Ancora striscioni contro il Foggia: società e giocatori presi di mira dai tifosi, ma la piazza salva Leali e Greco

Ieri sera un nuovo messaggio contro i calciatori apparso dinanzi ai cancelli dello Zaccheria. Su Instagram il saluto del portiere, che non risparmia critiche alla società: "Una piazza come questa non merita di vivere ancora il peggio e dover ripartire"

"Per tutti i colpevoli di questo disastro sportivo non ci sarà ma né pace né tregua... fuori dai co....ni", è quanto riporta l'ennesimo striscione affisso ieri sera davanti ai cancelli della tribuna. Con una cadenza ormai ciclica gli ultras non smettono di manifestare il proprio disappunto, la forte delusione, la rabbia per un epilogo che in molti fanno ancora fatica ad accettare. 

Striscioni che fanno il paio con altri apparsi la sera prima, indirizzati sempre ai Sannella, ai calciatori ("Stagione fallimentare, prima chiedete sostegno e poi fuggite al mare, nemmeno il coraggio di venirvi a scusare. Merde") e al presidente Lucio Fares.

Striscioni e invettive che si alternano ai messaggi di commiato (alcuni accettati di buon grado, altri un po' meno) degli ormai ex calciatori rossoneri. Come Leandro Greco, tra i giocatori più carismatici dello spogliatoio, uno dai quali verosimilmente si sarebbe ripartiti se il Foggia fosse riuscito a iscriversi al campionato di Serie C: "Ho pensato molto se scrivere qualcosa in merito a quello che è successo... credo che tutti noi abbiamo delle grosse responsabilità per quello che riguarda il campo. Quello che è successo dopo si commenta da solo e va be oltre l'aspetto sportivo... voglio dire grazie a tutta la gente di Foggia per quello che ha fatto vivere a me e alla mia famiglia nella quotidianità. Ci siamo sentiti rispettati e ben voluti e per questo il dispiacere è ancora più grande, mi piacerebbe poter dire tante cose ma c'è sempre un tempo per tutto". Non manca la difesa ad Agnelli: "Voglio dirgli grazie, è una persona vera con la quale ho condiviso in maniera profonda questo viaggio chiamato Foggia, mi ha fatto sentire e capire la passione che si prova per questa maglia. Grazie a tutti voi, non so cosa accadrà ancora, ma ci tenevo a scrivere queste poche parole anche se non rendono l idea di quello che ho sentito e che sento veramente dentro".

Tra i più apprezzati c'è stato sicuramente Nicola Leali, il miglior giocatore per rendimento, le cui parate hanno tenuto in piedi le speranze salvezza del Foggia e alimentato i rimpianti per quella prima parte di stagione in cui l'incerto Bizzarri aveva difeso la porta rossonera. Leali, ragazzo silenzioso, che pondera bene sulle cose da dire. E quando parla non dice mai cose banali. E infatti, oltre alle parole dolci per la piazza rossonera, non disdegna critiche alla ormai ex società: "Sono stati 5 mesi conditi da tante emozioni che porteró sempre con me perchè giocare nel Foggia calcio è stato qualcosa di speciale, ma l’annata è finita con la delusione finale che ancora rimane e rimarrà. Ma, al di là del campo, ancora più grande è la delusione e il dolore per una piazza calcistica (e per il calcio) che, per colpa di una società che ha commesso grandi errori nella gestione amministrativa, deve vivere una conclusione ancora più grave: veder la propria squadra non iscritta al campionato successivo. Una piazza dove il calcio viene prima di tutto, dove per il Foggia si piange, si esulta e ci si incazza (e anche molto), dove lo Zaccheria è un luogo di culto e le trasferte il posto dove far conoscere a tutti l’orgoglio di tifare per il Foggia, non merita di vivere ancora il peggio e dover ripartire. So che le mie parole non serviranno a nulla, ma sono certo che il Foggia e i suoi tifosi si rialzeranno presto! #zafo".

Un accorato messaggio che ha raccolto tanti apprezzamenti, gli stessi che era già riuscito a guadagnarsi con la maglia del Foggia. 

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