L'amaro addio di Kragl ai tifosi: "Foggia non merita questo. Ho creduto in chi non meritava la mia fiducia"

L'esterno tedesco saluta la città e i tifosi con un messaggio su Instagram, fa autocritica, ma si difende dalle accuse di scarso impegno: "Ho sempre dato il massimo. Troppo facile accusare chi ha voluto bene al Foggia anche economicamente. Non abbiamo percepito gran parte dello stipendio"

Il tempo dirà se la sua destinazione sarà Benevento o Ferrara o un'altra città, quel che è certo è che l'avventura di Oliver Kragl a Foggia è giunta al termine. La mancata iscrizione del Foggia al campionato di serie C decreterà lo svincolo di tutti i calciatori sotto contratto, a cominciare dall'esterno teutonico, persona piuttosto attiva sui social. 

Ed è proprio dal suo account di Instagram che l'ormai ex numero 11 rossonero lancia il suo messaggio di addio alla città, non senza una punta di amarezza e di critica per l'infausto epilogo, ma anche per alcune situazioni verificatesi durante la stagione, dalla mancanza di un campo di allenamento, agli infortuni, passando per gli esoneri di Grassadonia e Padalino, fino alla retrocessione finale. 

"Non è stato mai così difficile salutare i miei tifosi, ma purtroppo fa parte del nostro lavoro, anche se delle volte la città in cui vivi diventa la tua e decidi così di sposarti proprio lì, come ho fatto con Alessia, a Foggia. Un anno e mezzo ricco di emozioni, alti e bassi, soprattutto bassi nell'ultimo periodo, dove il NOSTRO FOGGIA non si è addirittuta iscritto al prossimo campionato.

Tutti siamo responsabili della retrocessione, anche se senza penalizzazione, l'obiettivo salvezza era stato raggiunto,nonostante le difficoltà che noi giocatori abbiamo avuto in allenamento, spostandoci spesso ad Amendola, Lucera e addirittura Melfi, situazioni che abbiamo accettato per il bene dei nostri tifosi e del nostro Foggia, anche se a livello muscolare non è stato il massimo ed i nostri fisioterapisti ve lo possono confermare.

Abbiamo avuto due grandi mister, Grassadonia e Padalino, ma a mio parere cambiare allenatore non era la scelta giusta, i problemi erano altri. Ho letto molte volte i commenti di alcuni tifosi,che dicevano di non vedere un gruppo compatto, vi garantisco che non è stato così, anzi, lo siamo stati fin troppo per il bene della squadra.Sono stato accusato anche di aver segnato poco nel finale di stagione, di aver giocato male. Perchè dovevo fare ciò?" 

Kragl poi si difende confermando, implicitamente, l'esistenza di problematiche economiche già nel corso della stagione: "Ho sempre dato il massimo dentro e fuori dal campo, non impegnandomi avrei fatto solo del male a me stesso...troppo facile accusare sempre i giocatori, che anche economicamente hanno dimostrato più volte di voler bene al Foggia. Sapete come è finita? Che non abbiamo percepito gran parte dello stipendio, e a prescindere dal lavoro che uno svolge, sfido chiunque di voi a non essere incavolato a trovarsi in una tale situazione. Abbiamo evitato di prendere altri 2 punti di penalizzazione venendo incontro alla società, in più occasioni.

Foggia non merita questo, una tifoseria che ci ha seguito in tutta Italia, sacrificando affetti e spendendo i propri stipendi per le trasferte merita di vedere la propria squadra in Serie A. Ho creduto al progetto e a chi non meritava la mia fiducia e che oggi mi porta a fare delle scelte differenti da quelle che avevo programmato.Vi porterò per sempre nel mio cuore". 

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