Foggia-Carpi 3-0: le pagelle dei rossoneri

Olli Kragl devastante e decisivo con una doppietta. Nicastro rifinisce, Mazzeo realizza. Bene anche il terzetto difensivo

Oliver Kragl

La vittoria del carattere e del bel gioco. La quarta di fila in assoluto, la seconda di fila allo Zac, terza stagionale in casa. Ed è la più bella, senz’altro. Il 3-0 rifilato al Carpi è una prova di forza notevole, la dimostrazione di una squadra che non vuole fermarsi, desiderosa di scoprire fin dove può arrivare, quanto può alzare l’asticella. Battere il ferro finché è caldo: i rossoneri devono sfruttare il buon momento, scippando quanti più punti in trasferta e ripristinando il fattore Zaccheria. Nelle ultime due gare sembra che il trend stia prendendo una piega differente; con il Brescia sabato prossimo la prova del nove. Intanto, però, i numeri cominciano a dire qualcosa: 12 punti sui 15 a disposizione nelle prime cinque gare del girone di ritorno (come il Frosinone, secondo solo all’Empoli capolista), 7 in più rispetto al girone d’andata, un dolcissimo +6 sulla zona playout e un ambizioso -3 da quella playoff. Mica male.

Le pagelle

FOGGIA (3-5-2) Guarna 6; Tonucci 7 Camporese 7 Martinelli 7; Gerbo 6,5 Agnelli 6,5 Greco 6,5 (32’st Scaglia 6) Deli 6,5 (18’st Zambelli 6) Kragl 8; Nicastro 7 (24’st Duhamel 6) Mazzeo 7. A disposizione: Noppert, Fedato, Beretta, Rubin, Floriano, Celli, Ramè, Scaglia, Calabresi. All. Stroppa 7,5

CARPI (4-4-1-1) Colombi 6,5; Pachonik 5 Poli 5,5 Ligi 5 Di Chiara 5,5; Pasciuti 5 (17’st Calapai 5,5) Verna 5 Mbaye 6 Garritano 5,5 (39’st Jelenic s.v.); Concas 4,5 (1’st Nzola 5,5); Melchiorri 5,5. A disposizione: Serraiocco, Capela, Sabbione, Giorico, Malcore, Palumbo, Bittante, Saric, Hraiech. All. Calabro 5

Arbitro: Pinzani di Empoli 6,5

Guarna 6 – Ritrova la serenità che nel girone di andata era diventata una parola sconosciuta. Quant’è bello limitarsi all’ordinaria amministrazione.

Tonucci 7 – L’ignoranza (calcistica, si intende) al servizio della squadra. Uno con le sue caratteristiche, la sua rudezza, la sua presenza fisica, serviva eccome. Chissà se a Bari lo stanno osservando.

Camporese 7 – Governa con piglio autoritario una difesa che concede le briciole a Melchiorri che fesso non è. Neppure l’innesto dell’ex oggetto del desiderio Nzola ne scalfisce le certezze.

Martinelli 7 – Due cialtronate con i piedi, a risvegliare antiche paure e generare i mugugni (inopportuni, a dire il vero) dell’ala più esigente dello ‘Zac’. I fischi non lo scompongono (ma le fanno girare a Stroppa), ma lo ispirano. Tac, verticalizzazione che aziona Nicastro sul gol del vantaggio. Tac interventi salvifici in area, tac altrettanti interventi vincenti nei contrasti. Che la cura Nember abbia ridestato pure lui?

Gerbo 6,5 – Insolitamente impreciso nella prima parte, pur se sempre puntuale quando il gioco si sviluppa bene e attende di ‘sfogarsi’ su uno dei due lati. Cresce alla distanza e alla fine Stroppa gli concede pure una mezzoretta da mezzala.

Agnelli 6,5 – La crescita atletica della squadra si riflette nella corsa del capitano, e nella durata delle sue sgroppate, ma soprattutto nella lucidità delle scelte. Meriterebbe il gol, se solo il pallone non gli restasse sotto, mortificando una bella volee sotto porta.

Greco 6,5 – Qualche errore di troppo, quando tende a rallentare dando un senso al primo pressing degli avversari. Ma quando ragiona lo fa con i tempi e i modi del giocatore di alto livello. Si è già detto sulla sua capacità di vedere verticale: e infatti l’azione del tre a zero parte da un suo lancio in verticale (32’st Scaglia 6 – Il tempo di una cavalcata interrotta dalla randellata di un frustrato Poli).

Deli 6,5 – Le solite pause che scazzerebbe anche l’allenatore più indulgente, ma quando aziona l’estro, spacca. Eccellente la serpentina che disorienta trequarti di Carpi, spianando la strada a Kragl verso la gloria (18’st Zambelli 6 – Circa mezz’ora per mettere minuti nelle gambe, libero dall’ansia del risultato in bilico).

Kragl 8 – Gli mancava il gol allo Zaccheria. Ne fa due, tanto per non sentirsi mai banale. Infiamma la Nord con una punizione che abbina precisione e potenza. Segue la par condicio (e d’altronde siamo in periodo di elezioni) maltrattando la porta del povero Colombi sotto la Sud. E non è tutto lì. Perché corre, attacca, difende, e crossa bene. Ma da dove è uscito?

Nicastro 7 – I fan di Duhamel abbiano pazienza. Nicastro non avrà il killer instinct del francese e dei grandi finalizzatori, ma il suo contributo nello sviluppo della manovra è ugualmente prezioso. E intanto, confeziona a Mazzeo la palla del vantaggio. E con una precisa sponda aerea fa la sua parte nell’azione del tris rossonero. Che gli vuoi dire più? Applausi (24’st Duhamel 6 – Ha una palla, che perde perché prova a spostarla sul mancino. Il tempo per incidere c’è, ma le occasioni latitano, anche perché il risultato è già acquisito. Ma vale lo stesso discorso fatto per Zambelli e Scaglia. Incamera minuti per accelerare la crescita atletica).

Mazzeo 7 – Pronti via Kragl lo manda in porta con un delizioso cross. Ci arriva bene, ma pure Colombi. Si ripete poco dopo, ma stavolta l’inzuccata è perfetta. Con Nicastro sembra giochi da anni. Ed è un bel vedere. Ah, sono 11 in stagione.

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All. Stroppa 7,5 – Piano piano il carro si sta di nuovo riempiendo. Lui però sembra avere uno schermo che ricaccia indietro ogni emozione. Va per la sua strada sempre: lo faceva quando le cose andavano maluccio, idem ora che la squadra sembra sia sulla strada giusta. Dà fiducia a Martinelli, che la ripaga alla grande. E conferma in blocco le scelte delle ultime settimane. Dando un’occhiata ai risultati, non ce la sentiamo di contraddirlo.

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