Mazzeo chiede una reazione: "Resettiamo tutto. Fischi ad Agnelli? Ha dato tutto per la maglia, merita più rispetto"

L'appello a squadra e ambiente: "Diamo di più e basta regali". Infine la difesa al capitano: "Spiace sentire la gente fischiare al suo ingresso. Ci mette il cuore e l'anima, è stato un brutto gesto"

Rammarico e presa di coscienza, ma anche un po’ di irritazione per alcune situazioni non proprio piacevoli. Mazzeo non nasconde uno stato d’animo a livelli bassi (e non potrebbe non essere così, classifica alla mano), ma allo stesso tempo chiama a raccolta compagni e ambiente. La salvezza è ancora possibile, ma non è più tempo di fare regali, né di scialacquare punti come a Padova: “C’è tanto rammarico per non aver portato a casa i tre punti, per come abbiamo giocato specie l’ultima mezz’ora, anche se non abbiamo rischiato niente. Ci siamo abbassati troppo e loro hanno preso fiducia. Dobbiamo capire che non possiamo più concedere regali”.

Il secondo tempo di Padova ha destato perplessità e preoccupazioni anche maggiori rispetto al risultato in sé: “Non saprei che cosa è successo. Dal campo ho provato a chiamare i compagni affinché salissero, ci stavamo abbassando troppo. Loro non hanno fatto nulla per metterci in difficoltà, ma se ti abbassi gli avversari vanno in fiducia e poi alla fine basta un episodio per prendere gol. Invece avremmo dovuto fare il secondo, oppure gestire il possesso, un tempo eravamo capaci di farlo”.

Tocca un tasto dolente, quello del gioco, che al di là della guida tecnica, non è quello ammirato fino a un anno fa: “Quest’anno non ci riescono determinate cose, malgrado io e i miei compagni abbiamo le caratteristiche per produrre un gioco propositivo. Dobbiamo metterci quel quid in più specie per la gestione dei momenti difficili. Il modo di giocare è cambiato, prima era bellissimo. Ora è diverso, poi ci sono state tante difficoltà sin dall’inizio. Ma ora resettiamo tutto e ripartiamo. Perché ora più che mai c’è bisogno di una mano da parte di tutti, per raggiungere la salvezza. Un obiettivo che è fondamentale per tutti, ma soprattutto per la città”.

Mazzeo passa all’autocritica, senza disdegnare la rimozione di fastidiosi sassolini: “I numeri parlano chiaro, la mia stagione fin qui non è stata buona. Certo, rispetto alle precedenti stagioni non ho avuto problemi fisici, e questa è una nota positiva, ma ci sono state tante componenti che hanno inciso”. Non mancano i riferimenti alle “chiacchiere usate per destabilizzare l’ambiente. Mai sentite così tante, preferirei non ci fossero più”.

Si riparte, dunque, con l’obiettivo della vittoria. Ma allo Zaccheria, dove il Foggia non vince da dicembre, arriva un Benevento in salute: “E’ una squadra forte, con un ottimo organico e ricambi in tutti i ruoli. Non è un’ultima spiaggia per noi, ma non possiamo più sbagliare. Gara speciale per me? Ogni gara deve motivarci, lì sono stato bene e ho vinto. Ma ho vinto anche qui e ora conta il presente”. Il pensiero poi va alla gara di andata: “Giocammo una bella partita, di sofferenza all’inizio, ma dopo il pari immediato di Kragl prendemmo fiducia. Spero di vincere anche sabato”.

La chiosa, però, la dedica al capitano Agnelli, da molti additato come capro espiatorio, responsabile primario del momento rossonero, anche con epiteti piuttosto pesanti: “Sono dispiaciuto per il capitano. Sentire il pubblico fischiare al suo ingresso è stato brutto. Lui può piacere o meno come calciatore, ma è il nostro capitano, ci mette il cuore e l’anima, non ci dorme la notte. Credo che sia stato un brutto gesto, Cristian merita un po’ più di rispetto per tutto quello che ha dato a questa squadra”.

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