Gol e polemiche allo "Zac". L'Aversa vince 4-3, la tribuna contesta

Rossoneri avanti al 7' con Agostinone. Al 33' il raddoppio di Agnelli. Al 40' rigore contro il Foggia e rosso a Narciso, entra Micale che para il rigore. Nella ripresa Orlando (2), Galizia e Tulimeri completano la rimonta. Inutile il centro di Colombaretti. Contestazioni dalla tribuna

La Curva Sud

Il Foggia saluta lo Zaccheria in un clima di festa presto convertitosi in un ambiente infuocato. Tra i fin troppi esigenti tifosi della tribuna fortemente contrariati per il risultato, e le due curve sempre a sostegno della propria squadra, nonostante la brutta sconfitta maturata. Un 3-4 giunto in rimonta, dopo che i rossoneri avevano chiuso il primo tempo sul 2-0. I rossoneri sono letteralmente crollati dopo il 2-1 di Orlando, alimentando ad ogni gol subito il malumore del settore centrale dello stadio.

Un disappunto che ha raggiunto la propria acme alla fine dell'incontro, quando i giocatori sono rimasti in campo ricevendo lo sgradito epiteto di "venduti". 

E’ una giornata di festa, il Foggia saluta lo Zaccheria, teatro di alcune tra le più esaltanti pagine di questa stagione. I rossoneri ci tengono a vincere, come l’Aversa, che ha ancora più di un motivo per cercare la vittoria, essendo ancora in corsa per raggiungere la zona playout.

La formazione schierata da Padalino, con il 3-1-4-2, parte subito forte. Dal 4’ al 33’, si contano ben dieci occasioni da gol, otto di marca rossonera. Agostinone è tra i più in palla, è lui a sfiorare il palo al 4’, e a sbloccare il risultato tre minuti dopo. Nell’occasione, il centrocampista è bravo a recuperar palla e ad avviare la transizione, con la preziosa complicità di Cavallaro, bravo ad andare sul fondo e a confezionare il traversone che Agostinone corregge di testa in rete.
Cavallaro e Giglio sono carichi e vogliosi di alimentare il personale bottino di gol, un obiettivo che in alcune occasioni li spinge verso iniziative solitarie e poco fruttuose. Il Foggia comunque gioca bene, e sfiora il gol con Sciannamè all’11 (colpo di testa sul palo), con D’Allocco al 13’ (sinistro sull’esterno della rete). L’Aversa si affaccia saltuariamente sulla trequarti, affidandosi soprattutto all’estro di Di Vicino, le cui 34 primavere gli avranno limitato la rapidità, non di certo la raffinatezza del tocco. Al 15’ Narciso si salva dopo una respinta difettosa proprio sulla conclusione dell’ex fantasista di Napoli e Salernitana, grazie all’ausilio di Loiacono. Sarà straordinario al 31’ con un triplo intervento che negherà il gol a Galizia. Due minuti dopo, arriva il raddoppio di Agnelli, bravo a girare di testa la punizione dalla trequarti di Cavallaro, beneficiando nell’occasione di una deviazione determinante.
La partita sembra chiusa, fino al 40’, quando i difensori rossoneri cincischiano con eccessiva sufficienza sulla trequarti, Sciannamè perde palla, consentendo a Galizia di presentarsi davanti a Narciso. Il portiere sgambetta l’attaccante che era pronto a calciare a porta quasi vuota. E’ rigore e rosso. Narciso non ci sta e protesta, ma l’arbitro è inamovibile. Padalino decide di richiamare Sciannamè per inserire Micale, il quale si presenta alla grande neutralizzando il rigore di Galizia. Finisce il primo tempo tra l’entusiasmo dello Zaccheria e la disperazione dell’Aversa, ormai ad un passo dalla retrocessione matematica.

SECONDO TEMPO – La ripresa viaggia su ritmi blandi, fino al gol di Orlando, bravo a girarsi e a calciare a rete, anche se nell’occasione non sembra esente da colpe Micale. Il Foggia sembra gestire il risultato, pur arretrando di qualche metro il proprio baricentro. L’Aversa attacca, con 4 uomini, dopo l’ingresso di Majella per Balzano, lasciando praterie in difesa. Invece Padalino un po’ a sorpresa richiama Cavallaro inserendo Pambianchi, accettando di fatto l’assedio degli avversari. Provenza si gioca invece il tutto e per tutto con l’innesto di Tulimeri, schierando di fatto 5 attaccanti.
Basterebbe una ripartenza ben orchestrata per far male e chiudere i conti. Come quando, al 24’, Giglio arriva tardi sull’ottimo traversone di Colombaretti che attraversa l’area piccola e si spegne a lato. Due minuti dopo Orlando trova la doppietta e il pareggio deviando in mischia sugli sviluppi di un corner. Il Foggia sparisce, mentre l’Aversa culla il sogno di un’insperata vittoria che terrebbe ancora in piedi le speranze di raggiungere i playout. Il gol arriva con Galizia, che di testa corregge in rete in posizione di dubbio offside. E’ il gol che fa scatenare il pubblico della tribuna, che comincia a palesare il proprio disappunto nei confronti dei giocatori.
Il dissenso assume addirittura i connotati della derisione, quando alcuni tifosi esultano in segno di scherno dopo il quarto gol di Tulimeri, che giunge al 38’ al termine di una grande azione di Majella.
Il 3-4 di Colombaretti serve solo ad aggiornare i tabellini, che alla fine conteranno ben 10 cartellini gialli. Il finale è di dubbio gusto. In un’atmosfera surreale, i giocatori del Foggia celebrano la promozione, tra i cori di supporto delle indomite curve, e il coro “venduti” intonato da una fetta di tifosi della tribuna. Un epilogo amaro, che fa male ben più di una semplice sconfitta.

Tabellino

FOGGIA (3-1-4-2) Narciso; Loiacono, Filosa (34’st Venitucci), Sciannamè (43’pt Micale); Quinto; Colombaretti, Agnelli, Agostinone, D’Allocco; Giglio, Cavallaro (18’st Pambianchi). A disposizione: Savarise, Sicurella, Kyeremateng, Leonetti. All. Padalino

AVERSA NORMANNA: Russo, Baldano (10’st Majella), Esposito (25’st Tulimeri), Oircaro, Di Girolamo, Prevete, Comini (34’st Nocerino), Suarino, Orlando, Di Vicino, Galizia. A disposizione: D’Agostino, De Rosa, Villanova, Vicentin. All. Provenza

Arbitro: Prontera di Bologna

Marcatori: 7’pt Agostinone (F), 33’pt Agnelli (F), 7’st e 26’st Orlando (A), 33’st Galizia (A), 38’st Tulimeri (A), 44’st Colombaretti (F)

Ammoniti: Colombaretti (F), Agnelli (F), Giglio (F), Cavallaro (F), Esposito (A), Porcaro (A), Di Girolamo (A), Prevete (A), Di Vicino (A), Nocerino (A), Russo (A)

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