Padalino e quel gol preso a freddo: “Ci ha tagliato le gambe. Mercato? Le valutazioni restano le stesse”

Il tecnico rossonero analizza la sconfitta contro la formazione di Stroppa: “Ho scelto il 3-5-2 per non andare in inferiorità numerica. La difesa a quattro? Non abbiamo un’alternativa a Zambelli”

Commentare una gara come quella persa col Crotone è difficile. Anche perché, al netto di ogni tipo di analisi tecnico-tattica, si fa fatica a non tenere in considerazione la pesantezza di un gol preso in avvio (e della modalità) cui ha fatto seguito il raddoppio allo scoccare del primo quarto d’ora. Mazzate che evidentemente una squadra come il Foggia attualmente fa fatica a gestire. “Il gol preso a freddo ha influito”, ammette mister Padalino nel post partita. “Purtroppo non siamo stati bravi a rimediare, manchiamo di equilibrio e coperture. Sono problematiche che ci pesano e che dobbiamo risolvere quanto prima”.

A chi gli chiede spiegazioni sul cambio di modulo dice: “Alzandosi una delle due mezzali si passa al 3-4-3. Cambia poco. Certo, mutano le caratteristiche degli interpreti. Ma io ho studiato il Crotone, che nelle ultime partite ha sempre giocato con il rombo a centrocampo. Presentarmi con due soli uomini in mediana avrebbe potuto comportare delle difficoltà”. Il Crotone, però, è venuto a Foggia schierandosi a specchio: “Stroppa ha cambiato modulo, la sua scelta si è rivelata vincente”.

Si ritorna a parlare di mercato, ma il mister non cambia versione: “Se avessimo vinto non saremmo diventati il Real Madrid. Allo stesso modo dopo questa sconfitta non cambiano le valutazioni della squadra e di ciò che bisogna fare. Serve equilibrio nelle valutazioni”. Intanto, però, anche Tonucci rischia un lungo stop (“Ha avuto un problema al malleolo, forse c’è un interessamento dei legamenti. Cercheremo di capire nelle prossime ore”)

Tuttavia, un piccolo segnale al diesse Nember lo lancia, specie dopo il passaggio al 4-3-1-2 nella ripresa, figlio sì delle contingenze, ma che ha dato delle indicazioni: “Siamo passati alla difesa a quattro perché sotto di due gol non aveva senso tenere cinque difensori, ma stabilmente è difficile da adoperare perché non abbiamo un’alternativa a Zambelli. Gerbo si è adattato, ma non può fare il terzino, o meglio non è quello che gli riesce meglio”. Col 4-3-1-2 la scelta del trequartista è caduta su Chiaretti: “Dovevo scegliere tra lui e Galano, Lucas ha sempre fatto quel tipo di ruolo, mentre a Galano piace sviluppare il gioco da destra. Ranieri? Nessuna bocciatura, ho voluto confermare la linea difensiva di Carpi, anche perché Boldor fisicamente ha qualcosa in più, e mi serviva più fisicità”.  

Resta però la cattiva prestazione di squadra che ha fatto emergere difetti di lucidità: “Abbiamo fatto troppi lanci lunghi, questo accade quando scatta la frenesia di voler subito raddrizzare il risultato. Si tende a cercare la via più breve per arrivare alla porta. A volte paga, a volte no. Il gol all’inizio ci ha tagliato le gambe”. Ma l’atteggiamento non è dispiaciuto: “Da quel punto di vista la squadra non è mancata. Non siamo stati incisivi nel servire gli attaccanti e loro nel farsi trovare liberi. Agnelli? E’ amareggiato per l’errore”.

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