Vittoria col Crotone e salvezza, Kragl fissa gli obiettivi: "Mercato? Qui a Foggia starei altri dieci anni"

Il tedesco ha scontato la squalifica e tornerà in campo nella sfida interna contro la sua ex squadra (il Crotone) guidata dall'ex tecnico rossonero Stroppa: "Dobbiamo vincere e uscire dalla zona bassa della classifica"

Oliver Kragl

Ha saltato la trasferta di Carpi per squalifica, mai pausa fu ben accetta, per smaltire i problemi fisici che lo hanno tormentato nel girone di andata (che, tuttavia, non gli hanno impedito di andare a segno per quattro volte), anche perché i suoi compagni al 'Cabassi' l'obiettivo prefisso sono riusciti a raggiungerlo anche senza di lui

Il riposo però gli ha fatto bene, e consentirà ad Oliver Kragl di ripresentarsi tirato a lucido, nella sfida di venerdì sera, quando allo Zaccheria arriveranno il Crotone, sua ex squadra, e Giovannino Stroppa, suo ex tecnico. Una sfida dal sapore particolare, ma fino a un certo punto. Perché i tre punti restano l'obiettivo principale, poco importa come arrivano e contro chi: "Sì, per me sarà una gara speciale, ma l'obiettivo è vincere. Del resto mi importa poco", esordisce il tedesco in conferenza stampa.

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L'ala ex Frosinone e Crotone ha analizzato il momento del Foggia: "Stiamo lavorando bene con il nuovo mister, ora siamo più compatti, uniti e vogliosi di raccogliere altri tre punti per migliorare la classifica". Già, la classifica, troppo spesso interpretata facendo eccessivi voli con la fantasia ignorando la cruda realtà, che non ha quasi mai visto il Foggia fuori dalla zona rossa. Una realtà che, forse, i calciatori hanno cominciato a comprendere nella sfida col Verona: "Siamo sotto, e dobbiamo uscire quanto prima da quella zona, senza pensare ad altro. E' quello il primo step, poi si penserà eventualmente al resto. A Carpi abbiamo vinto pur senza giocare una grande partita, ma contava il risultato. All'andata, infatti, è capitato di giocar bene senza prendere punti".

Parlando di Padalino, Kragl si sbottona un po', senza però dispensare accuse a chi c'era prima, anzi: "Quando le cose non vanno bene le colpe sono di tutti, ma in particolare dei calciatori. Ora c'è un nuovo mister, ma alla fine siamo sempre noi a scendere in campo. Forse adesso siamo più consapevoli della situazione, un po' più liberi mentalmente. Ma è ancora presto per capire se è cambiato qualcosa rispetto ai mesi scorsi. Ora dobbiamo solo lavorare e vincere quante più partite".

A un anno dal suo approdo in rossonero il bilancio è assolutamente positivo: "Io qui sto bene, e lo stesso vale per la mia ragazza (Alessia Macari, ndr), e questo è importante perché quando torno a casa devo essere sereno. Potrei restare a Foggia altri dieci anni, e questo lo si nota anche quando sono in campo. Mi diverto con i tifosi, non so in quante altre città ci sia un pubblico del genere. Mercato? Io gioco nel Foggia, del resto non mi interessa. Ho altri due anni e mezzo di contratto, poi se succede qualcosa prima non so, il calcio è così. Ma ho voglia di dare tanto a questa squadra. Qui sto bene, è una città non troppo grande né troppo piccola, un po' come Wolfsburg, la mia città".

Qualche differenza rispetto alla precedente gestione, tuttavia, Kragl non la nega. E sono differenze tattiche, soprattutto: "Giocando come terzino è normale restare più dietro. Ora il mister mi sprona ad andare avanti, sono più libero di spingere. Padalino mi chiede di fare gol, come Stroppa, e questo per me vuol dire spingere e non preoccuparmi troppo della fase difensiva, nella quale mi aiutano i compagni".

"Rispetto al girone di andata - continua - ci è forse mancata la voglia di fare gol, di attaccare la porta in massa. La salvezza? Io ci credo, altrimenti non dovrei neppure scendere in campo per allenarmi; ho fiducia nei miei compagni. So che tutti daremo il massimo per uscire da questa situazione. Solo allora potremo eventualmente pensare al resto".

Chiosa sugli obiettivi personali: "Per me è importante giocare sempre e fare bene. Poi se riesco a fare gol è meglio, all'andata ne ho fatti quattro, ora mi basterebbe farne cinque, e servire tanti assist per i miei compagni. Ma la priorità è la salvezza".

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