mai, saremo pronti a combattere fino alla fine, fino alla morte”.

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