Grassadonia soddisfatto, ma mancano i punti: "La strada è in salita, ma uniti raggiungeremo l'obiettivo"

Il tecnico soddisfatto per la reazione e la prestazione, anche se c'è rammarico per non aver portato a casa i tre punti: "Non era facile reagire dopo il gol subito. Iemmello capitano? Scelta condivisa con Gerbo. Anche così si fa gruppo"

La reazione soddisfa, il risultato un po’ meno. Tuttavia, Grassadonia prende e porta a casa quello che che di buono c’è stato nella partita con il Cittadella: “È una prestazione che mi dà più certezze che speranze, abbiamo giocato una buona partita contro una delle squadre più in forma per conoscenze e qualità e che veniva da tre vittorie consecutive. Probabilmente il pareggio ci sta anche stretto per quanto fatto, ma reagire dopo essere andati sotto non era semplice. La reazione c’è stata e sono contento”.

Una delle novità di giornata è stato Iemmello capitano: “Un atto dovuto, stava attraversando un momento difficile, ho parlato con Gerbo e abbiamo condiviso la scelta. Penso che un gruppo si costruisca anche con queste situazioni, ed è fondamentale essere compatti per provare a fare bene nelle prossime otto partite”:

D’ora in poi non si potranno fare calcoli, e bisognerà cercare di fare punti con tutte, a prescindere dalla caratura dell’avversario: “Ogni partita è una finale, dobbiamo essere bravi a prendere punti contro chiunque. Oggi i ragazzi hanno alternato buone situazioni ad altre da rivedere. In quattro giorni sono tornati a fare quello che facevamo prima, ma certi automatismi vanno ritrovati, e c’è da lavorare anche con i nuovi. Ma c’è da essere soddisfatti per la voglia della squadra di imporre ritmo, partire forte. Poi c’è stato il pubblico, che anche oggi è stato l’uomo in più. Per noi non è stato facile restare in gara dopo il gol. La reazione c’è stata e i ragazzi ci hanno dato dentro anche dopo il pari e questo è un buon segnale, ma dobbiamo continuare a lavorare”.

Dice di aver rivisto la sua vecchia squadra, di aver riconosciuto lo spirito e una certa determinazione nell’arrivare all’obiettivo: “La strada è in salita, ma se siamo tutti uniti ce la faremo”. Non manca il riferimento al passato: “Quando sono stato esonerato ero piuttosto mortificato, ora sono tornato arrabbiato. Non mi sono mai sentito un allenatore scarso, penso di essere un allenatore bravo. Ci sono stati dei percorsi difficili che ci hanno condizionato, ma la squadra ha sempre espresso un buon calcio che ovunque è stato apprezzato tranne che qui. Ora però dobbiamo concentrarci su quello che c’è da fare”.

Ora però serve continuità, specie nell’atteggiamento: “C’è un famoso detto “quello che non ti uccide ti fortifica”, da questa partita ne usciamo fortificati. Certamente dovevamo vincere, e c’è da lavorare su quello che non è andato bene. La sfortuna? Non mi piace appellarmi alla sorte, sei tu che la determini. Dovremo essere bravi noi attraverso il lavoro, con la compattezza del gruppo a costruirci il futuro. Ci mancano 8 partite, è il momento di pensare a noi e non all’io”.

Ora c’è la sosta, due settimane prima dell’ostica trasferta di Brescia: “Oggi prendiamoci questa partita, e ripartiamo a testa bassa. Ci servono punti e li dobbiamo conquistare attraverso il gioco, contro tutti, con grande rispetto e senza timore. A Brescia non andremo a fare le vittime”. Le due settimane potrebbero essere utili anche per recuperare alcuni giocatori come Galano: “Va recuperato perché ha quello spunto che servirà nelle gare che restano. Deve mettersi nella condizione di dare di più, calarsi nella mentalità. Lui può farci svoltare”.

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