Foggia-Castel Rigone 2-1, le pagelle: Giglio decisivo, D'Allocco inesauribile, flop Agnelli

Il centrocampista rossonero corre per tutta la partita senza soluzione di continuità. Battuta d'arresto per il capitano, bene il pacchetto arretrato

Tre punti per gioire insieme ai tifosi, nel ricordo di Franco Mancini. In un pomeriggio che ha visto Giglio tornare al gol e Narciso protagonista di due errori grossolani e di un rigore neutralizzato proprio sotto la curva nord. Quella che porta il nome del Mancio, il più grande portiere nella storia rossonera, nonché il più amato dal pubblico.
Nonostante la sofferta vittoria, che i rossoneri hanno rischiato di vedersi sfuggire, si può gioire per il decimo risultato utile di fila, e il raggiungimento della terza posizione. Sebbene il campionato sia ancora lungo e la classifica cortissima, sognare è lecito.

FOGGIA (4-3-3) Narciso 6; Grea 6 Loiacono 7 Sciannamè 6,5 (13’st Pambianchi 6) Agostinone 6,5; Agnelli 5 Quinto 6,5 D’Allocco 7; Venitucci 6 (42’st Leonetti s.v.) Giglio 7,5 Cavallaro 6 (39’st Sicurella s.v.). A disposizione: Micale, Savarise, Licata, Curcio. All. Padalino 6,5

Narciso 6 – Se fosse ancora vivo, Erasmo da Rotterdam avrebbe potuto prender spunto dalla sua partita per scrivere una versione 2.0 dell’Elogio alla Follia. Battezza tardi la traiettoria birichina del cross di Bianco, che lo uccella in maniera beffarda. Sul rigore la fa ancora più grossa, perché rischia seriamente di regalare il pari al Castel Rigone, appena rimasto in 10. Para sotto la Nord, e forse ha ragione Padalino, il Mancio ci ha messo lo zampino

Grea 6 – Poche discese nel primo tempo, in cui resta a presidio della corsia preoccupandosi della sola fase difensiva. Più intraprendente nella ripresa, ma urge revisione ai piedi. Certi cross terminati in curva non sono un bel vedere

Loiacono 7 – Che giochi centrale destro nella difesa a 3, o centrale nella difesa a 4, per lui cambia poco. Pulizia negli interventi, senso della posizione e temperamento da veterano. Partita sontuosa

Sciannamè 6,5 – Meno impeccabile di Loiacono, ma offre comunque una buona prestazione. Sugli episodi clou è esente da colpe

Agostinone 6,5 – Se si pensa che lo scorso anno ha giocato trequartista con il numero 10, e ora indossa la 3 per fare il terzino, è facile comprendere quello che è stato il percorso di maturazione di questo ragazzo. Dalla sua parte c’è Bontà, uno dei più intraprendenti nella squadra umbra. Lo affronta senza remore, costringendolo anche a commettere due falli da ammonizione

Agnelli 5 – Dalle palle perse maldestramente, agli stop elementari sbagliati, fino agli ingiustificati indugi palla al piede, che rallentano il gioco indispettendo una parte della tifoseria. Il capitano non si discute, partite come queste invece sì

Quinto 6,5 – Padalino gli consegna le chiavi del Foggia, con il classico compito di metodista davanti alla difesa. A parte qualche passaggio a vuoto, assolve al suo compito, interpretando al meglio il doppio ruolo di play e di difensore, quando si allinea ai due centrali

D’Allocco 7 – E’ probabile che a fine partita le sue scarpe non avessero più i tacchetti. Una partita passata  a ringhiare sugli avversari e recuperare infinità di palloni, nella quale inserisce due assist, il primo più fortunoso, il secondo ricercato e preciso. Cos’altro chiedergli?

Venitucci 6 – Buone intuizioni, alternate a pause dettate anche dal gioco spezzettato e farraginoso che il Foggia produce dopo il gol di Bianco. Non demerita

Giglio 7,5 – Torna a segnare una doppietta, a confermare che quel numero, il 9, gli appartiene come una seconda pelle. Realizza un gol di rapina, nel senso che forse la palla sarebbe entrata lo stesso. Il secondo porta ancora la firma di D’Allocco, ma lui è bravo a superare il difensore e a piazzarla all’angolino

Pambianchi 6 – Torna in campo dopo la serataccia di Cosenza. Sente gli occhi degli scettici addosso, che rendono ogni pallone incandescente come lava. Pur con qualche brivido, ne esce indenne

Sicurella e Leonetti s.v.

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Padalino 6,5 – Un’altra vittoria che mette a dura prova le coronarie dei tifosi e del tecnico. Sorprende tutti con il cambio di modulo, che alla lunga gli dà ragione. Quinto svolge bene le sue mansioni, e i due centrali si disimpegnano bene, soltanto gli errori di Narciso rischiano di scompaginare tutto.
Come contro il Sorrento si vince soffrendo. Ma sono queste le partite che cementano un gruppo e accrescono l’autostima. E la classifica sorride sempre di più 

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