Foggia-Brescia 2-2: le pagelle dei rossoneri

Meraviglia Gerbo. Bentornato Mazzeo. Male Camporese e Carraro, ottima prova di Zambelli e Ranieri

Alberto Gerbo (Ph. R. D'Agostino)

La parola d’ordine è una sola: lavorare. Questo può fare il Foggia, partendo dalle buone cose viste con il Brescia. Per qualità del gioco quella vista ieri è stata la versione migliore del Foggia, forse non soltanto nella versione casalinga. Una squadra che ha messo sotto il Brescia, almeno fino alla sciagurata espulsione di Camporese. Grassadonia non ha tutti i torti nel recriminare contro certe decisioni arbitrali, ma le imperfezioni di Marini non devono far passare in secondo piano la crescita esponenziale della squadra. Peccato non poter scendere di nuovo in campo, ma la sosta potrà servire al mister per dar continuità ai progressi, tirare a lucido certi elementi fondamentali (Iemmello, ma anche Rizzo) e provare nuove soluzioni tattiche. Un accenno di difesa a quattro lo si è visto ieri, ma era una scelta anche figlia delle contingenze. La sosta forzata adesso è un assist per lavorare sul 4-3-3 o 4-4-2. Gli interpreti ci sono, va solo trovata la quadra. Ma per quanto visto ieri, la sensazione è che il terreno sia già fertile, le basi già solide. Insomma, non si deve ripartire daccapo.

Le immagini del match

FOGGIA (3-5-1-1) Bizzarri 6; Martinelli 6 Camporese 4,5 Ranieri 6,5; Zambelli 6,5 Gerbo 7,5 Carraro 5 Deli 5,5 (18’st Tonucci 6,5) Kragl 6; Galano 5 (27’st Agnelli 6); Mazzeo 7 (24’st Iemmello 6). A disposizione: Noppert, Loiacono, Cicerelli, Chiaretti, Rubin, Rizzo, Boldor, Busellato, Gori. All. Grassadonia 6,5

BRESCIA (4-3-1-2) Andrenacci 7; Sabelli 5 Cistana 5,5 Romagnoli 5,5 Curcio 5,5 (35’pt Mateju 5); Bisoli 5,5 Tonali 6,5 Ndoj 7; Spalek 5,5 (27’st Tremolada 7); Torregrossa 7 Morosini 5,5 (18’st Donnarumma 5,5). A disposizione: Alfonso, Gastaldello, Martinelli, Cortesi, Carillo. All. Corini 6,5

Arbitro: Marini 5

Bizzarri 6 – Dubbi sulla punizione di primo acchito. Ma Tremolada aggira la barriera (che non salta) e la mette all’angolino. Crocifiggere l’argentino sarebbe ingiusto. Bello il volo a smanacciare la conclusione aerea di Torregrossa.

Martinelli 6 – Sveste i panni della guida difensiva, riposizionandosi sul centrodestra. Si fa fatica a intravedere errori grossolani. La pagnotta è meritata.

Camporese 4,5 – Partiamo dal gol: a difesa schierata, peraltro a tre, farsi bucare dal comunque bel filtrante di Ndoj è errore da matita blu. E questo basterebbe a catechizzarlo. Poi completa la frittata con un fallo incontestabile quanto stupido. Va bene la trance agonistica, ma un giocatore già ammonito non può perdere la lucidità con un intervento del genere a centrocampo.

Ranieri 6,5 – La traversa gli nega il primo gol tra i professionisti, e forse la scrittura di un’altra sceneggiatura, senza dubbio favorevole ai rossoneri. Bravo e attento come sempre, anche quando scollina sull’out di sinistra ritrovando l’antico ruolo di terzino. Chissà che il duo con Kragl non vada a riproporsi.

Zambelli 6,5 – Un fallo laterale, la palla in area, “che faccio? Ma sì, la metto in mezzo”. Mazzeo ringrazia. Con Gerbo l’intesa c’è, la sostanza pure. E alla fine con la sua ex squadra non sfigura affatto.

Gerbo 7,5 – Torna all’antico, e fa vedere che, malgrado il suo continuo peregrinare, le antiche abitudini sono consolidate. Gioca una partita sensazionale, mangiando l’erba e gli avversari. Trova un gol meraviglioso dopo che Andrenacci gliene aveva negato un altro nel primo tempo. E anche quando non ne ha più (a detta del mister) trova il modo per confezionare un cross al bacio che quasi porta al terzo gol. Il miglior modo per ribadire un concetto: il miglior centrocampista del Foggia resta lui.

Carraro 5 – Spalek segue le indicazioni di Corini e l’esempio dei suoi predecessori (gli altri avversari di Carraro) e lo va a molestare in fase di prima costruzione. Gli manca la personalità per uscire fuori dalla marcatura, e a volte anche la pulizia del tocco. Punito oltremodo da Marini, ma ci si chiede se fosse il caso di entrare in quel modo al limite dell’area.

Deli 5,5 – Mezzo voto in più per i due spunti che per poco non spaccano la partita. Ma per tutto il primo tempo il rapporto col pallone è conflittuale. E dopo le due giocate di cui sopra, torna a guardarsi la partita da spettatore non pagante, fino al cambio (18’st Tonucci 6,5 – Un’entrata che esalta lo Zaccheria, manco Spartacus nell’arena di Capua. Nella linea a quattro non sfigura).

Kragl 6 – Più per lo spirito di sacrificio che per la qualità delle idee. Crossa poco e male, e nel finale Andrenacci gli nega la gloria.

Galano 5 – Mazzeo gli offre la possibilità di un succulento uno-due, lui invece preferisce l’imbucata centrale scordandosi l’atto finale (apertura su Deli o tiro). Basta per fotografare un match da dimenticare in fretta (27’st Agnelli 6 – Entra per dar sostanza a un centrocampo in debito di ossigeno. Senza il gol finale di Tremolada, il compito sarebbe assolto alla perfezione).

Mazzeo 7 – Riecco il bomber, riecco il meraviglioso cucitore di gioco. Non solo il gol, ma anche grandi giocate da rifinitore. Nella ripresa trova l’assistenza di Deli in un paio di circostanze, poi partecipa nell’azione del gol di Gerbo. Peccato che l’assistenza di Galano sia pressoché nulla (24’st Iemmello 6 – Da riferimento centrale fa il lavoro che in quel momento serve. Tiene alta la squadra, si prende un paio di punizioni preziose. E ancora una volta di testa 'rischia' di regalare i tre punti ai suoi).

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All. Grassadonia 6,5 – Bella partita, condizionata oggettivamente dall’espulsione. Ma ha tanti elementi per i quali essere soddisfatto. Giuste anche le scelte in corsa, e Iemmello per poco non lo premia. Ma va sottolineato anche il cuore con il quale la squadra gioca, si batte e resiste in dieci per oltre mezz’ora, e per poco non porta a casa i tre punti.

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